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giovedì 19 marzo 2009

recensioni in pillole 9: "Questa è la stanza"


Gipi, Questa è la stanza, Coconino Press 2007, € 17

Gipi sta diventando una malattia. Lo testimonia il fatto che, appena visto questo libro sullo scaffale della libreria, l'ho preso senza nemmeno aprirlo, anzi senza nemmeno guardare il prezzo e controllare se avevo in tasca abbastanza soldi.
Dopo la magistrale graphic novel “Appunti per una storia di guerra” (l'ho detto e lo ripeto: uno dei più bei romanzi italiani di quest'ultimo decennio) e prima dello struggente ed esilarante “La mia vita disegnata male”, con questo “romanzo a fumetti” Gipi si era confermato come uno dei pochi veri narratori che abbiamo in questo paese.
Il tema è, ancora una volta, l'adolescenza. I protagonisti sono quattro ragazzi che si muovono nel solito paesaggio di provincia, tra campagna e periferia, e hanno il sogno comune di quasi tutti gli adolescenti: fondare una rock band. La stanza del titolo è una porta d'accesso verso se stessi: un posto tutto loro, dove possono “chiudere fuori il mondo, suonare e basta”, coltivare i propri sogni lontano dagli adulti.
Tutti e quattro hanno vite difficili, tese sul filo: il padre di Giuliano ha occhi solo per i suoi cani da caccia; a Stefano è morto un fratello, i suoi genitori vivono nell'angoscia e lui dà fuori di matto per mascherare il dolore; Alex ha la camera piena di poster nazisti e vive con una madre e una zia a lui morbosamente devote (il padre è sparito, scappato chissà dove con tutti i soldi della ditta) ; Alberto si dedica al padre, che dopo una malattia si trascina in un'esistenza spenta e catatonica, perso dietro i suoi modellini di aereoplano.
Ma tutto ciò Gipi lo lascia solo intuire. Il centro del racconto è la stanza dove i ragazzi provano, i loro strumenti che sfrigolano e si guastano, la voglia di spaccare il mondo, di fregarlo. Gipi, l'ho già detto, è uno dei pochi che riescono a raccontare l'adolescenza per quel che è: l'età in cui si è senza pelle, in cui tutti i sensi sono dolorosamente acuti, in cui le responsabilità non esistono, si vive e basta, per sé e per gli amici, e questo è tutto quel che conta, il mondo finisce lì.
Un mondo raccontato senza filtri, con una precisione e un'adesione lancinanti, e insieme con il totale controllo dei propri mezzi, grafici e narrativi. Ed è la prima volta che mi capita di trovare spiazzante un lieto fine.

venerdì 30 ottobre 2009

recensioni in pillole 40 - "S."

Gipi, S., Coconino Press 2007 (112 pp., 15 €)

Continua la mia dipendenza da Gipi (con questo siamo a quattro solo quest'anno). D'altra parte io non ho la minima intenzione di far nulla al riguardo. Ormai Gipi mi sembra di conoscerlo da sempre, e ogni volta che compro un suo libro mi pare di ricevere la lettera di un amico.
Questo l'ho comprato ieri mattina e ho finito di leggerlo stanotte, verso l'una.
"S." è Sergio, il padre dell'autore, il centro della storia. Attorno a lui si costruisce un racconto fatto di andirivieni tra passato e presente, con due episodi che fanno da cardine alla narrazione: una gita in barca che per poco non finisce male e il bombardamento americano su Pisa del 31 agosto 1943, in cui il padre e la madre rischiano entrambi di morire (la madre vi perderà quasi tutta la famiglia).
Gipi, come suo solito, si mette a nudo raccontando le proprie vicende più intime senza alcun pudore, ma paradossalmente è proprio questo che gli permette di evitare il sentimentalismo e di costruire una narrazione sobria, emozionante: ci sono i racconti del padre, misti di realtà e immaginazione, ci sono i ricordi d'infanzia, gli scherzi, i litigi, l'allegria e la tragedia, la morte e l'affetto (la sequenza della cremazione è una delle più tenere che mi sia mai capitato di leggere).
I disegni, a differenza di altri testi, si mantengono semplici e lineari: poche linee, volti stilizzati, acquerelli leggeri e trasparenti. Insomma, quella semplicità così - apparentemente - facile, e invece così difficile da ottenere.
Forse "S." non è il libro migliore di Gipi (il migliore, secondo me, è "Appunti per una storia di guerra"), ma di sicuro è il più misurato, equilibrato, e insieme il più diretto.
Fra qualche settimana dovrebbe uscire per Coconino il nuovo libro, intitolato "Diario di fiume e altre storie". E io, come al solito, lo aspetto fedelmente. Degli amici ci si deve fidare.

sabato 2 gennaio 2010

il catalogo è questo (per quel che può importare)


Una volta un tizio mi chiese quanti libri avevo letto in vita mia, e io risposi che non ne avevo la più pallida idea (centinaia? migliaia? e chi lo sa).
Beh, nel 2009 ho deciso di tenere il conto. Il catalogo è questo: dal computo ho escluso i testi troppo tecnici o specialistici, vale a dire quelli letti per ragioni prettamente legate alle mie ricerche universitarie; i link rimandano alle recensioni che ho via via pubblicato su questo blog.
Se non vi interessa, saltate pure il post. Avete tutta la mia comprensione.


Narrativa/Biografie/Autobiografie

Neil Gaiman, I ragazzi di Anansi
Indro Montanelli, Il generale Della Rovere
Gianfranco Manfredi, Ho freddo
Neil Gaiman, American Gods
Francesco Jovine, Le terre del Sacramento
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte
Ricardo Guiraldes, Don Segundo Sombra
Borges/Ocampo/Bioy Casares, Antologia della letteratura fantastica
James Baldwin, Un altro mondo
Hans Fallada, E adesso, pover'uomo?
Thomas Pynchon, Vineland
Henri Michaux, Altrove
Giorgio Falco, L'ubicazione del bene
Thomas Berger, Il piccolo grande uomo
(a cura di S. M. Barrett), Io sono Geronimo. Autobiografia
Ermanno Cavazzoni, Il poema dei lunatici
Andrea De Carlo, Due di due
Paolo Fresu, Musica dentro
James Baldwin, Sonny's Blues (racconto)
Eudora Welty, Powerhouse (racconto)

Ralph W. Ellison, Invisible Man (da finire)
Ishmael Reed, Mumbo Jumbo (da finire)

Saggistica
Vince
nzo Sparagna, Frigidaire
Ted Gioia, L'arte imperfetta. Il jazz e la cultura contemporanea
Harold Bloom, Il canone occidentale (abbandonato a pag. 202)
Giancarlo Mei, Canto latino
Giorgio Rimondi, Il suono in figure. Pensare con la musica
Marco Belpoliti, Crolli
Carlo Ginzburg, Il filo e le tracce. Vero falso finto
Claudio Sessa, Le età del jazz. I contemporanei
Flavio Massarutto, Jazz e fumetto

Giulio Mozzi, Corpo vivo e corpo morto. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi
Alessandro Portelli, Canoni americani. Oralità, letteratura, cinema, musica
(a cura di) Daniele Barbieri, La linea inquieta. Emozioni e ironia nei fumetti
Luigi Siviero, Analisi del fumetto. La composizione delle coppie di tavole
Will Eisner, Fumetto e arte sequenziale

(a cura di) D. Barzi, S. Gorla e P. Guiducci, Carta canta. I fumetti nella musica. La musica nei fumetti
Pierre Fresnault-Deruelle,
I fumetti: libri a strisce
Ugo Rubeo, L'uomo visibile. La poesia afroamericana del Novecento
Giorgio Rimondi, La scrittura sincopata. Jazz e letteratura nel Novecento italiano
Paul Zumthor, La presenza della voce. Introduzione alla poesia orale
Corrado Bologna, Flatus vocis. Metafisica e antrolopogia della voce
Sascha Feinstein, Jazz Poetry. From the 1920s to the Present
Charles O. Harman, Jazz Text. Voice and Improvisation in Poetry, Jazz, and Song
Vincenzo Martorella, Il blues
Michel de Montaigne, Saggi (da finire)

Altro
Roberto D'Agostino, Cafonal

Poesia
(a cura di A. Francini), Poesia americana – Antologia (non letto per intero)
Antonio Lillo, L'innocenza del male
Robinson Jeffers, La cretese
Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di Gramsci
Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo
Giorgio Caproni, Tutte le poesie (da finire)

Fumetti
Gipi, La mia vita disegnata male
Mike Mignola, Hellboy (raccolta Oscar Mondadori)
Gipi, Questa è la stanza
Igort-Sampayo, Fats Waller
Davide Toffolo, Pasolini
Bastien Vivès, Il gusto del cloro
Gipi, Esterno notte
Johan Sfar, Il gatto del rabbino 2
Paolo Parisi, Coltrane
Gipi, S.
Pratt/Oesterheld, Sgt. Kirk. Rinnegato!
Grazia Nidasio, Valentina Mela Verde
Danijel Zezelj, Il ritmo del cuore
Danijel Zezelj, Small Hands
Loustal/Paringaux, Barney e la nota blu
Gipi, Diario di fiume e altre storie

“Dago” Collezione in edicola con il Messaggero: nn. 11 e 12
“Pecos Bill” Raccolta Dardo n. 7 (Albi d'Oro n. 230-234, ottobre-novembre 1950)
E. C. Segar, Per un pugno di spinaci (Oscar Mondadori) – Storie di Popeye, 1938-1939
Falk/Moore, Il giustiziere in calzamaglia (Oscar Mondadori, L'Uomo Mascherato)

Ken Parker Magazine n. 12 (settembre 1993)

Bonelli-Nolitta-Galleppini, Tex – I grandi nemici (Miti Mondadori)

"Tex" nn. 579-590, Almanacco del West, Tex Gigante (
Patagonia”), Maxi (“Lungo i sentieri del West”)
"Dix" n. 5 (gennaio), 7 (maggio), 8 (luglio), 10 (novembre)
"Magico Vento" nn. 120-125
"Nathan Never" nn. 212-223, Agenzia Alfa n. 19, Speciale 2009, Maxi, Almanacco, Squadra Fantasma
"Dampyr" n. 107, 114, 115, 116, 117; Speciale n. 5 (“La leggenda del vecchio ponte”)
"Caravan" nn. 1-7
"Greystorm", nn. 1-3
"Brad Barron", speciale numero 3
"Dylan Dog", numero 280

"Ratman" nn. 70-75, Ratman Enigmistico, "299 + 1" (ristampa a colori)
Ade Capone, "Trigger" (n. 1)

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Statistiche:
Narrativa: 23 (2 da finire)
Saggi e altro: 24 (1 da finire)
Poesia: 6 (1 da finire)
Fumetti (libri): 22
Fumetti (albi): 68

mercoledì 14 gennaio 2009

recensioni in pillole 3: "La mia vita disegnata male"


Gipi (Gianni Pacinotti), “La mia vita disegnata male”, Fusi Orari/Coconino Press, 2008
“...ero ancora (quasi) un adolescente. La forma di vita più inutile e malvagia che si possa immaginare, se si esclude un gremlin bagnato”.

Lo sappiamo tutti che l'adolescenza è uno schifo. E sappiamo tutti che poi quello schifo ci sembra un paradiso. E la terza cosa che sappiamo tutti è che chi cerca di raccontare quello schifo nove volte su dieci produce uno schifo anche peggiore.
Questa, secondo me, è la ragione principale per cui Gipi è un genio.
Perché in questo “romanzo disegnato” riesce a raccontare un'adolescenza (e che adolescenza: droghe, autolesionismo, ribellioni senza causa, periferie, amici fatti dondolare sui falò e poi lasciati cadere dentro senza un perché, tentativi di suicidio finiti in lanci di bouquet, dieci giorni in galera), mescolandola con deliri, sedute psicoanalitiche, sogni, traumi infantili, orsi che dicono “cazzo”, tentati sturpi, problemi di erezione, visite mediche, storie di pirati, producendo alla fine un'opera di pura poesia.
E se dico “poesia”, la parola non esclude affatto la comicità. Anzi, LMVDM è un libro in cui si ride spesso, e di gusto, anzi, si ride proprio dove il racconto sembrerebbe più tragico (del resto, lo dice lui stesso: “delle tragedie si dovrebbe ridere sempre”).
Gipi si racconta senza il minimo pudore, con toscana, puntuta brutalità.
Disegna “male”, probabilmente, eppure conosco fior di disegnatori che darebbero un braccio per “disegnare male” così, con quel tratto aggrovigliato, nervoso, che a volte diventa leggero come una brezza a volte sembra voler incidere il foglio fino a lacerarlo. I suoi panorami di periferia sono tra le cose più struggenti che mi sia mai capitato di vedere, e i suoi acquerelli sono semplicemente magistrali. I suoi volti, poi, e i suoi corpi: pigri, pieni di spunzoni e di parti molli.
Per inciso, il suo “Appunti per una storia di guerra”, uscito per Rizzoli un paio d'anni fa, è uno dei più bei romanzi italiani di questo decennio che sta per finire.
A proposito, Gipi sta diventando famoso. Negli Stati Uniti l'hanno osannato come “uno dei più grandi autori europei di graphic novels”. È andato persino in TV, e con la sua spigolosa simpatia pisana ha fatto un figurone. Ma non si prostituirà mai al successo, è troppo dolorosamente onesto.
L'ho già detto che è un genio?

domenica 27 dicembre 2009

recensioni in pillole 51 - "Diario di fiume"

Gipi, Diario di fiume e altre storie, Coconino Press, 2009 (125 pp., € 17)

E siamo a cinque.
Cinque Gipi in un anno configurano uno stato di seria dipendenza.
Comunque: questo “Diario di fiume” raccoglie dodici storie brevi o brevissime (la più lunga, quella che dà il titolo al volume, è di una ventina di tavole, ma ce ne sono anche di una o due) pubblicate qua e là negli ultimi dieci anni.
Tecniche e temi sono i più vari: due ragazzi che discendono un fiume in canoa; un pugile in un incontro truccato; due uomini, entrambi segnati da un dolore recente, che vanno a raccogliere funghi; una bacinella Moplen piena di Campari Soda; un vagabondo di nome Puzzola; migranti africani; una sex-doll iperrealistica; un appuntamento mancato. E l'ultima storia che, in qualche modo, si ricollega alla prima.
Storie tenere, ciniche, ironiche, tragiche, liriche, grottesche, come sempre in Gipi.
Insomma, che parlo a fare? Leggetelo, e basta.

sabato 19 settembre 2009

recensioni in pillole 30, 31, 32 e 33 - fumetti assortiti

Joann Sfar, Il gatto del rabbino 2, BUR 2009 (144 pp., € 17,50)

Moujroum è il gatto di Abraham Sfar, un candido rabbino, e di sua figlia, la bellissima e irascibile Zlabya. Ma è un gatto particolare: pensa e parla come un essere umano ed è il miglior amico del suo padrone. Nel primo volume delle sue avventure lo avevamo visto aggirarsi per l'Algeria degli anni '20 e fare anche una capatina a Parigi. Qui ritroviamo tutti i personaggi, compresi il filosofo-ciarlatano Malka con il suo vecchio leone e il simpatico saggio islamico Mohammed Sfar (sì, si chiamano tutti Sfar, guarda un po'), e ne conosciamo altri, tra i quali un ebreo russo, diretto in Etiopia per cercare la Gerusalemme terrestre. Sfar, nato a Nizza nel 1971, rielabora i racconti e le leggende ascoltati da sua nonna, ebrea sefardita. Narra con la semplicità e l'abilità di un cantastorie e disegna con uno stile finto-naïf, che nasconde un attento studio delle atmosfere e delle espressioni. E soprattutto sa trasmettere, senza darlo a vedere, un messaggio di umiltà, rispetto per il prossimo e accettazione della vita in tutta la sua gioiosa diversità. Incantevole.

Bastien Vivès, Il gusto del cloro, Blackvelvet/That's Life 2009 (135 pp., € 18)

Sempre dalla Francia arriva Bastien Vivès, parigino, classe 1984. “Il gusto del cloro” è un libro minimale. I disegni sono ridotti a linee sottili e a campiture di colori puri, spenti: il bruno della pelle, il verde dell'acqua, poco altro (qui qualche esempio). E anche la storia è quasi nulla: un ragazzo va in piscina per curarsi la scoliosi, conosce una ragazza, ogni tanto si parlano, perlopiù nuotano e basta, per pagine intere; alla fine non succede niente; o forse sì. Però, questo quasi-nulla, Vivès lo impregna del senso della vita che scorre, di quelle piccole, impalpabili epifanie che le danno senso. Può affascinare o annoiare, a seconda dei gusti. A me è piaciuto.

Paolo Parisi, Coltrane, Blackvelvet/Biopop 2009 (125 pp., € 13)

Non è una biografia di Coltrane, e questo è un bene. Non solo perché la vita di Coltrane fu priva di elementi spettacolari o coloriti, e lui stesso fu una persona tranquilla, completamente dedita alla propria ricerca musicale e spirituale; ma anche perché la biografia è sempre a rischio di cadere nel banale didascalismo, quando non nella morbosità fine a se stessa. Parisi, invece, costruisce il libro su una serie di flash: episodi della vita di Coltrane, sequenze di lui che suona o che discute con colleghi e amici, titoli di dischi, ritratti di musicisti, dichiarazioni di critici, il tutto disposto senza alcuna consequenzialità cronologica, anzi con accostamenti inaspettati fra piani temporali diversi. Il tutto è organizzato in quattro parti, che corrispondono ai quattro movimenti di “A Love Supreme”. L'impostazione grafica è essenziale, rigorosa, priva di qualsiasi virtuosismo. Ne esce un bel ritratto di Trane, sobrio e appassionato.

Gipi, Esterno notte, Coconino Press, 2009 (110 pp. non num., € 17)

Lo ammetto, ho un problema. Il mio problema si chiama Gipi: ogni volta che vedo un suo libro, non sono in grado di lasciarlo sullo scaffale. Devo comprarlo. “Esterno notte” è la ristampa di un volume del 2003 e contiene cinque storie brevi, accomunate dalla tecnica: pittura ad olio su fondi preparati, con sovrapposti disegni a china, spesso su carta trasparente. L'effetto è straordinario, materico, di enorme suggestione. Consigliato a chiunque ancora dubiti che Gipi sia un GRANDE disegnatore. (Ah, a proposito: le storie sono, come sempre, geniali, lampi di vita crudi, violenti e pieni di poesia).

mercoledì 22 dicembre 2010

recensioni in pillole 79 / 80 - Manuele Fior

Manuele Fior, Cinquemila chilometri al secondo, Coconino 2010 (143 pp., € 17)

Manuele Fior (da Arthur Schnitzler), La signonina Else, Coconino 2009 (pag. n. n., € 17,50)

Avevo tanto sentito parlare (bene) di Manuele Fior, che temevo di restarne deluso alla prova dei fatti. E invece no: trentaquattro euri e mezzo spesi bene.
Avevo anche sentito accostare Fior a Gipi, e in fondo qualche somiglianza c'è: ad esempio nella predilezione per un segno scarno e spigoloso (ma compensato, in Fior, da una plasticità più morbida e un maggior calore cromatico, rispetto alla secchezza di Gipi) o nella maniera di trasferire sulla pagina schegge di realtà conservandone i margini taglienti (ma, in Fior, in modo molto meno scopertamente autobiografico rispetto a Gipi).
Insomma, Fior è un artista a sè. È cesenate (ho una certa qual sincronicità con Cesena negli ultimi tempi, per ragioni che qui non vale la pena di spiegare), mio coetaneo (in qualche modo, il fatto di avere coetanei geniali mi fa sentire meglio), vive in Norvegia (e questo, in tutta onestà, non glielo invidio).
In “Cinquemila chilometri al secondo” racconta una storia che poi non è nemmeno una storia, ma piuttosto una serie di fotogrammi che fermano tre personaggi (una donna, due uomini) nell'arco di vent'anni. Parla di viaggi, di infelicità, di disperazione, di cose che avrebbero potuto essere e non sono state.
Ma, soprattutto, ne parla attraverso i colori (il giallo acceso di un'estate passata, l'azzurro freddo del Nord, i toni bruciati dell'Africa, le tinte seppia del sogno, le cromie acide del presente) e attraverso un disegno all'apparenza elementare, ma in realtà straordinariamente evocativo.
“La signorina Else” è, ovviamente, il celebre racconto di Arthur Schnitzler: il monologo interiore di una ragazza perbene nel primo Novecento austroungarico, vittima sacrificale di una società laida e ipocrita. Qui, il segno si fa più sinuoso, le campiture piene, in un esplicito omaggio figurativo alla Secessione viennese, a Klimt, Schiele e Klinger.
Prossima missione: procurarmi “Rosso oltremare”, di cui ho letto un gran bene. E, questa volta, senza paura di delusioni.

giovedì 2 gennaio 2020

l'immarcescibile lista_libri, fumetti, film del 2019

Narrativa (26 + 1 incominciato)
Filippo Tuena, Memoriali sul caso Schumann
Takashi Paolo Nagai, Le campane di Nagasaki
Francesca Melandri, S
angue giusto
Tolkien, Lo hobbit (con i bimbi)
Andrea Camilleri, Inseguendo un'ombra
Alex Haley, Radici
Anonimo spagnolo del '500, L'Abencerraje e la bella Sharifa
Giampaolo Rugarli, La troga
Vincenzo Consolo, Il sorriso dell'ignoto marinaio
Alexandre Dumas, Robin Hood. Il principe dei ladri (con i bimbi)
Francesco Pecoraro, La vita in tempo di pace
Ursula K. LeGuin, The Left Hand of Darkness
Frederic Brown, Marziani andate a casa (con i bimbi)
Emanuele Trevi, Favole e sogni
Stephen King, Il miglio verde
Antonella Sbuelz, La ragazza di Chagall
Anne Perry, I dannati del Tamigi
Nicola Lucchi, Il pallone di cuoio (con i bimbi)
Cesare Pavese, Feria d'agosto
Italo Calvino, Le cosmicomiche (con i bimbi)
Italo Alighiero Cusano, L'ordalia
Jonathan Coetzee, Vergogna
Giovanni Dozzini, E Baboucar guidava la fila
Italo Calvino, Il visconte dimezzato (con i bimbi)
Roger Zelazny, Morire a Italbar
Daniele Del Giudice, Atlante occidentale
Italo Calvino, Il barone rampante (con i bimbi - da finire)

Poesia (16)
Paolo Polvani, L'azzurro che bussa alle finestre
Antonio Lillo, Limonio
Leopardi, Canti (rilettura integrale)
Mohja Kahf, E-mail da Shahrazad
Alex Regazzini, La sisma e al spen
Aa. Vv. (a cura di Commaso di Francesco), Veleno. Da Flaiano a Pasolini, da Delfini a Benni. Antologia della poesia satirica contemporanea italiana
Giambattista Marino, Sculture
Alberto Casiraghy, Sette fiumi felici. Aforismi per chi cerca
Roberto R. Corsi, L'indegnità a succedere
Cesare Pascarella, La scoperta de l'America
Vittorio Zanetto, Nel battito amico
Emilio Paolo Taormina, Il giardino dell'elleboro
Emilio Paolo Taormina, Gelsi neri
Valentina Meloni, Il fiore della luna. Leggenda di Rosaspina
Marina Pizzi, Miserere asfalto (afasie dell'attitudine)
Alberto Rizzi, Una distanza immane. Antologia poetica

Saggi (21)
Citati, Leopardi
Johan Huizinga, Erasmo
Alessandro Leogrande, La frontiera
Stefano Zenni, Louis Armstrong. Satchmo: oltre il mito del jazz (nuova edizione)
Nicola Marini, Una foto un delitto. Il caso Walter Cimino
Gianluigi Simonetti, La letteratura circostante. Narrativa e poesia nell'Italia contemporanea
Alan Lomax, Mister Jelly Roll. Vita, fortune e disavventure di Jelly Roll Morton, creolo di New Orleans, “Inventore del Jazz”
Franco Bergoglio, I giorni della musica e delle rose. Rock, pop, jazz, soul blues nel vortice del '68
Beppe Lopez, Matteo Salvatore. L'ultimo cantastorie
Tanizaki, Sulla maestria
Maurizio Bettini, Voci. Antropologia sonora del mondo antico
James C. Scott, Le origini della civiltà. Una controstoria
Stuart Isacoff, Quando il mondo si fermò ad ascoltare. Van Cliburn, il pianista che vinse la guerra fredda
Piero Camporesi, Camminare il mondo. Vita e avventure di Leonardo Fioravanti medico del Cinquecento
Aa. Vv., Omaggio a Pavese, numero speciale di "Capoverso", 37, gennaio-giugno 2019
Riccardo Falcinelli, Critica portatile al visual design. Da Gutenberg ai social newtwork
Roberto Contu, Insegnanti. Il più e il meglio
Pier Vincenzo Mengaldo, Che cos'è la poesia
Anna Harwell Celenza, Jazz all'italiana. Da New Orleans all'Italia fascista e a Sinatra
Luca Cerchiari, Jazz e fascismo. Dalla nascita della radio a Gorni Kramer
Carlo Boccadoro, Analfabeti sonori. Musica e presente

Altro
La Bibbia, II libro di Samuele, I libro dei Re

Fumetti
Tex, n. 699-710
Tex Magazine
Tex Willer, n. 3-14
Mignacco-Cossu, Maxi Tex. Il cavallo di ferro
Color Tex: Un capestro per Kit Willer
Bonelli/Ticci, A sud di Nogales
Ruju/Repetto/Bruzzo/Rossi, Maxi Tex, Il boss di Chicago
Avventura Magazine. I grandi eroi di G.L. Bonelli
Color Tex: Teton Pass
Speciale Tex Willer, Fantasmi di Natale

Odessa, n. 1
Darwin, n. 1
Mercurio Loi, n. 15-16
Il commissario Ricciardi Magazine

Magico Vento. Il ritorno, vol. 1-4

Simeoni, L'ora del lupo, vol. 1-3
Mignacco-Foderà, China Song, vol. 1 e 2
Ambrosini, Napoleone, vol. 1-3
Boselli-Stano, Kentucky River
Principato-Avogadro, Il prisma oscuro
Rufino-Mosca, L'uomo temperato
Mignacco-Raffaelli, Keller, vol. 1-2

Cani sciolti, nn. 3-14

Rat-Man gigante, nn. 59-70
L'inarrivabile Rat-Man
Leo Ortolani, CineMAH. Il buio colpisce ancora
Leo Ortolani, Luna 2069

Horacio Altuna, Voyeur, vol. 1-3
Abulí/Toth/Bennet, Torpedo, vol. 1-4, 6, 7
Crepax, Il duplice delitto della via Morgue e altri racconti
Toppi, Passaggi
Serpieri, Druuna, vol 1-4
Toppi, Sentieri
Max Bunker, Maschera nera, n. 4
Peanuts, tutte le strisce e le tavole domenicali da marzo 1962 ad agosto 1976
Quino, Mafalda. Mamma, perché ci sono i poveri
Ben Haggarty / Adam Brockbank, Mezolyth, volume 1 e 2
Gipi, Ricerca di base. Inediti e incompiute
Gipi, Bruti
Osamu Tezuka, Kirihito, vol. 1
Vecchini/Sualzo, 21 giorni alla fine del mondo
Jiro Taniguchi, L'uomo che cammina
Jiro Taniguchi, Allevare un cane e altri racconti
Jiro Taniguchi, Blanca
Jiro Taniguchi, Sky Hawk
Aristophane, Faune ou l'histoire d'un immoral
Goscinny-Uderzo, Asterix auf Korsika
Raccolta Skorpio, XV, 202 (25 agosto 1992)
Abulì/Bernet, Cicca Dum-Dum, vol. 1-3
Segura/Bernet, Kraken
Milo Manara, Caravaggio. La grazia
Osamu Tezuka, I tre Adolf, vol. 1 (capp. I – XVI)
Teresa Radice/Stefano Turconi, Le ragazze del Pillar, vol. 1
Hideo Okazaki / Kazuo Kamimura, I fiori del male
Sergio Toppi, Orizzonti
Sergio Toppi, Visioni
Lele Vianello / Guido Fuga, Cubana
Vittorio Giardino, La doppia vita di Max Fridman (Rapsodia ungherese / La porta d'Oriente)


Film (visti o rivisti) – 71

Ritorno al futuro, parte III – DVD (triplo tuffo carpiato all'indietro negli anni Ottanta)

Porco Rosso, di Miyazaki – DVD (capolavoro, chevvelodicoaffà?)

Stargate. La porta delle stelle – in TV (sempliciotto, ma divertente se lo prendi per quel che è)

Le dodici fatiche di Asterix – in TV (classicone)

Fantasmi a Roma – in TV (adorabile)

Robin Hood (2010) di Ridley Scott – in TV, solo il primo tempo (i bimbi avevano sonno)

Mars Attacks! di Tim Burton – in TV (slapstick)

I Flinstones (1994) – in TV (età mentale: 6 anni)

Noah (2014) di Darren Aronofsky – in TV (polpettone biblico-fantasy; mollato a 2/3 circa)

Il nome della rosa (1986) di J.-J. Annaud – in TV (tutto sommato, invecchiato decentemente)

Avengers. The Age of Ultron – in TV (Crash! Boom! Paff! Boing! Effetspecial! Compiutergraf!)

Wolverine. L'immortale – in TV (polvere, sudore, sangue, pettorali e artigli in salsa nippo)

Il ragazzo invisibile (2015) di Salvatores – in TV (interessante, ma irrisolto)

Captain America. Civil War – in TV (new wave supereoistica; mah...)

Colpo grosso al Drago Rosso – in TV (è Jackie Chan: prendere o lasciare)

Wild Wild West – in TV (fumettone scacciapensieri)

Aladdin (2019) – al cinema (lezioso; carina la protagonista)

Iron Man 3 – in TV (supereori e turbe della personalità; bravo Robert Downey Jr.)

Senza nome e senza regole (1998) con Jackie Chan – in TV (Jackie Chan, come sopra)

Rush Hour (1998) con Jackie Chan – in TV (come sopra)

Karate Kid. La leggenda continua (2010) con Jackie Chan – in TV (sì, è l'estate di Jackie Chan)

Dragon Trainer (2010) – in TV (carino)

Mostri contro alieni – in TV (dormito metà del film)

Più forte ragazzi – DVD (Bud & Terence, what else?)

Toy Story 4 – al cinema (niente male, per essere un quarto capitolo)

Catwoman (2004) – in TV (minchiata; Halle Berry stupenda)

A spasso con Daisy – in TV (bellissimo)

007 dalla Russia con amore – in TV (vintage, va preso per quel che è)

Appuntamento nel parco (2017) – in TV (commedia carina, con Diane Keaton, borghese benestante, che si innamora di un vagabondo misantropo e mezzo hippie)

007 Missione Goldfinger – in TV (quello con Pussy Galore: e ho detto tutto)

Dilili a Parigi (2018) di Michel Ocelot – al cinema (immagini suggestive, trama pasticciata, sceneggiatura con più buchi di un gruviera)

Bandolero! (1968), con James Stewart, Dean Martin e Raquel Welch – in TV (filmacchione d'altri tempi, con una Rachel Welch phonatissima; Stewart e Martin fratelli pistoleri, uno onesto ma chissà, l'altro birbante ma chissà)

Jurassic Park. Il mondo perduto – in TV (dormito quasi tutto il film)

Supershark – in TV (in lizza per il titolo di film più brutto che io abbia mai visto: trama da oratorio, effetti speciali a livello Power Ranger; capolavoro di comicità involontaria; carina la protagonista)

Batman 2. Il ritorno di Tim Burtonin TV (Tim Burton all'ennesima potenza, Danny DeVito/Pinguino diabolicamente istrionico)

Spiderman 2 di Sam Raimi in TV (più umano che superumano)

Raph Spaccainternet – cinema, in campeggio (innocuo)

Oceania – cinema, in campeggio (simpatico, belle musiche)

Alla ricerca di Dory – cinema, in campeggio (discretamente angosciante)

Indiana Jones. I predatori dell'arca perduta – DVD (spettacolone vuoto ma scacciapensieri)

Indiana Jones e il tempio maledetto – come sopra

Indiana Jones e l'ultima crociata – come sopra (ma per me il migliore della serie, anche grazie a Sean Connery)

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo – come sopra, però decadente

007 Una cascata di diamanti – in TV (mezzo dormicchiato per tutto il film)

007 Vivi e lascia morire – in TV (Bond in salsa blaxploitation; divertente se vi piace il genere)

Lo squalo – in TV (ma perché i film anni '70 mi mettono sempre l'angoscia?)

Il gioiello del Nilo – in TV (anni '80 all'ennesima potenza, sintetizzatori e mullets come se piovesse)

Un mondo perfetto (1993) di/con Clint Eastwood – in TV (Clint, what else?; Costner bravissimo)

Potere assoluto (1997) di/con Clint Eastwood – in TV (Clint sornione in un poliziesco atipico)

Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki – DVD (meraviglioso)

Il porto delle nebbie, di Marcel Carné – DVD (francese con sottotitoli italiani) (capolavoro)

Capitan America. Il primo vendicatore – DVD (guardicchiato mentre facevo altro)

Il ricco, il povero e il maggiordomo, di Aldo, Giovanni e Giacomo – in TV (occasionalmente divertente)

L'isola misteriosa e il capitano Nemo (1973) – su RaiPlay (onesta produzione artigianale franco-italo-spagnola, con Omar Sharif nella parte di Nemo; musiche di Gianni Ferrio)

Il ritorno di Zanna Bianca (1974) di Lucio Fulci – su RaiPlay (dormicchiato metà del film; comunque, Franco Nero occhioazzurreggia, Virna Lisi fa la suora e il solito Renato Cestiè piange per metà delle scene, suscitandomi istinti sadici)

Le avventure di Fiocco di Neve (2011) – su RaiPlay (film spagnolo metà live metà animato, piuttosto scemotto anzichenò)

King Kong (1933) – su RaiPlay (e che dire? classicone)

Madagascar 2 – in TV (simpaticamente innocuo)

I fantastici viaggi di Gulliver (2010), con Jack Black – in TV (cazzatina, divertente giusto perché c'è Jack Black che fa Jack Black)

Absolute Beginners (1986), di Julien Temple – vecchissimo VHS riemerso chissà da dove (rinunciato dopo una mezz'oretta: insopportabile)

La gatta sul tetto che scotta – DVD (filmacchione, grandissimo Paul Newman, Liz Taylor caldissima, bravissimi tutti; peccato lo script castrato, per ragioni di censura, rispetto all'originale di Tennessee Williams)

Anastasia (animazione, 1997) – in TV (bei disegni, storia così così, canzoni ben oltre qualunque limite di sopportabilità)

Misery non deve morire (1990) – in TV (altro classicone)

Independence day – in TV (visto fino a metà: troppo lungo, troppo tardi)

Star Wars: L'ascesa di Skywalker – al cinema (caotico, ma conclusivo)

Miracolo nella 34a strada (1994) – in TV (livelli di mielosità oltre le dosi letali, persino per un film natalizio)

Jumanji – The Next Level – al cinema (un paio d'ore senza pensieri)

The Patriot (2000) con Mel Gibson – in TV (patriottico)

Spie sotto copertura – al cinema (filmettino divertente, belle animazioni)

King Arthur (2004) – in TV (barbarico)

Grosso guaio a Chinatown – in TV (gioiosamente kitsch)