giovedì 16 settembre 2010

riflessioni sull'arte della recensione

Si dice il peccato, non il peccatore.
Questo è un estratto da una recensione live, pubblicata da una nota rivista, a firma di un noto recensore.

"Tutto esaurito, la sera seguente, per il duo Corea-Bollani, che meriterebbe una riflessione meno affrettata. Se Corea ha cercato di mantenere dignità espressiva, Bollani ha ecceduto con il suo repertorio di gag e trovate 'comiche' cercando la comunicazione con il suo nuovo pubblico, che non è quello della musica: una scelta che rischia di condurlo verso logiche che poco hanno da spartire con il jazz e l'arte in generale".

Ora, a parte il fatto che la "riflessione meno affrettata" occupa, nell'originale, poco più di 10 righe (e se era affrettata, quanto ci metteva?), ci sono un po' di cosine che non mi tornano.
Da questa recensione apprendo:
- che, per il recensore, è fondamentale "mantenere dignità espressiva" (esiste una definizione "dignità espressiva"? se sì, non è stata fornita);
- che fare battute sul palco farebbe, chissà perché, "perdere dignità espressiva";
- che Bollani fa battute perché ha un "nuovo (nuovo?) pubblico", e che questo pubblico non capisce la musica; ora, chi gliel'ha detto? ha intervistato i presenti uno per uno? (per inciso, Bollani fa battute da quando io mi ricordo, ossia da ben prima di apparire in radio e in tv); e se anche fosse, se Bollani avesse portato a un concerto jazz gente che da sola non ci sarebbe mai andata, che male c'è?
- che la comicità ha "poco da spartire" con il jazz (vallo a raccontare ad Armstrong, a Gillespie, a Errol Garner, a Lester Bowie) e con l'arte (vallo a raccontare a Chaplin, a Buster Keaton, a Totò);
- che il recensore ha un'idea ben chiara di che cosa sia il jazz e di che cosa sia l'arte (beato lui).

Quello che da questa recensione non apprendo è: che musica hanno fatto Bollani e Corea? hanno suonato bene o male? il duo aveva un progetto o hanno improvvisato? eccetera eccetera.
Vale a dire: non apprendo l'essenziale, quello che una recensione dovrebbe, per prima cosa, comunicare, e invece apprendo molto circa le idiosincrasie del recensore.
Delle quali, detto fra noi, nun me ne pò fregà de meno.
Tutto ciò senza voler fare l'avvocato difensore di Bollani; che, per la cronaca, mi sta simpatico, e reputo bravissimo, ma che mi piace a volte più, a volte meno, a volte per niente.

Detto in altri termini: se il recensore ritiene che Bollani abbia suonato male, lo dica, e magari spieghi anche il perché. Se invece Bollani, battute a parte, ha suonato bene, allora dove cacchio sta il problema?

6 commenti:

Davide Ruffini ha detto...

permettimi una citazione. da Bagatelle per un massacro, l'eterno l.f. Céline: "si può dire sempre quello che si vuole su tutto quello che vi viene presentato... non esiste critica in sé... la critica in sé è un farsa. esiste una critica benevola e una critica velenosa. tutta merda o tutto mandorlato. questione di parzialità".
il che mi pare un bellissimo inno a fare la propria strada, avere una strada e pure un bel bolide... la critica è simpatia, o antipatia. di oggettivo non c'è nulla!

amanda ha detto...

92 minuti di applausi

sergej ha detto...

@Davide
Céline se lo poteva permettere: aveva il cervello per farlo.
Mancando quello, un po' di umiltà (e di rispetto) non fanno mai male.

Davide Ruffini ha detto...

io non credo sia troppo questione di chi se lo possa permettere e chi no. a Céline una giuria truccata negò il Goncourt. un'accademia di svezia, avvinazzata, non gli ha assegnato il Nobel... allo stesso modo, danno lo strega a Pennacchi. allo stesso modo di autori italiani singolari e originali come Celati, Cavazzoni non parla mai nessuno, vengono snobbati dall'establishment... finiscono per scaldare la panchina. allora non è solo problema di critica velenosa o benevola, è anche mala fede e pubblicità. e non ci vuole il cervello di Céline per capirlo, basta guardare le cose per quelle che sono.

sergej ha detto...

è esattamente quello che intendevo io. un critico deve (dovrebbe?) avere cervello, e/o essere umile, e soprattutto onesto.
quella che ho postato io non è nemmeno una critica: è chiacchiera da bar.

Davide Ruffini ha detto...

allora non avevo capito bene.
leggi: potrei fare il critico :-))