venerdì 1 maggio 2020

poesia per incontrarsi

Segnalo quest’iniziativa di Carte Sensibili, che ha chiesto agli scrittori di uscire simbolicamente dalla quarantena, immaginandosi in un luogo e scrivendo un testo che a quel luogo è dedicato.
Ci sono anch’io.
Potete ascoltare tutti i testi qui.

venerdì 24 aprile 2020

misipremia (misi)

Il mio "Sono un deserto" (Lietocolle, 2019), per il quale sono stato ingeneroso patrigno, non avendolo mai promosso né presentato, si è nondimento classificato secondo al premio di poesia "Umbertide XXV aprile".

Qui l'annuncio dei vincitori.

sabato 18 aprile 2020

poesia da ascoltare



Nel 2010, uscì la mia prima plaquette. Si intitolava Topografia della solitudine. Diario newyorkese ed era la trascrizione in versi e prosa di un viaggio a New York di sei anni prima. Era compreso in un volume collettaneo edito dalle edizioni Fara.

Il libro ha avuto nuova vita un paio d’anni fa, quando al sempre benemerito Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, titolare delle edizioni Pietre Vive di Locorotondo, riuscì il colpaccio di accalappiare come lettore nientemeno che David Riondino. Ne venne fuori un audiolibro con le musiche originali di Michele Marzulli.

Ora Pietre Vive mette l’audiolibro a disposizione gratuita su YouTube. Cliccate qui per ascoltarlo, se volete e se vi fa piacere. Dura una mezz’oretta scarsa e spero possa farvi un po’ di compagnia durante la quarantena.

[P.S.: il disegno di copertina, che vedete riprodotto qui sopra, è mio.]

giovedì 9 aprile 2020

diario della quarantena

Non so se l'esperienza è condivisa anche da altri colleghi, ma per quanto mi riguarda, se già prima ero lento (vergognosamente lento) nel correggere i compiti, adesso con la DaDattica i miei tempi si sono raddoppiati o triplicati.
Termino ora il quarto pacco di compiti e domani comincio il quinto, consegnatomi ben 19 giorni fa e ancora intonso.

(Parlo di "pacco" e di "intonso" come se fossero i plichi di fogli protocollo, diligentemente piegati per il lungo, che mi portavo dietro nella borsa; ovviamente si tratta di file word e pdf in una cartella del mio computer).

Ah, a proposito: capita solo a me, o anche voi in questi giorni non riuscite a trovare la concentrazione per leggere? Sono inchiodato sugli stessi 3 libri da un mese, e per me si tratta di un record negativo, visto che di solito 3 libri mediamente me li spolpo in una decina o quindicina di giorni al massimo.

Per il resto tutto bene. Ho appena fatto una mezz'oretta di ginnastica in giardino. L'aria odora di primavera (brezza tiepida, pollini, foglie nuove). Cinque boccioli della magnolia si sono aperti e il sesto è in procinto.
Manca il brusio della gente, il frastuono lontano delle auto sulla superstrada.

Ripenso alle Pasque della mia infanzia: finestre aperte, il sole che entra nelle stanze, campane a festa. Il solito ragù e il solito vassoio di paste domenicali, arricchiti però dalle uova di cioccolato, da un antipasto, dallo spezzatino di agnello con uova e cardi.

Non conto più i giorni. Dev'essere giovedì santo. Domani non farò i Sepolcri, ma quelli non li faccio più da decenni.
I vicini parlano di torte di Pasqua con salsiccia e capocollo (che io detesto, ma tant'è). Ci si sente con i parenti, più o meno. Ogni tanto anche con gli amici. Qualcuno scrive, qualcuno non risponde.

Via, torno a correggere compiti.

venerdì 3 aprile 2020

poesia letta e detta

Leggimileggi è un sito che vuole raccogliere libri, storie, poesie e metterle a disposizione gratuita.

Qui c'è il sito;
qui un testo mio, letto e accompagnato dalla musica.

domenica 29 marzo 2020

libri che vi consiglio: "Le innocenti", di Valeria Ventura

  


Valeria Ventura, Le innocenti, Francesco Tozzuolo Editore (186 pp., € 18)

Perugia, 1520. La città è sotto la signoria dei Baglioni, ma le grandi casate aristocratiche continuano a scontrarsi in lotte e faide, sotto la costante minaccia del potere papale. Questo è lo sfondo: ma Valeria Ventura decide di concentrarsi piuttosto su tre storie "piccole", quotidiane, tutte e tre con protagoniste femminili.
Sarah è una giudea: suo marito David è stato ucciso da Ascanio, il rampollo di una nobile famiglia a cui aveva avuto l'ardire di richiedere la restituzione di un prestito. Tutti conoscono il colpevole, ma è inutile chiedere giustizia: la giustizia, per gli ebrei, non esiste.
Sempre Ascanio ha messo incinta Benedetta, una povera trovatella che lavorava come serva in casa sua. Ora la ragazza è disonorata, scacciata, senza più famiglia né mezzi.
E poi c'è la sorella di Ascanio, Domitilla, che fin dalla nascita è stata condannata alla monacazione forzata, per la quale non sente alcuna vocazione.
Tutte e tre sono vittime innocenti: Sarah del pregiudizio religioso, Benedetta della povertà, Domitilla delle spietate logiche economiche e familiari. L'autrice racconta le loro storie con mano sicura, con un'empatia che non sfocia mai nel patetismo e con un linguaggio che qua e là riecheggia - ma senza tentativi mimetici - l'italiano del Cinquecento.
Un bel libro, che consiglio non solo a chi conosce Perugia (e ha il piacere particolare di poter seguire con l'immaginazione i personaggi), ma a chiunque ami, come la amo io, la narrazione storica.

sabato 28 marzo 2020

Mario Benedetti (1955-2020)

"Ho freddo ma come se non fossi io."

Credo sia un verso emblematico della poesia di Mario Benedetti, con quella sua notazione sensoriale apparentemente immediata e banale, straniata però nella seconda parte. È questa la cosa che mi ha sempre colpito nei suoi testi: l'apparente discorsività colloquiale, quasi confessionale, spezzata da sincopi e fratture improvvise che rendono il discorso allo stesso tempo limpido e scosceso.

Mario Benedetti ha avuto una vicenda editoriale perlomeno bizzarra: l'esordio tardivo, a metà anni Ottanta, a trent'anni già compiuti, prima su riviste e poi in plaquette di piccoli editori.
La consacrazione, nel 2004, a cinquant'anni, con Umana gloria, uscito per Mondadori, un'auto-antologia che è molto più di un'antologia, perché dalla produzione precedente trasceglie con tagli drastici, fino a renderla tutt'altra cosa. Un libro che, di colpo, lo trasforma in classico già in vita.
Poi tre sillogi in dieci anni: il denso e raggelato Pitture nere su carta (Mondadori 2008), l'ibrido Materiali per un'identità (Transeuropa 2010) e infine l'estremo Tersa morte (Mondadori 2013), che è già una contemplazione del proprio addio.
Nel frattempo, una vita travagliata dalla malattia, fino all'ictus che nel 2014 l'ha sottratto al mondo.

Una poesia che, partendo da una realtà apparentemente dimessa e marginale, riesce ad arrivare con grande lucidità al cuore delle cose.

* * *

Che cos'è la solitudine

Ho portato con me delle vecchie cose per guardare gli alberi:
un inverno, le poche foglie sui rami, una panchina vuota.

Ho freddo ma come se non fossi io.

Ho portato un libro, mi dico di essermi pensato in un libro
come un uomo con un libro, ingenuamente.
Pareva un giorno lontano oggi, pensoso.
Mi pareva che tutti avessero visto il parco nei quadri,
il Natale nei racconti,
le stampe su questo parco come un suo spessore.

Che cos’è la solitudine.

La donna ha disteso la coperta sul pavimento per non sporcare,
si è distesa prendendo le forbici per colpirsi nel petto,
un martello perché non ne aveva la forza, un’oscenità grande.

L’ho letto in un foglio di giornale.
Scusatemi tutti.

(da Umana gloria, 2004)