giovedì 2 gennaio 2020

l'immarcescibile lista_libri, fumetti, film del 2019

Narrativa (26 + 1 incominciato)
Filippo Tuena, Memoriali sul caso Schumann
Takashi Paolo Nagai, Le campane di Nagasaki
Francesca Melandri, S
angue giusto
Tolkien, Lo hobbit (con i bimbi)
Andrea Camilleri, Inseguendo un'ombra
Alex Haley, Radici
Anonimo spagnolo del '500, L'Abencerraje e la bella Sharifa
Giampaolo Rugarli, La troga
Vincenzo Consolo, Il sorriso dell'ignoto marinaio
Alexandre Dumas, Robin Hood. Il principe dei ladri (con i bimbi)
Francesco Pecoraro, La vita in tempo di pace
Ursula K. LeGuin, The Left Hand of Darkness
Frederic Brown, Marziani andate a casa (con i bimbi)
Emanuele Trevi, Favole e sogni
Stephen King, Il miglio verde
Antonella Sbuelz, La ragazza di Chagall
Anne Perry, I dannati del Tamigi
Nicola Lucchi, Il pallone di cuoio (con i bimbi)
Cesare Pavese, Feria d'agosto
Italo Calvino, Le cosmicomiche (con i bimbi)
Italo Alighiero Cusano, L'ordalia
Jonathan Coetzee, Vergogna
Giovanni Dozzini, E Baboucar guidava la fila
Italo Calvino, Il visconte dimezzato (con i bimbi)
Roger Zelazny, Morire a Italbar
Daniele Del Giudice, Atlante occidentale
Italo Calvino, Il barone rampante (con i bimbi - da finire)

Poesia (16)
Paolo Polvani, L'azzurro che bussa alle finestre
Antonio Lillo, Limonio
Leopardi, Canti (rilettura integrale)
Mohja Kahf, E-mail da Shahrazad
Alex Regazzini, La sisma e al spen
Aa. Vv. (a cura di Commaso di Francesco), Veleno. Da Flaiano a Pasolini, da Delfini a Benni. Antologia della poesia satirica contemporanea italiana
Giambattista Marino, Sculture
Alberto Casiraghy, Sette fiumi felici. Aforismi per chi cerca
Roberto R. Corsi, L'indegnità a succedere
Cesare Pascarella, La scoperta de l'America
Vittorio Zanetto, Nel battito amico
Emilio Paolo Taormina, Il giardino dell'elleboro
Emilio Paolo Taormina, Gelsi neri
Valentina Meloni, Il fiore della luna. Leggenda di Rosaspina
Marina Pizzi, Miserere asfalto (afasie dell'attitudine)
Alberto Rizzi, Una distanza immane. Antologia poetica

Saggi (21)
Citati, Leopardi
Johan Huizinga, Erasmo
Alessandro Leogrande, La frontiera
Stefano Zenni, Louis Armstrong. Satchmo: oltre il mito del jazz (nuova edizione)
Nicola Marini, Una foto un delitto. Il caso Walter Cimino
Gianluigi Simonetti, La letteratura circostante. Narrativa e poesia nell'Italia contemporanea
Alan Lomax, Mister Jelly Roll. Vita, fortune e disavventure di Jelly Roll Morton, creolo di New Orleans, “Inventore del Jazz”
Franco Bergoglio, I giorni della musica e delle rose. Rock, pop, jazz, soul blues nel vortice del '68
Beppe Lopez, Matteo Salvatore. L'ultimo cantastorie
Tanizaki, Sulla maestria
Maurizio Bettini, Voci. Antropologia sonora del mondo antico
James C. Scott, Le origini della civiltà. Una controstoria
Stuart Isacoff, Quando il mondo si fermò ad ascoltare. Van Cliburn, il pianista che vinse la guerra fredda
Piero Camporesi, Camminare il mondo. Vita e avventure di Leonardo Fioravanti medico del Cinquecento
Aa. Vv., Omaggio a Pavese, numero speciale di "Capoverso", 37, gennaio-giugno 2019
Riccardo Falcinelli, Critica portatile al visual design. Da Gutenberg ai social newtwork
Roberto Contu, Insegnanti. Il più e il meglio
Pier Vincenzo Mengaldo, Che cos'è la poesia
Anna Harwell Celenza, Jazz all'italiana. Da New Orleans all'Italia fascista e a Sinatra
Luca Cerchiari, Jazz e fascismo. Dalla nascita della radio a Gorni Kramer
Carlo Boccadoro, Analfabeti sonori. Musica e presente

Altro
La Bibbia, II libro di Samuele, I libro dei Re

Fumetti
Tex, n. 699-710
Tex Magazine
Tex Willer, n. 3-14
Mignacco-Cossu, Maxi Tex. Il cavallo di ferro
Color Tex: Un capestro per Kit Willer
Bonelli/Ticci, A sud di Nogales
Ruju/Repetto/Bruzzo/Rossi, Maxi Tex, Il boss di Chicago
Avventura Magazine. I grandi eroi di G.L. Bonelli
Color Tex: Teton Pass
Speciale Tex Willer, Fantasmi di Natale

Odessa, n. 1
Darwin, n. 1
Mercurio Loi, n. 15-16
Il commissario Ricciardi Magazine

Magico Vento. Il ritorno, vol. 1-4

Simeoni, L'ora del lupo, vol. 1-3
Mignacco-Foderà, China Song, vol. 1 e 2
Ambrosini, Napoleone, vol. 1-3
Boselli-Stano, Kentucky River
Principato-Avogadro, Il prisma oscuro
Rufino-Mosca, L'uomo temperato
Mignacco-Raffaelli, Keller, vol. 1-2

Cani sciolti, nn. 3-14

Rat-Man gigante, nn. 59-70
L'inarrivabile Rat-Man
Leo Ortolani, CineMAH. Il buio colpisce ancora
Leo Ortolani, Luna 2069

Horacio Altuna, Voyeur, vol. 1-3
Abulí/Toth/Bennet, Torpedo, vol. 1-4, 6, 7
Crepax, Il duplice delitto della via Morgue e altri racconti
Toppi, Passaggi
Serpieri, Druuna, vol 1-4
Toppi, Sentieri
Max Bunker, Maschera nera, n. 4
Peanuts, tutte le strisce e le tavole domenicali da marzo 1962 ad agosto 1976
Quino, Mafalda. Mamma, perché ci sono i poveri
Ben Haggarty / Adam Brockbank, Mezolyth, volume 1 e 2
Gipi, Ricerca di base. Inediti e incompiute
Gipi, Bruti
Osamu Tezuka, Kirihito, vol. 1
Vecchini/Sualzo, 21 giorni alla fine del mondo
Jiro Taniguchi, L'uomo che cammina
Jiro Taniguchi, Allevare un cane e altri racconti
Jiro Taniguchi, Blanca
Jiro Taniguchi, Sky Hawk
Aristophane, Faune ou l'histoire d'un immoral
Goscinny-Uderzo, Asterix auf Korsika
Raccolta Skorpio, XV, 202 (25 agosto 1992)
Abulì/Bernet, Cicca Dum-Dum, vol. 1-3
Segura/Bernet, Kraken
Milo Manara, Caravaggio. La grazia
Osamu Tezuka, I tre Adolf, vol. 1 (capp. I – XVI)
Teresa Radice/Stefano Turconi, Le ragazze del Pillar, vol. 1
Hideo Okazaki / Kazuo Kamimura, I fiori del male
Sergio Toppi, Orizzonti
Sergio Toppi, Visioni
Lele Vianello / Guido Fuga, Cubana
Vittorio Giardino, La doppia vita di Max Fridman (Rapsodia ungherese / La porta d'Oriente)


Film (visti o rivisti) – 71

Ritorno al futuro, parte III – DVD (triplo tuffo carpiato all'indietro negli anni Ottanta)

Porco Rosso, di Miyazaki – DVD (capolavoro, chevvelodicoaffà?)

Stargate. La porta delle stelle – in TV (sempliciotto, ma divertente se lo prendi per quel che è)

Le dodici fatiche di Asterix – in TV (classicone)

Fantasmi a Roma – in TV (adorabile)

Robin Hood (2010) di Ridley Scott – in TV, solo il primo tempo (i bimbi avevano sonno)

Mars Attacks! di Tim Burton – in TV (slapstick)

I Flinstones (1994) – in TV (età mentale: 6 anni)

Noah (2014) di Darren Aronofsky – in TV (polpettone biblico-fantasy; mollato a 2/3 circa)

Il nome della rosa (1986) di J.-J. Annaud – in TV (tutto sommato, invecchiato decentemente)

Avengers. The Age of Ultron – in TV (Crash! Boom! Paff! Boing! Effetspecial! Compiutergraf!)

Wolverine. L'immortale – in TV (polvere, sudore, sangue, pettorali e artigli in salsa nippo)

Il ragazzo invisibile (2015) di Salvatores – in TV (interessante, ma irrisolto)

Captain America. Civil War – in TV (new wave supereoistica; mah...)

Colpo grosso al Drago Rosso – in TV (è Jackie Chan: prendere o lasciare)

Wild Wild West – in TV (fumettone scacciapensieri)

Aladdin (2019) – al cinema (lezioso; carina la protagonista)

Iron Man 3 – in TV (supereori e turbe della personalità; bravo Robert Downey Jr.)

Senza nome e senza regole (1998) con Jackie Chan – in TV (Jackie Chan, come sopra)

Rush Hour (1998) con Jackie Chan – in TV (come sopra)

Karate Kid. La leggenda continua (2010) con Jackie Chan – in TV (sì, è l'estate di Jackie Chan)

Dragon Trainer (2010) – in TV (carino)

Mostri contro alieni – in TV (dormito metà del film)

Più forte ragazzi – DVD (Bud & Terence, what else?)

Toy Story 4 – al cinema (niente male, per essere un quarto capitolo)

Catwoman (2004) – in TV (minchiata; Halle Berry stupenda)

A spasso con Daisy – in TV (bellissimo)

007 dalla Russia con amore – in TV (vintage, va preso per quel che è)

Appuntamento nel parco (2017) – in TV (commedia carina, con Diane Keaton, borghese benestante, che si innamora di un vagabondo misantropo e mezzo hippie)

007 Missione Goldfinger – in TV (quello con Pussy Galore: e ho detto tutto)

Dilili a Parigi (2018) di Michel Ocelot – al cinema (immagini suggestive, trama pasticciata, sceneggiatura con più buchi di un gruviera)

Bandolero! (1968), con James Stewart, Dean Martin e Raquel Welch – in TV (filmacchione d'altri tempi, con una Rachel Welch phonatissima; Stewart e Martin fratelli pistoleri, uno onesto ma chissà, l'altro birbante ma chissà)

Jurassic Park. Il mondo perduto – in TV (dormito quasi tutto il film)

Supershark – in TV (in lizza per il titolo di film più brutto che io abbia mai visto: trama da oratorio, effetti speciali a livello Power Ranger; capolavoro di comicità involontaria; carina la protagonista)

Batman 2. Il ritorno di Tim Burtonin TV (Tim Burton all'ennesima potenza, Danny DeVito/Pinguino diabolicamente istrionico)

Spiderman 2 di Sam Raimi in TV (più umano che superumano)

Raph Spaccainternet – cinema, in campeggio (innocuo)

Oceania – cinema, in campeggio (simpatico, belle musiche)

Alla ricerca di Dory – cinema, in campeggio (discretamente angosciante)

Indiana Jones. I predatori dell'arca perduta – DVD (spettacolone vuoto ma scacciapensieri)

Indiana Jones e il tempio maledetto – come sopra

Indiana Jones e l'ultima crociata – come sopra (ma per me il migliore della serie, anche grazie a Sean Connery)

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo – come sopra, però decadente

007 Una cascata di diamanti – in TV (mezzo dormicchiato per tutto il film)

007 Vivi e lascia morire – in TV (Bond in salsa blaxploitation; divertente se vi piace il genere)

Lo squalo – in TV (ma perché i film anni '70 mi mettono sempre l'angoscia?)

Il gioiello del Nilo – in TV (anni '80 all'ennesima potenza, sintetizzatori e mullets come se piovesse)

Un mondo perfetto (1993) di/con Clint Eastwood – in TV (Clint, what else?; Costner bravissimo)

Potere assoluto (1997) di/con Clint Eastwood – in TV (Clint sornione in un poliziesco atipico)

Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki – DVD (meraviglioso)

Il porto delle nebbie, di Marcel Carné – DVD (francese con sottotitoli italiani) (capolavoro)

Capitan America. Il primo vendicatore – DVD (guardicchiato mentre facevo altro)

Il ricco, il povero e il maggiordomo, di Aldo, Giovanni e Giacomo – in TV (occasionalmente divertente)

L'isola misteriosa e il capitano Nemo (1973) – su RaiPlay (onesta produzione artigianale franco-italo-spagnola, con Omar Sharif nella parte di Nemo; musiche di Gianni Ferrio)

Il ritorno di Zanna Bianca (1974) di Lucio Fulci – su RaiPlay (dormicchiato metà del film; comunque, Franco Nero occhioazzurreggia, Virna Lisi fa la suora e il solito Renato Cestiè piange per metà delle scene, suscitandomi istinti sadici)

Le avventure di Fiocco di Neve (2011) – su RaiPlay (film spagnolo metà live metà animato, piuttosto scemotto anzichenò)

King Kong (1933) – su RaiPlay (e che dire? classicone)

Madagascar 2 – in TV (simpaticamente innocuo)

I fantastici viaggi di Gulliver (2010), con Jack Black – in TV (cazzatina, divertente giusto perché c'è Jack Black che fa Jack Black)

Absolute Beginners (1986), di Julien Temple – vecchissimo VHS riemerso chissà da dove (rinunciato dopo una mezz'oretta: insopportabile)

La gatta sul tetto che scotta – DVD (filmacchione, grandissimo Paul Newman, Liz Taylor caldissima, bravissimi tutti; peccato lo script castrato, per ragioni di censura, rispetto all'originale di Tennessee Williams)

Anastasia (animazione, 1997) – in TV (bei disegni, storia così così, canzoni ben oltre qualunque limite di sopportabilità)

Misery non deve morire (1990) – in TV (altro classicone)

Independence day – in TV (visto fino a metà: troppo lungo, troppo tardi)

Star Wars: L'ascesa di Skywalker – al cinema (caotico, ma conclusivo)

Miracolo nella 34a strada (1994) – in TV (livelli di mielosità oltre le dosi letali, persino per un film natalizio)

Jumanji – The Next Level – al cinema (un paio d'ore senza pensieri)

The Patriot (2000) con Mel Gibson – in TV (patriottico)

Spie sotto copertura – al cinema (filmettino divertente, belle animazioni)

King Arthur (2004) – in TV (barbarico)

Grosso guaio a Chinatown – in TV (gioiosamente kitsch)

mercoledì 1 gennaio 2020

bilanciando

Nel 2019 ho letto una sessantina di libri: non male, ma neanche eccezionale per la mia media.

Mi sono spuntati un po' di capelli bianchi, ma va bene così: a marzo avrò 45 anni.

Ho scritto un po' di poesie, tutte insignificanti e che per fortuna non verranno mai pubblicate. Bene così.

Insieme ai miei alunni, ho messo su uno spettacolo teatrale con recitazione, musica, canto e ballo. Siamo arrivati secondi a livello regionale. Benissimo.

Ho ripreso a suonare in pianta più o meno stabile:
- un paio di pezzi alla Sala dei Notari di Perugia nell'ambito di una manifestazione scolastica;
- tre concerti con una cover-band dei Rolling Stones (divertentissimo);
- qualche pezzettino in piano solo durante una presentazione a Terni (ho suonato malissimo, ma vabbè);
- un concerto di musica latinoamericana, pianoforte e voce (mi sono divertito un mondo, nonostante abbia preso parecchie cappelle).
Non so se tutto ciò sia un bene o un male, visto che le mie capacità di pianista erano e rimangono quelle di un mediocre dilettante, comunque a me va bene così.

Sono stato a Vienna (e anche a Salisburgo, Innsbruck e Bolzano) con la famiglia: prima volta in Austria e primo viaggio all'estero tutti insieme. Splendido.

Sono stato un paio di volte a Roma, dove nonostante tutto torno sempre volentieri.

Ho scarrozzato in giro i figli.

In Toscana, ho visitato un bellissimo parco archeominerario.

Ho seguito un interessantissimo e utilissimo corso sull'uso del digitale nell'insegnamento della letteratura e ho deciso che dall'anno prossimo insegnerò Storia ispirandomi all'approccio della World History.

Ho (co-)redatto il copione di uno spettacolo musical-teatrale che poi è stato anche messo in scena.

Ho pubblicato un articolo di critica letteraria su Cesare Pavese e il jazz.

Nonostante qualche acciacco e una epitrocleite che si rifiuta di andarsene, ho continuato a praticare Krav Maga, facendomi allegramente scazzottare un paio di volte a settimana.

Ho avuto qualche problemino di salute, ma niente di grave per fortuna.

Avrei dovuto/voluto veder finalmente uscire il libro su Brad Mehldau, ma bisognerà aspettare ancora qualche mese.

Sono stato quasi sul punto di partecipare a un concorso come ricercatore universitario, ma per fortuna ci ho ripensato in tempo.

Ho rivisto una persona che ha avuto un ruolo abbastanza importante nella mia vita professionale e che non mi ha riconosciuto, perché ha passato gli ottanta e purtroppo l'Alzheimer galoppa. Triste.

Ho partecipato a una manifestazione di scambio culturale italo-irlandese, in cui alcune mie poesie sono state tradotte in inglese.

Ho portato i miei figli a un convegno di poesia all'Isola Polvese; posto magnifico, peraltro.

Ci possiamo accontentare.

giovedì 7 novembre 2019

recensioni in pillole_libri letti, finalmente

Italo Alighiero Cusano, L'ordalia, Rusconi, 1979, 189 pp.

Sentii nominare per la prima volta questo libro non so più quanti anni fa (venticinque? trenta?), leggendo la recensione di un altro libro, a cui questo veniva paragonato. Mi incuriosii e mi segnai il titolo, ma per il momento finì lì. Chiusano (1926 - 1995) lo ritrovai durante i miei studi universitari, nelle vesti di critico e fine germanista. Una volta, una ventina d'anni fa o forse più, provai a prendere in prestito il libro in biblioteca, ne lessi qualche pagina, ma chissà perché non mi prese. Lo riportai indietro.
Infine mi sono deciso: l'ho ordinato usato su internet e l'ho letto. E devo dire che valeva la pena.

Siamo a Roma, nell'anno 995. La corte pontificia è un covo di vipere, i romani più che al papa obbediscono al nobile Crescenzio Nomentano, e in più c'è il nuovo imperatore, Ottone III, quindicenne, che pare voglia restaurare l'Impero e ricondurre i romani all'obbedienza.
Il giovane Runo è uno scrivano presso la corte pontificia. Già disgustato per la corruzione degli ecclesiastici, finisce per fare una scoperta sconvolgente: la Donazione di Costantino è un falso. La sua vocazione, già vacillante, crolla.
Runo torna presso i genitori, agricoltori della Tuscia, ma scopre che sono morti entrambi e che il feudatario ha assegnato il podere a un nuovo colono. Ormai senza meta, si unisce a un santo eremita, Petro, e comincia a vagare per l'Italia, sempre custodendo il suo segreto, che se rivelato potrebbe far tremare le fondamenta del potere temporale dei papi.
Nel suo vagabondaggio si innamorerà di una signora bizantina crudele e perversa, entrerà nelle grazie di Arduino d'Ivrea, vescovicida e futuro re d'Italia, si unirà a una comunità di profughi senza padrone, conoscerà un bogomilo greco e un sapiente musulmano, si sposerà, avrà un figlio. Ma la sua coscienza lo porterà a tentare un'impresa quasi folle: rivelare il falso all'imperatore, perché estirpi alle radici il male dalla Chiesa.

Bel romanzo storico, intessuto con sapienza e scritto con mano sicura, intriso di cristianesimo militante. L'Alto Medioevo, poi, è un'età che mi ha sempre affascinato.
Il libro, comunque, è del 1979, all'epoca fu finalista al Campiello ed è stato probabilmente tra le fonti ispiratrici di Eco per Il nome della rosa, ma non viene ristampato da almeno una trentina d'anni.

lunedì 4 novembre 2019

recensioni in pillole_uomini e cani

J.M. Coetzee, Vergogna, La biblioteca di Repubblica, 2003, 221 pp.; traduzione di Gaspare Bona
(ed. orig. Disgrace, 1999)

Ho avuto questo volume sullo scaffale per più di quindici anni, ma solo ora mi sono deciso a leggerlo, spinto da un impulso che neanch'io saprei spiegare. E lo confesso: raramente ho letto un libro che riesca ad affondare così spietatamente nella realtà e ad essere, allo stesso tempo, così potentemente simbolico.
Siamo in Sudafrica, intorno alla metà degli anni Novanta. David Lurie è un professore di mezza età, che insegna letteratura presso l'Università di Città del Capo. È un uomo mediocre, annoiato, che non ama il suo lavoro. In passato ha avuto un certo successo con le donne, si è sposato due volte e altrettante ha divorziato. Ora è solo e si arrangia con il sesso a pagamento. La sua vita, comunque, nel suo grigiore, può definirsi per lui abbastanza soddisfacente.
Finché un giorno conosce Melanie, una studentessa trent'anni più giovane di lui (e di colore, ma l'etnia nel libro è spesso lasciata indovinare, più che enunciata). David seduce Melanie e se la porta a letto; ma fa anche di peggio: morbosamente invischiato in quella passione senile, continua a ronzarle intorno, finché lei non lo denuncia alla facoltà per molestie sessuali.
Scoppia uno scandalo: David, esposto alla pubblica gogna, viene cacciato con ignominia dall'Università. Si rifugia da sua figlia Lucy, che anni prima se n'è andata a stare in una sorta di comune hippy e ora si guadagna da vivere gestendo una piccola azienda agricola e tenendo in custodia cani.
Con lei, David sembra trovare, se non la serenità, almeno un modo di sopravvivere: aiuta come può nei lavori agricoli e si impegna come volontario in una clinica veterinaria, il cui principale compito è somministrare l'eutanasia ai cani malati o abbandonati. Nel tempo libero, si dedica a scrivere il libretto di un'opera lirica che dovrebbe avere per soggetto gli anni italiani di Byron.
Ma anche questa relativa pace dura poco: tre malviventi (anch'essi di colore) si introducono in casa, stuprano la figlia e cercano di bruciarlo vivo cospargendolo di alcol. Anche qui David si rivela inadeguato: non è riuscito a proteggere sua figlia; non riesce a provare i suoi sospetti circa il coinvolgimento del bracciante nero che li aiuta nella fattoria; non capisce l'atteggiamento di Lucy, che sembra accettare il fatto con rassegnazione e fatalismo. Cerca di chiedere scusa alla famiglia della studentessa che ha sedotto, ma tutto si risolve in un'imbarazzante brutta figura.
Alla fine, dovrà accettare anche la gravidanza di Lucy, rimasta incinta dallo stupro, e la sua ambigua relazione con Petrus, il bracciante nero che si impossesserà delle sue terre.
Lo stile di Coetzee è apparentemente asettico, ma riesce a raccontare con straziante semplicità anche le realtà più sgradevoli: la morte degli animali, lo squallore delle vite sprecate. Sullo sfondo della vicenda c'è il Sudafrica subito dopo la fine dell'apartheid: i rapporti non pacificati tra bianchi e africani, la violenza diffusa, il divario tra i miserabili (perlopiù neri) delle baraccopoli e la borghesia urbana.
David, uomo d'altri tempi, si confronta con sua figlia, che rappresenta la nuova generazione sudafricana. Lui ha sedotto una donna nera, lei è stata stuprata da un nero e forse ne sposerà un altro.
Alla fine, egli non può che subire il suo destino, alla deriva in una realtà che non capisce più. Così come – lui che si era definito “schiavo di Eros” – accetta il declino del suo corpo, la vecchiaia che uccide il desiderio. Le sue controfigure sono la protagonista della sua opera (Teresa Guccioli, l'ex-amante di Byron, che ormai vecchia e ingrassata vive nel ricordo della passione d'un tempo) e il povero cane randagio che gli si affeziona nei suoi ultimi giorni di vita, prima di essere ucciso e incenerito tra la spazzatura.
"Forse è una lezione da accettare", commenta Lucy. "Bisogna saper ricominciare dal fondo. Senza niente. Senza una carta da giocare, senza un'arma, senza una proprietà, senza un diritto, senza dignità".
"Come un cane."
"Sì, come un cane".
Un finale che si salva dal nichilismo perché intriso di una profonda pietà.

venerdì 25 ottobre 2019



A TUTTI GLI INTERESSATI:


Regalo (ripeto: REGALO) le copie superstiti dei miei "Un posto per la buona stagione" (Qudu, 2016) e "Volevo essere Bill Evans" (Fara, 2014).
Il primo è una silloge poetica, che a suo tempo vinse il primo premio al concorso "Teglio poesia", il secondo è una raccolta micro-saggi-raccontini a tema jazz, corredata da disegnini originali miei, classificatasi prima al concorso "Pubblica con noi" dell'editore Fara.

Li regalo perché hanno ormai fatto la propria strada per quanto riguarda concorsi, recensioni ecc, ma mi dispiace tenerli lì sugli scaffali a prender polvere. Magari a qualche lettore possono ancora interessare.

Di "Un posto per la buona stagione" ho a disposizione 22 copie, di "Volevo essere Bill Evans" ne ho 9.
Se vi interessa, scrivetemi nei commenti, oppure alla mail sergio.pasquandrea [at] yahoo.it: ve li mando a stretto giro di posta, a spese mie.

Qualche altra informazione sui libri nei link qui sotto.

(Guardate che non scherzo, eh?)





sabato 17 agosto 2019

tre poesie di Robin Robertson

Il sogno della cacciatrice

È sempre lo stesso:
lei in piedi sopra di me

nella radura della foresta,
picchiettata su una guancia del sangue

di un coniglio o di un cervo.
Io non mi accorgo di nulla

se non della mia carne ammutinata
e delle trappole del desiderio

spedite per metterla alla prova:
le sue braccia nude, le spalle

nude, i capelli sciolti,
i seni duri, alti,

e sotto la cintura
di coltelli e d'esche per pesci,

la ferita svestita.
Ogni notte lo stesso:

il nodello squarciato,
e sotto il crollo;

mi risveglio nel suo corpo,
rotto, come un'arma da fuoco.

* * *

Esposizione

La pioggia, dicevi, è silenzio a volume alzato.
Piove da giorni e giorni.
Persino quando smette
c'è ancora il rumore
della pioggia, ostinato
a trovare nuove strade nella terra.

Noi giacciamo in un feroce abbraccio: queste
due metà che cercano l'intero, tese
a questa pausa nelle interferenze,
nel rumore bianco
della pioggia caduta
per tutto il giorno e per tutte le lenzuola della notte.

Il silenzio è pioggia con il volume abbassato,
e io adesso fisso là fuori e vedo chiaramente
qualche cosa abbadonata sul filo:
una vita, impigliata lì –
fradicia, stropicciata,
irriconoscibilmente mia.

* * *

Canzone della vanità

Che cosa portarti
se non ci sei più?
Bruchi, mosche e vermi delle mele.

Che cosa cantarti
se canzoni non ne ho?
Gridi di gabbiano e richiami di chiurlo.

Che cosa farti
se mi dici no?
Rammentarti la notte che si svuota,

e la vergogna che sarà il tuo premio.


(traduzioni mie)