martedì 30 settembre 2014

cronache familiari: onomastica fantastica

Papà: "Cipollino, ti sei divertito?"
Lorenzo: "Petté mi chiami cipollino?"
Papà: "Perché, non ti piace?"
Lorenzo: "Tì, mi piace. Maammaaaa, i ppapà mi chiama cipollino!"
Mamma: "Sì, chicco, è il tuo soprannome".
Elena: "No, è un sottonome!"

lunedì 29 settembre 2014

lampi - 255



Un poème n'est pas un mamelon.

(Appendice: questo.)

domenica 28 settembre 2014

cronache familiari: fischi

- Papà, ma la mamma ta ficchiale?
- Sì, certo sa fischiare.
- E la tolella?
- Sì, anche la sorella.
- Io non ho ancola impalato. Faccio tolo dei cuccioli di ficchio!

sabato 27 settembre 2014

cronache familiari: galanterie e romanticume

"Mamma, tei ploplio una bella lagazza. Quati quati ti pposo!"

* * *

"Mamma..."
"Che c'è, cicci?"
"Come lo vorrei anch'io, un marito così..."
"Così come?"
"Come il mio papà!"

venerdì 26 settembre 2014

robetta mia...

...(e non solo: anche di Mimmo Pastore, Antonio Lillo e Manuela Mastrangelo) su "Il Bellavista".
Clicca qui per leggere.

quasi trasparente



Mi domando – ogni volta che ne vedo
una – come facciano a tenersi insieme
le libellule – come funzionino
quegli organismi così estesi in lunghezza
e così poco in larghezza.
Questa ad esempio che continua
a restare sospesa sulla verticale
della mia testa: è quasi trasparente –
un segmento nero e azzurro che appena
si ritaglia conto il cielo.
Le libellule sono immutate
da milioni di anni: qualcosa
ci dev'essere – in quella struttura
così leggera – che le rende indistruttibili.
Poi penso a te – al nero vibrante
dei tuoi occhi ai tuoi polsi sottili
all'articolazione delle tue dita –
e mi dico che nulla potrà spezzarti
e che voglio restarti vicino
offrirti un appoggio quando
te ne serve uno – una pausa
di tepore prima
di riprendere il volo.

giovedì 25 settembre 2014

"pulchra enim sunt ubera..."



L'uomo in ombra non ha occhi
se non per la carne bianca
libera finalmente dall'oro
che la opprimeva

lei del resto
non oppone resistenza
distratta com'è dall'oro
e dalle carni bianche

ritratte per l'assalto
del batuffolo bianco e dorato
che ritorce – finalmente
la sinusoide degli sguardi

(rimarrà sospesa – per sempre
la caduta dell'ultimo
lembo di stoffa – quello
che donerebbe i capezzoli alla luce).


nell'immagine: Paolo Veronese, Venere, Marte e Cupido con un cane
(Edinburgo, National gallery of Scotland)