sabato 7 dicembre 2013

sciolto l'abbraccio



L'odore che resta non è
la somma di altri odori.
Non è combinazione che si ottenga
per ingerenza di composti chimici.
L'odore che resta non è il mio
né il tuo ma l'odore di qualcosa
che è noi – e più di noi.
Oggi l'ho ritrovato dopo lunghe
ricerche. Era alla fine
del muscolo massetere.
Ecco era quello che cercavo
mentre ti lamentavi della barba –
e avevi ragione lo so ma io volevo
fissarlo prima che svanisse –
capisci amore mio dovevo
prendermi cura dell'eternità.


 nell'immagine, un disegno mio: "Nudo sdraiato" (2001)

venerdì 6 dicembre 2013

bureausaurs strike back




Martedì 3 dicembre 2013, ore 11:00. Ora buca.
Squilla il telefono in sala insegnanti.

"Prof Pasquandrea, può passare un attimo in segreteria?"
"Certo, arrivo subito."
(...)
"Sì, che c'è?"
"La desiderano al telefono dal Provveditorato."
"Pronto, sono il prof. Pasquandrea, dica pure."
"Salve, la chiamo per chiederle se le interesserebbe partecipare al corso di formazione in bla bla bla bla."
"Certo, pare interessante. Quando sarebbe?"
"Lunedì e martedì prossimo, 9-10 dicembre, due giornate piene."
"Mi faccia guardare l'agendina... No, non credo di avere particolari impegni. Quando debbo farvelo sapere?"
"Dobbiamo comunicare i nominativi entro domattina".
"Beh, è un po' a ridosso, ma penso si possa fare. Ma dove si terrebbe il corso?"
"A Salerno."
"Ah. Lontanuccio. Ma le spese sono rimborsate, almeno?"
"Non lo sappiamo."
"Beh, sarebbe il caso di saperlo."
"Le facciamo sapere al più presto."

A tutt'oggi, 6 dicembre, buio più totale.
Nel frattempo, mi è arrivata la circolare che bandiva il corso in oggetto. Data: 8 novembre 2013.
Tre settimane e mezzo per decidersi ad alzare una cornetta e fare una telefonata.
Viva l'Italia.

giovedì 5 dicembre 2013

qualcosa è accaduto




Era il 5 dicembre 1998. Faceva parecchio freddo, i vetri della Uno verde erano tutti appannati, ma a noi andava bene così. Io avevo ventitré anni, lei ventidue. Oggi è il 5 dicembre 2013, io ne ho trentotto, lei trentasette. 
Quindici anni, sono passati? Che strana cosa, il tempo...


"Eppure resta / che qualcosa è accaduto, forse un niente / che è tutto."
Montale, Xenia II, 13


Nel ricordo, quei pomeriggi durano eoni.
Ed è strano, perché, se dovessi ricostruirne l'algoritmo, traccerei con assoluta precisione, innanzi tutto, le gradazioni della luce, la foglia-d'oro di aprile, la calcinatura di luglio, l'atroce dolcezza di settembre, il grigiore acquatico di gennaio. E ancora: la forma d'onda del citofono; il volto pixelato nel bianco e nero dell'occhio-di-pesce; la nota (un la a 440Hz, diapason perfetto) dell'ascensore nel raggiungere il piano; il numero dei passi (dodici); il campanello non suonato. E infine: la cubatura incassata tra gli armadi, quei centonovanta per ottanta centimetri in cui le coordinate spaziotemporali si comprimevano.
Ma qui il resoconto deve interrompersi, per forza. E riprendere con una luce tutta diversa, già prossima a smottare nel buio, con la dissipazione del calore, l'assetto inestricabile dei corpi, il volto incastonato nella teca dei seni.
Il tempo intercorso rimane incommensurabile, asintotico, refrattario agli ingranaggi. La domanda è: come possa, in quel nulla, essere contenuto così tanto; come facciano i corpi ad aver immagazzinato una simile quantità di dettagli; come, all'insaputa di me, si sia incisa nelle mani l'orografia della pelle.
Però ricordo bene la traccia del risveglio, era sempre il sapore del capezzolo sinistro, e solo dopo l'acromion, la fossa sottoclaveare, e lì il bivio, l'insidia della scelta, i sentieri diramati, il nuovo inizio.


(colonna sonora: "Love Song", da Spring, Blue Note 1965)

mercoledì 4 dicembre 2013

quattro madrigali di Torquato Tasso




Donna, il bel vetro tondo
che ti mostra le perle e gli ostri e gli ori,
in cui tu di te stessa t’innamori,
è l’effigie del mondo,
ché quanto in lui riluce
raggio ed imago è sol de la tua luce.
Or chi de l’universo
può i pregi annoverar sí vari e tanti,
quegli, audace, si vanti
di stringer le tue lodi in prosa e ’n verso

* * *

Ne i vostri dolci baci
de l'api è il dolce mele
e v'è l'ago de l'api aspro crudele:
dunque addolcito e punto
da voi parto in un punto.

* * *

Un'ape esser vorrei,
donna bella e crudele,
che sussurrando in voi suggesse il mèle;
e, non potendo il cor, potesse almeno
pungervi il bianco seno,
e 'n sì dolce ferita
vendicata lasciar la propria vita.

* * *

Qual rugiada e qual pianto,
quai lacrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto delle stelle?
E perchè seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
a l'erba fresca in grembo?
Perchè nell'aria bruna
s'udian quasi dolendo, intorno intorno
gir l'aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?

martedì 3 dicembre 2013

vita quantica




I tuoi passi ti condussero
in tutta naturalezza fino a questo pensiero:
tempo e spazio sono traversati
dal ritmo d’un corpo in movimento
nell’aria inappuntabile del crepuscolo
come già avrai letto nell’una o nell’altra
delle riviste che talvolta consulti.
Scivoli sul filo della tua vita
quantica. Tanti mondi
precipitano, che portano ai quattro angoli
dei mari, le parole nulla muteranno
di queste terrene leggi
- neppure l’argilla
dove prende forma una poesia
senza superficie, la forma
originaria del tuo desiderio.

Paul Bélanger
(da qui)

lunedì 2 dicembre 2013

tout le monde hait le lundi

Sì, lo so, dopo il weekend è sempre dura. Serve uno stimolo.
Che ne dite di questo? Il quintetto di Miles con l'orchestra di Gil Evans, registrati negli studi della CBS, aprile 1959. La formazione completa e la lista dei brani le trovate sotto.
Buon ascolto.




Formazione:
Miles Davis (tromba, flicorno); John Coltrane (sax); Wynton Kelly (pianoforte); Paul Chambers (contrabbasso); Jimmy Cobb (batteria); Ernie Royal, Clyde Reisinger, Louis Mucci, Johnny Coles, Emmett Berry (trombe); Frank Rehak, Jimmy Cleveland, Bill Elton (tromboni); Rod Levitt (trombone a pistoni); Julius Watkins, Robert Northern (corni francesi); Bill Barber (tuba); Romeo Penque, Eddie Caine (clarinetti, flauti); Danny Bank (clarinetto basso); Gil Evans (arrangiatore, direttore).

Tracklist:
So What (M. Davis)
The Duke (D. Brubeck)
Blues for Pablo (G. Evans)
New Rhumba (A. Jamal)

domenica 1 dicembre 2013

cronache familiari: complimenti



"Mammina, come tei mobbida, come tei cadda, come tei elegante... come tei amiciziosa!"