venerdì 8 febbraio 2013

Byrd's in flight



Donald Byrd non possedeva la genialità visionaria di Miles Davis (ma chi mai l'ha posseduta?).
Rispetto agli altri due discepoli di Clifford Brown, non disponeva del virtuosismo agonistico di Freddie Hubbard, né aveva beccato una hit da juke-box, come fece Lee Morgan con The Sidewinder. E, a dirla tutta, il suo periodo fusion, sebbene lo conosca pochissimo, non mi ha mai entusiasmato più di tanto.
Però era uno di quei musicisti solidi, pieni di groove, che quando camminano sul loro terreno non ti deludono mai. Aveva suonato con Coltrane, con Dolphy, con i Jazz Messengers, con Rollins, con Monk. E aveva portato lui Herbie Hancock alla Blue Note, per fargli incidere "Takin' Off". Lui stesso, era una delle più pure incarnazioni dello stile Blue Note.
E poi, uno che si chiamava Donaldson Toussaint L'Ouverture Byrd, ecco, diciamo che era cool già in partenza.
Donald Byrd è morto lunedì scorso, 4 febbraio 2013, a ottant'anni, ma la notizia si è diffusa solo in questi giorni.
Qui un ricordo e una biografia.

mercoledì 6 febbraio 2013

a new artist is in town


"La pioggia"




"L'arcobaleno"

martedì 5 febbraio 2013

dico io...



"Mamma, mi hai patto ppaventale! Ma che, ti panno ppaventale i Lolenti? Eh?!"

lunedì 4 febbraio 2013

merry families

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domenica 3 febbraio 2013

G.C.N.C.U.M.D.F.M.N.P.L.S.


Apro l'ultimo "Venerdì" di Repubblica (2 febbraio).
A pagina 7, trovo un articolo di commento a firma di Filippo Ceccarelli, in cui si descrive la foto di Gianroberto Casaleggio riprodotta qui sopra. Alle sue spalle, spicca un poster con varie figure di Tex Willer. Titolo: "Ecco Casaleggio. Storia di un guru che si sente Tex".
Alla fine del primo capoverso, il giornalista sforna il seguente commento:
La post-politica adora i fumetti, e un po' si capisce anche il perché: vistosi colori, necessità di semplificazione, deriva infantile, attitudine pop. [corsivi / grassetti miei]
L'articolo continua con una serie di dotte(?) disquisizioni sulla passione texiana di Sergio Cofferati, su Willer Bordon e sul linguaggio del corpo di Casaleggio, che segnalerebbe un desiderio di "accentuare la propria virilità". Tutto in un unico, grande calderone. Alè.
Richiudo il giornale, mentre l'inveterato texiano che è in me ribolle di giusta indignazione. Mentalmente aggiungo l'esimio Filippo Ceccarelli alla categoria di cui all'acronimo di questo post (che sta per: Giornalisti-Che-Non-Capiscono-Una-Mazza-Di Fumetti-Ma-Ne-Parlano-Lo-Stesso).
La lista è molto, molto, molto, molto lunga.

sabato 2 febbraio 2013

fase descrittivo-narrativa

"L'inverno"


"Peter Pan combatte con Capitan Uncino"

venerdì 1 febbraio 2013

io ve l'ho detto



Qualche mese fa, moriva Roberto Roversi, e io scrivevo
non so che cosa augurar-gli/mi: che entri nel mainstream, magari in un volume dello Specchio o dei Meridiani, rischiando di finire sepolto nel cicaleccio, oppure che rimanga lì, nel silenzio, come una voce sempre a disposizione di chi vuole ascoltarla.
Ecco: ora è a disposizione un sito dove si può leggere tutta (dico: tutta) la sua opera poetica, gratis.
Io ve l'ho detto, poi fate voi.