mercoledì 31 luglio 2013

pensieri post-ferie



Sì, lo so, farebbe molto chic parlare di carnaio, di oscena distesa di corpi unti d'abbronzante, di burini con figli maleducati, fantasticare di spiagge incontaminate e di pinete vergini.
Invece, a me viene da pensare come tutti corpi siano, a loro modo, perfetti.
Anche le due ragazzone olandesi, con i loro fianchi poderosi e i piedi che gareggiano ad armi pari con il mio quarantasei.
O la mamma che, appoggiando il bambino sulle tre pieghe del ventre (simbolo di perfezione, nell'arte indiana classica), gli offre la tetta gonfia di vene azzurre, il capezzolo lungo e rugoso.
O la signora che, cambiandosi il costume sotto l'asciugamano, non si preoccupa troppo se il vento lo solleva e lascia battere il sole su un pube gioiosamente irsuto (ah, l'odio per le riviste patinate, per i corpi di modelle glabri come Barbie, per gli inguini preadolescenziali).
Persino il cinquantenne sovrappeso, che lascia sobbollire al sole il ventre da mongolfiera. O il vicino d'ombrellone, il cui busto non ha mai conosciuto l'insulto del rasoio o delle creme depilatorie (non so, sarà che il mio primo modello virile è stato il Tom Selleck di Magnum P.I., il paladino dei toraci villosi). O il tedesco che ha offerto la pelle lattea al sole mediterraneo e ora se la ritrova chiazzata da allegri pois scarlatti.
Provo un empito di affetto per i seni cascanti, per le chiappone a buccia d'arancia, per le zampe di gallina, gli alluci valgi, i rotolini sulle anche, le efelidi, le piazzette calve, le abbronzature da muratore.
E mi torna in mente una poesia di Sergio Staino, dal libro “Amori”. Questa:


PATRIZIA

Mi piaccion le tue cicce,
soffici un po' mollicce,
splendida parrucchiera
di Gabicce.
Grasse e bionde tedesche
ti fanno concorrenza
sempre a caccia di uomini
senza un po' di decenza:
una per metro quadro,
una per ombrellone...
son più di ventimila
tra Rimini e Riccione...
Tu, sola, bella, altera,
rispondi a questo oltraggio
con l'acqua ossigenata
ti sei fatta il lavaggio.
Ora anche tu sei bionda
(più scuri alla radice),
ma, in fondo, anche la Marilyn,
anche se non si dice...
...per riprendersi un ruolo
non si va per le spicce.
Così ancor più mi piaci,
mi piaccion le tue cicce,
soffici e un po' mollicce,
splendida parrucchiera di Gabicce.

2 commenti:

amanda ha detto...

grazie di esistere Sergio!

sergio pasquandrea ha detto...

;-)