venerdì 20 maggio 2011

la rosa di nessuno


Dentro gli occhi smarriti – leggi:

le orbite astrali, e del cuore, il bel
vorticoso Invano.
Le morti e tutto ciò
che ne venne. Delle generazioni
la catena, che
qui giace sepolta
e qui ancora pende, nell’etere,
sfiorando abissi. Di tutti
i volti la scrittura, in cui
si conficcò, sabbia sibilante, la parola – infime
eternità, sillabe.

Tutto
ebbe ali, anche
ciò che più pesa, nulla
che trattenesse.

Paul Celan

2 commenti:

amanda ha detto...

bellissimi questi versi di Celan, grazie per il regalo.

e tu un paio di alette, anche se piccine in questo periodo, usale :)

gfpnr ha detto...

in effetti nonostante stiamo diventando dei tacchini riusciamo ancora a volare in alto. il problema è l'atterraggio