lunedì 26 ottobre 2009

nostalgie


(ad Antonio, con nostalgia comune)

Sono nato nel 1975.
Ho cominciato a interessarmi alla politica tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, quando i muri crollavano e il vecchio PCI celebrava la propria ecpirosi. Cominciava a nascere quella cosa informe, molliccia, ameboide, multitentacolata, che è la Sinistra italiana dello scorso quindicennio.
Non rimpiango il Partito, né tantomeno rimpiango il socialismo reale nelle sue varie metamorfosi (tutte più o meno mostruose).
Non rimpiango nemmeno chi si è colluso, in maniera più o meno consapevole, con gentaglia come Stalin, Mao o Fidel Castro.
Rimpiango la possibilità di pensare in maniera diversa.
Rimpiango un'alternativa.
Rimpiango una speranza, in mezzo ai bastioni dorati del consumismo che ormai ci si sono saldati intorno in maniera irreparabile.
Noi (pochi) siamo dentro, (tanti) altri sono fuori.
Il comunismo era la possibilità di pensarci tutti fuori.
Il consumismo è la voglia di chiuderci tutti dentro.

5 commenti:

lillo ha detto...

sergio sono commosso, per la dedica, per gaber, ma soprattutto per il pensiero comune di cui, ammetto, negli ultimi tempi cominciavo a dubitare... dubitavo della sua concretezza, mi dicevo: e se fosse in fondo solo un'utopia? invece, anche solo per nostalgia, qualcosa c'è, ancora c'è! ed è già qualcosa!
grazie :)

sergej ha detto...

briciole di resistenza...

eva ha detto...

d'accordo, d'accordo...ma quella bandiera ? è compromessa, purtroppo. rappresenta "questo" ma rappresenta anche ALTRO.
è la triste storia. fa male vederla usare...
i gulag, katyn...

ma capisco, è per reazione..

eva ha detto...

ma immagina vedersala (quella bandiera) davanti al naso per vent'anni...in una dittatura pseudocomunista...

sergej ha detto...

infatti quella bandiera era una provocazione...
è giusto e sacrosanto che il comunismo (inteso come "socialismo reale") sia morto. non è giusto che insieme al comunismo siano morti anche i tanti valori GIUSTI che c'erano dietro quel simbolo.