lunedì 7 febbraio 2011

il giudice e il boia

In quella prima c'erano già trenta ragazze. Trenta.
Trenta quattordicenni che, legittimamente, hanno per la testa tutt'altro che ascoltare me, specialmente adesso che queste prime giornate quasi primaverili ne mettono in fermento gli ormoni.
Stamattina ne è arrivata un'altra. Dico: stamattina. Il sette di febbraio.
E per di più tedesca, in Italia da poco più di un anno, quindi con competenze in lingua italiana tutte da verificare.
E siamo a trentuno. Trentuno contro uno (io).
Ed è già il secondo quadrimestre.
Ora, tutto ciò è normale? Sì, è normale: perché, se fino all'anno scorso il rapporto massimo consentito era di 25 a 1, quest'anno la Marystar Gelmini ha deciso che si poteva portare a 32 (trentadue!) a 1, e in culo alla sicurezza, e in culo anche alle esigenze didattiche.
Non so se mi spiego: 32 (dico: trentadue) alunni per classe, come se fosse tutto a posto.
Però pensavo: davvero possiamo prendercela con la Gelmini? La quale, in fondo, ha la stessa responsabilità che può avere un boia nei confronti della sentenza capitale che sta eseguendo.
Insomma: sono almeno vent'anni che tutti i governi, di destra e di sinistra, perseguono con criminale ostinazione il progetto di demolire la scuola pubblica, o meglio di svuotarla dall'interno, fino a lasciarne una crisalide rinsecchita.
Adesso, alla Gelmini è stato assegnato il lavoro sporco: dare l'ultimo scossone alla catapecchia. Anzi, la poveretta non dovrà fare nulla di particolare, perché la meccanica del crimine è stata concepita con assoluta precisione: metti la persona più palesemente incapace nel punto di massima responsabilità, e tutto finirà per sbriciolarsi da solo, come un edificio nelle cui fondamenta venga ad aprirsi un vuoto.
Dunque, ora in classe sono trentuno. So già che, nel giro di un paio d'anni, almeno cinque o sei rimarranno sempre più indietro e infine daranno forfait, e io non potrò farci assolutamente niente.
Del resto, chi sono io per oppormi alle magnifiche sorti e progressive?

2 commenti:

Daniz ha detto...

un buon professore, secondo me, può 'toccare' al massimo due-tre studenti (già ben avviati) in un triennio. gli altri faranno le loro cose, in superficie come in underground, e saranno nominalmente salvi. poi ci sono quelli che tristemente daranno forfait e nessuno può farci niente... a volte è un bene a volte un male

amanda ha detto...

il boia ha la responsabilità di accettare di fare il boia, quanto meno, e di riempirsi per bene la pancia nel farlo e per il resto dei suoi giorni