domenica 12 dicembre 2010

vuoto (vecchia pagina di diario)


“Ho fatto un casino,” mi dice A. dopo la conferenza, “mi sono lasciata prendere dall'ansia e ho rovinato tutta la presentazione. Che scema che sono”.
Poi mi guarda e fa: “Tu, piuttosto, complimenti: preciso, impeccabile come sempre. Ma non ti emozioni mai? Come fai?”.
Sorrido, non rispondo.

Ciò che non le dico (che non dico mai a nessuno) è la vera natura di quell'aplomb, di quell'imperturbabilità che tanti scambiano per forza e sicurezza
È il distacco, l'atarassia che mi impedisce di sentirmi veramente parte di ciò che mi succede.
È la difesa, la corazza che ho eretto (chissà quando) e che solo pochissime persone - per amore (D.) o per kindredness of souls (G., E.) - riescono a farmi valicare. (Una corazza è segno di forza? Secondo me no).
È quella percezione acuta, che sempre mi accompagna, del Vuoto, del sottile guscio di eventi che riveste il Nulla.

A volte è utile, non lo nego. Serve a evitare il coinvolgimento, a mantenere il controllo in ogni situazione (grace under pressure, come diceva il vecchio Ernest).
Altre volte è una spina nel fianco. Anzi, diciamolo: è la mia spina nel fianco da una vita.
Me lo disse quello psicologo, in terza media: “Tu rimani sempre al di sopra o al di sotto degli avvenimenti, eviti sempre di tuffartici dentro”. (Poi mi chiese che cosa provavo se mi prendeva la mano. Io risposi: “Niente”).
Me lo disse anche G.: “A te di me non importa niente” (perché non le ho risposto? perché non le ho dato, che so, un bacio, un abbraccio?).
Me lo ha detto anche E., che “ispiro soggezione” (perché non le ho detto che lei era forse la persona che è arrivata più vicina di tutte a mandare in pezzi la corazza?).

Continuo a guardare la mia vita, e mi sembra la vita di un estraneo.

5 commenti:

pwdd ha detto...

"wu" cinese come il vuoto..
e se aggiungessi il "wei"..
"wu wei" ?
pare poi che il nulla non sia affatto male. dalle ultime indagini risulta fatto di gelatina di mirtilli rossi. molto vitaminici

sergej ha detto...

"wu wei" potrebbe essere il motto della mia vita.
il nulla, comunque, sa di assafetida e pane secco.

amanda ha detto...

ieri ho letto la tua pagina di diario, ma ho deciso di commentare oggi. E devo dire che leggerla mi ha intenerita e mi ha intenerita perchè credo di vivere da una vita accanto ad uomo che ritrovo in quello che scrivi e perchè quando ho iniziato a leggerti mi mettevi molto in soggezione e quindi ho scoperto di non essere la sola a cui fai questa impressione.Penso che scriverla sia stato un po' come scoprire il fianco e far vedere il pertugio nella corazza. Da un po' ho iniziato a pensare che dietro di te ci sia una figura paterna molto autoritaria ed una materna che non ha potuto o saputo mediare, ma magari mi sbaglio. E se prima pensavo che commentare qui da te fosse come mettermi sotto esame, ora penso che dovresti davvero lasciarti abbracciare più spesso dalle persone che senti più vicine.

:)

guardareleggere ha detto...

Magari ha a che fare con questo.
db

sergej ha detto...

@amanda
la pagina è di qualche tempo fa. nel frattempo ho fatto progressi.

@guardareleggere
bello... stasera, appena ho un attimo, me le gusto con calma.