giovedì 26 agosto 2010

me and norma jean


Quando devo essere da qualche parte per cena alle otto, me ne rimango nella vasca da bagno per un'ora e più. Si fanno le otto e io sono ancora nella vasca. Continuo a versare essenze profumate nell'acqua, lascio scorrere l'acqua e riempio la vasca con acqua fresca. Mi dimentico che sono le otto e che ho un appuntamento a cena. Mi perdo nei miei pensieri e mi sento lontana da tutto.
A volte so il vero motivo di quello che faccio. Nella vasca non c'è Marilyn Monroe, ma Norma Jean. Sto facendo un regalo a Norma Jean. Lei doveva farsi il bagno con l'acqua che era stata usata da sei o otto persone. Adesso può farsi il bagno in un'acqua limpida e trasparente come una lastra di vetro. E sembra che Norma non ne abbia mai abbastanza di quell'acqua limpida che profuma di essenze vere.

C'è anche un'altra cosa che mi "aiuta" a ritardare. Quando esco dalla vasca passo molto tempo a stendere la crema sulla pelle. Mi piace moltissimo farlo. E a volte se ne va, felicemente, un'altra ora. Quando finalmente mi vesto mi muovo più lentamente che posso. Inizio a sentirmi un po' colpevole perché sembra che ci sia un impulso che mi fa essere il più possibile in ritardo per l'appuntamento. C'è qualcosa in me che è felice quando sono in ritardo.

La gente mi aspetta. La gente è ansiosa di vedermi. Sono desiderata. E mi ritornano in mente gli anni in cui non lo ero. Le centinaia di volte nelle quali nessuno voleva vedere la piccola servetta, Norma Jean, nemmeno sua madre. Provo una strana soddisfazione nel punire le persone che ora mi vogliono. In realtà non sto punendo loro, ma tutte quelle persone del passato che non volevano Norma Jean. Quello che provo non è soltanto una punizione. Mi emoziono come se io fossi Norma Jean che va a un party e non Marilyn Monroe. Meno sono io, più Norma Jean è felice.


Marilyn Monroe (con Ben Hecht), La mia storia, Donzelli 2010

6 commenti:

ghzk ha detto...

perchè l'hai eticchettato con la parola "schizofrenia", sono forse le ultime rivelazioni del suo psichiatra ? è una malattia gravissima e si tende ad abusare di questo termine

sergej ha detto...

una che parla di se stessa in terza persona, sdoppiandosi in due personalità distinte e quasi antagoniste, mostra evidenti segni di un qualche disordine psichico di natura schizofrenica. anche se, forse, al giorno d'oggi, sarebbe inclusa nella categoria-macedonia dei "borderline", che fa tanto comodo agli psicologi.
del resto, che la monroe fosse una persona dalla psiche piuttosto tormentata, non sono certo io il primo a dirlo. probabilmente, ciò contribuiva a parte del fascino che emanava...

ghzk ha detto...

sembra un racconto fatto nello studio di un psicanalista che "costringe" la paziente a guardarsi dal di fuori, a "smontare" la propria personalità in mille pezzetti. se poi le fosse o no diagnosticata una qualche forma di schizofrenia è un'altra storia. ma la schizofrenia è grave, si parla della separazione o mancata interazione tra il pensiero e la percezione della realtà... roba da Hitchcok... :-)

ghzk ha detto...

come quel tuo racconto in cui mangiavi i frutti di mare ancora vivi !

ghzk ha detto...

= lo stesso terrore :-)

amanda ha detto...

se hai avuto un'infanzia disgraziata sei più fragile, se hai ottenuto una notorietà enorme ed in poco tempo sei più fragile, se metti insieme le due cose sei estremamente fragile e vulnerabile, morire a 36 anni piena di alcool e pastiglie può essere il tragico risultato