mercoledì 30 settembre 2009

CyberDada


Dal blog di Tito Faraci:

Si puo ordinare nel regime di Online – la qualita del produttore – il 100% dell’azione utile

Le opinioni dei nostri clienti:

- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo.

- La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota»,
rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola). Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna. C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile.

- confezione confidenziale
- pagamento confidenziale
- non richiede la visita medica
- consultazione medica telefonica gratis
- non c’e bisogno di aspettare a lungo – la consegna nel corso di 2-3 giorni
- ordinazione comoda e confidenziale nel regime di online.
- Online -negozio di licenza
- nessuna spesa nascosta

Ordini oggi e dimentichi delle sue delusioni, delle lunghe paure del rifiuto e le situazioni dolorose ripetibili.

recensioni in pillole 36 - "Il canone occidentale"

Harold Bloom, Il canone occidentale. I libri e le scuole delle età, Rizzoli 2008 (588 pp., € 14,50)

Si può recensire un libro che non si è finito di leggere? Sì, date certe condizioni.
Innanzi tutto, tanto per informazione: su 588 pagine, ne ho lette 202.
Poi, per orientarsi: The Western Canon uscì in America nel 1994. La data è significativa, perché all'epoca nei campus americani erano al massimo vigore le tendenze critiche che Bloom più detesta, quelle che deride con nomignoli come “scuole galliche” (riferendosi a maestri come Derrida o Foucault) o “scuola del risentimento” (femminismo, cultural studies, letture su base etnica o politica). Bloom aveva sessantaquattro anni ed era da almeno tre decenni uno dei maîtres à penser della critica americana: brillante, carismatico, coltissimo (conosce una decina di lingue). I suoi maestri sono Shakespeare, Dante, i mistici ebraici, Nietzsche, Sigmund Freud, Northrop Frye, T.S. Eliot, R.W. Emerson.
Il canone occidentale è una difesa a oltranza della letteratura come valore estetico in sé. L'argomento centrale è che, se certi autori fanno parte del “canone” della cultura occidentale, ciò non è avvenuto per caso, né per lotta di classe, né per prevaricazione sessista, e via dicendo, ma per la loro totale originalità. Shakespeare (“il centro del canone”), Dante (“il secondo centro”), Chaucher, Cervantes, Milton, Goethe, Whitman, Tolstoj, fino a Proust o Kafka, hanno lottato per liberarsi dell'influenza di chi è venuto prima di loro (“l'angoscia dell'influenza”, una delle idee centrali del pensiero di Bloom) e hanno saputo creare un'assoluta discontinuità, un universo espressivo del tutto personale. “Un 'testo' poetico”, scrive altrove Bloom, “è un campo di battaglia psichico, su cui si combattono autentiche forze per l'unica vittoria degna di vittoria, il divinante trionfo sull'oblio”.
Il canone occidentale è scritto con il suo tipico stile caustico e provocatorio (Bloom è colui che, nel Libro di J, sostenne seriamente che la Bibbia è stata scritta da una donna sotto il regno di Salomone). La sua lettura mi ha spinto ad aprire, per la prima volta in vita mia, almeno due libri fondamentali: il Don Chisciotte e i Saggi di Montaigne. Sono - in parte - d'accordo con lui.
E allora, perché non l'ho finito? Perché non sopporto il suo tono da snob saccente, lo stile tutto frasette aforismatiche, forse efficace in inglese ma insopportabile in italiano, e soprattutto l'assoluta, incrollabile sicurezza nelle proprie idee.
Mi dispiace: io alzo bandiera bianca.

martedì 29 settembre 2009

penelope



Ti dava urto la piega storta
del letto - la sedia sbilenca.
Figurati quell'orgia sbrindellata.

Dopo il massacro
hai rigovernato le chicchere
passato lo straccio

ti sei sdraiata parallela al muro.

lampi - 25


Ha ritrovato su FaceBook il suo primo amore dei tempi delle medie. Oggi come allora, non riesce a rivolgerle la parola.

lunedì 28 settembre 2009

Alicia de Larrocha



Barcellona, 23 maggio 1923 - 25 settembre 2009.

recensioni in pillole 35 - "Il piccolo grande uomo"

Thomas Berger, Il piccolo grande uomo, BUR 1977 (550 pp.)

Sì, è proprio il libro (del 1964) da cui fu tratto il celebre film (del 1970) di Arthur Penn, con Dustin Hoffman e Faye Dunaway. Trovato (c'è ancora bisogno di ripeterlo?) su uno scaffale di libri usati.
Per quel che me ne ricordo, il film (che non vedo da almeno dieci-quindici anni) rispetta la trama generale del libro, anche se si prende un po' di libertà e ovviamente è costretto ad abbreviare di parecchio le oltre 500 pagine originali. Ma la differenza principale è che, mentre la versione cinematografica adotta un tono esplicitamente grottesco, e non nasconde il sottotesto politico post-sessantottino, il libro invece è sì ironico, picaresco, spesso anche comico, ma l'ironia è più sfumata, i personaggi più a tutto tondo, e non mancano le scene serie, persino drammatiche.
Lo spunto, comunque, è sempre quello: Jack Crabb, un vecchietto ultracentenario, forse un po' svitato o forse solo un po' fanfarone, racconta a uno storico la sua lunghissima vita. Rapito ancora bambino dai Cheyenne, resta con loro fino ai tredici anni, e poi passa il resto della sua esistenza a metà tra il mondo dei "selvaggi" e la "civiltà": una posizione di margine che gli consente uno sguardo disincantato su entrambi i mondi.
Berger ha un'esplicita simpatia per gli indiani, dei quali ricostruisce i costumi con scrupolo quasi antropologico, ma non nasconde i lati duri, anche crudeli, del loro stile di vita; allo stesso tempo, offre un ritratto del West come doveva realmente essere: un posto violento, sporco, ben poco eroico. Sfilano tutti i luoghi e i personaggi del mito: le battaglie fra pellerossa e soldati (il Washita, Sand Creek, fino alle bellissime pagine su Little Big Horn, che chiudono il libro), Wild Bill Hickock, Calamity Jane, Wyatt Earp, e ovviamente il generale Custer.
Il tutto raccontato con il tono scanzonato e irriverente di un Mark Twain.
Per un vecchio lettore di Tex come me, cinquecento pagine di vero godimento.

PS: per chi è interessato, la copertina riprodotta è quella dell'edizione più recente (Fanucci 2001).

domenica 27 settembre 2009

a proposito di dimenticati...


...ma nessuno si ricorda mai di Vincenzo Cardarelli?


Adolescente

Su te, vergine adolescente,
sta come un'ombra sacra.
Nulla è più misterioso
e adorabile e proprio
della tua carne spogliata.
Ma ti recludi nell'attenta veste
e abiti lontano
con la tua grazia
dove non sai chi ti raggiungerà.
Certo non io. Se ti veggo passare
a tanta regale distanza,
con la chioma sciolta
e tutta la persona astata,
la vertigine mi si porta via.
Sei l'imporosa e liscia creatura
cui preme nel suo respiro
l'oscuro gaudio della carne che appena
sopporta la sua pienezza.
Nel sangue, che ha diffusioni
di fiamma sulla tua faccia,
il cosmo fa le sue risa
come nell'occhio nero della rondine.
La tua pupilla è bruciata
dal sole che dentro vi sta.
La tua bocca è serrata.
Non sanno le mani tue bianche
il sudore umiliante dei contatti.
E penso come il tuo corpo
difficoltoso e vago
fa disperare l'amore
nel cuor dell'uomo!

Pure qualcuno ti disfiorerà,
bocca di sorgiva.
Qualcuno che non lo saprà,
un pescatore di spugne,
avrà questa perla rara.
Gli sarà grazia e fortuna
il non averti cercata
e non sapere chi sei
e non poterti godere
con la sottile coscienza
che offende il geloso Iddio.
Oh sì, l'animale sarà
abbastanza ignaro
per non morire prima di toccarti.
E tutto è così.
Tu anche non sai chi sei.
E prendere ti lascerai,
ma per vedere come il gioco è fatto,
per ridere un poco insieme.
Come fiamma si perde nella luce,
al tocco della realtà
i misteri che tu prometti
si disciolgono in nulla.
Inconsumata passerà
tanta gioia!
Tu ti darai, tu ti perderai,
per il capriccio che non indovina
mai, col primo che ti piacerà.
Ama il tempo lo scherzo
che lo seconda,
non il cauto volere che indugia.
Così la fanciullezza
fa ruzzolare il mondo
e il saggio non è che un fanciullo
che si duole di essere cresciuto.