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sabato 23 maggio 2009

(in)sofferenze

Ieri sera, all'ora di cena, su MTV, l'integrale di un concerto del divetto liofilizzato Marco Carta. Le canzoni, pura immondizia pop. Lui, orribilmente stonato. Il pubblico (di adolescenti), in delirio.
Stamattina, sempre su MTV, il video di una nana macrocefala che risponde al nome di Giusy Ferreri. La canzone consisteva in massima parte di singulti e strascicamenti vocali. Il ritornello, unica parte decifrabile, suonava più o meno: "que-e-e-e stave-tta chenna sca-llaa", che, mi è parso di capire, in italiano standard equivarrebbe a "questa vita che è una scala", qualunque cosa voglia dire. Il resto erano grumi fonetici di oscura origine.
Quest'immondizia c'è sempre stata, mi direte voi, e ha sempre avuto successo.
Però io continuo a soffrire.

lunedì 2 marzo 2009

metafisica di sanremo


Sanremo di quest’anno è stato un avvenimento di portata quasi metafisica. L’ha vinto un cantante che non esiste, se non in forma catodica. E’ fisicamente insignificante, non ha alcun talento, cantava una delle canzoni più brutte del festival, ma è bastata la sua forza mediatica (anche senza tirare in ballo inciuci e call-center comprati) a farlo vincere.
Se qualcuno aveva ancora dubbi circa il fatto che la TV contemporanea non imita né riproduce la realtà, ma semplicemente la sostituisce, credo che questa ne sia la prova definitiva, l’experimentum crucis.