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domenica 16 settembre 2012

tu parlavi una lingua meravigliosa



(In Memoriam Roberto Roversi, 1923-2012)

Dicono che canzone e poesia sono due cose diverse, e forse hanno ragione. Lui però, almeno, ci ha provato. Con esiti altissimi.
Poi è sparito dalla vista pubblica, si è stampato i libri da solo, fuori dalla grande distribuzione (questo, per esempio). Non è mai sceso a compromessi. Come dice anche Antonio, forse era l'ultimo uomo di un'altra epoca, non so se migliore o peggiore.
Adesso, non so che cosa augurar-gli/mi: che entri nel mainstream, magari in un volume dello Specchio o dei Meridiani, rischiando di finire sepolto nel cicaleccio, oppure che rimanga lì, nel silenzio, come una voce sempre a disposizione di chi vuole ascoltarla.

domenica 11 marzo 2012

troppo


Troppi vuoti, troppe assenze. Troppi maestri consegnati al passato, che non parleranno più, se non dalle loro pagine.
Wisława Szymborska, Elio Pagliarani, non tra i miei poeti preferiti, ma due voci che ammiravo e rispettavo.
Jean Giraud, in arte Moebius, uno dei grandi visionari dello scorso secolo.
E – posso dirlo? – Lucio Dalla, uno che era riuscito a forgiare qualche gemma di quell’arte leggera e ardua che è la canzone.
Troppa bellezza che viene meno.

venerdì 1 gennaio 2010

l'uomo di domani (un augurio per il 2010)



La settima luna era quella del luna-park
lo scimmione si aggirava dalla giostra al bar
mentre l'angelo di Dio bestemmiava
facendo sforzi di petto
grandi muscoli e poca carne povero angelo benedetto

La sesta luna era il cuore di un disgraziato
che maledetto il giorno che era nato
ma rideva sempre
da anni non vedeva le lenzuola
con le mani sporche di carbone
toccava il culo a una signora
e rideva e toccava sembrava lui il padrone

La quinta luna fece paura a tutti
era la testa di un signore
che con la morte vicino giocava a biliardino
era grande ed elegante né giovane né vecchio
forse malato
sicuramente era malato
perché perdeva sangue da un orecchio

La quarta luna era una fila di prigionieri
che camminando seguivano le rotaie del treno
avevano i piedi insanguinati e le mani senza guanti
ma non preoccupatevi il cielo è sereno
oggi non ce ne sono più tanti.

La terza luna uscirono tutti per guardarla
era così grande che più di uno pensò al Padreterno
sospesero i giochi e si spensero le luci
cominciò l'inferno
la gente corse a casa perché per quella notte ritornò l'inverno

La seconda luna
portò la disperazione tra gli zingari
qualcuno addirittura si amputò un dito
andarono in banca a fare qualche operazione
ma che confusione
la maggior parte prese cani e figli e corse alla stazione

L'ultima luna la vide solo un bimbo appena nato
aveva occhi tondi e neri e fondi e non piangeva
con grandi ali prese la luna tra le mani
e volò via e volò via
era l'uomo di domani l'uomo di domani

(Lucio Dalla, "L'ultima luna", 1979)

martedì 6 ottobre 2009

quando ancora non portava il parrucchino...

...Lucio Dalla era un mezzo genio.
Dedicato a tutti quelli che non lo sanno.


http://www.youtube.com/watch?v=KkqirmyTXNU


Anidride solforosa
(1975)

testo di Roberto Roversi, musica di Lucio Dalla

Sono andata via
perché rimanere sempre a Faenza non è che mi interessasse troppo.
Non puoi sempre rifugiarti nella foresta e sulla spiaggia del mare:
l'ombra si scioglie e ti fa disperare.
Ero una ragazza un po' nervosa ma intelligente,
però di calcio non capivo niente.
Per questo non mi sono sposata, va'.
Ma io guardavo il mondo,
piangendo perché ero contenta,
perché ero contenta,
perché ero contenta.

Ieri la città si vedeva a malapena;
oggi la città si vede tutta intera.
Ieri il mare si scuoteva da fare pena;
oggi il mare ha la barba tutta nera.
Gli elaboratori hanno per sorte
di aiutare l'uomo a vincere la morte.
Infatti se il vento dell'inquinamento
tende a salire, l'aiutano a morire.
E aiutano anche l'amministrazione
e il patrimonio forestale in distruzione.

Verrò, verrò: è fuori discussione,
perché qualcosa deve pur accadere.
In giro c'è molta rivoluzione;
tu sbagli sempre tutto, e soprattutto non mi dai attenzione.
Non vedi tu, non vedi come il mondo sembra brutto,
però posso incontrarti, posso vederti,
posso rivederti in un giorno della settimana,
anche se abiti in una città lontana?
L'uomo, l'uomo si serve degli elaboratori, per migliorare il mondo in cui si vive!
Percentuali di particelle solide presenti nell'atmosfera.
Tutti i dati raccolti sono trasmessi all'elaboratore.

Sapremo quante volte fare l'amore,
o quante volte i fiumi, in Italia, traboccano.
Ma i cittadini di Philadelphia
vivono sotto un cielo pulito.
Io ti segno a dito;
tu segna pure me: sono felice.