lunedì 4 marzo 2013

prima del bene



Ti guardavo le mani
a forza di rodere sei arrivata all'osso.
C'erano cose mentre parlavamo
che si muovevano intorno e credo fossero
fiamme – ma chi può dirlo?
Chi può più essere sicuro di qualcosa?
Però in fondo alla falange
c'era carne viva
in fondo alla traiettoria il brusio
del tuo sangue.
Hai avvolto le mani nei capelli
proprio come ti avevo impedito di fare
fra le tue cosce e le mie era tutto un ruvido di metafore
io almeno ho avvertito chiaramente l'impatto.

3 commenti:

amanda ha detto...

Ecco: mi metti lì egon, scrivi versi così, non danzerai ma l'erotismo, quello sì

sergio pasquandrea ha detto...

almeno quello

lillo ha detto...

e menomale che c'è quello :D