venerdì 15 ottobre 2010

la parola ostile


Senzavento

Per il vecchio che ieri spingeva il suo carro di olive oltre i cancelli del parco, per la breve, agghiacciante risata dei bambini che montano furiosi e soli le bestie delle giostre. Forse è questo a togliermi la pace di ogni rima: essere indifferente all'armonioso dispiegarsi del linguaggio, essere ostile. Mai di una parola mi sono compiaciuta. L'ho solo piegata, il poco che potevo, con sconforto, con umiliazione: così rada, così lontana da ogni limpida certezza.

(Antonella Anedda)

3 commenti:

amanda ha detto...

posso dire che mi sembra dura?

in poche righe: agghiacciante, furiosi, ostile, piegata, umiliazione, sconforto

troppo dura per me

Daniz ha detto...

@Amanda

quando ho detto che alcuni versi della poesia precedente erano davvero belli (ed evidentemente altri non allo stesso livello) mi riferivo al fatto che alcuni bravi poeti non hanno il dono della sintesi, del secco. se noti, in questi, versi ancora una volta ce ne sono alcuni che spiccano con prepotenza(sono quelli dove l'autrice "piega" di più il linguaggio) il resto che dovrebbe fare da ovatta a queste lance risulta troppo verboso, troppo liricizzante, perde quella rivestitura di grazia che, con un po' di lavoro in più, la poesia renderebbe inevitabilmente. poi è un parere... figurati.
comunque ringrazio Sergio per aver postato Antonella Anedda, che non conoscevo.

amanda ha detto...

@Daniz: grazie, mi piace questa precisazione, che forse trovo più calzante per questa senzavento