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mercoledì 5 ottobre 2011

di nasi e di censure


Oggi si volta il ddl Alfano, noto anche come "legge bavaglio".
Per chi non lo sapesse, fra le varie porcate c'è anche l'estensione ai blog (e a tutte le pubblicazioni online) dell'obbligo di rettifica. Cito dal testo:
Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Si tratta di un obbligo, ossia di un adempimento che deve essere svolto nel caso in cui chiunque (e dico: chiunque) si senta diffamato da una qualunque affermazione pubblicata. E deve essere svolto su richiesta dell'interessato, senza necessità di azioni legali di alcun tipo, volte ad accertare l'effettiva sussistenza della diffamazione.
Faccio un esempio. Io ho il naso grosso; questo è un fatto. Ma, se la legge passa, e domani un blog qualunque scrive "Sergio Pasquandrea ha il naso grosso", e io mi sento offeso da tale affermazione, beh, ho il diritto di chiedere che l'affermazione sia cancellata e sostituita, entro quarantott'ore, con una rettifica in cui si afferma che Sergio Pasquandrea ha un grazioso nasino all'insù.
Se il blogger non lo fa, viola la legge.

Se passa questa merda, giuro che me ne vado dall'Italia. L'ho detto e, cascasse il mondo, lo faccio.

domenica 24 luglio 2011

facebook e la poesia che offende




(di Natàlia Castaldi, da Poetarum Silva)

"[...] Nei giorni scorsi (circa due settimane fa) qualcuno ha segnalato come “offensivi” alla redazione di Facebook tutti i link delle Edizioni Smasher, con il conseguente risultato che nessun utente su tale piattaforma possa più linkare, diffondere, pubblicizzare contenuti, che rimandino al sito della suddetta Casa Editrice.

Le Edizioni Smasher e i suoi autori si sentono profondamente danneggiati e offesi da quello che ritengono un attacco giustificabile solo con la piena e consapevole volontà di danneggiare il lavoro da essi svolto, ed hanno, pertanto, ripetutamente segnalato l’ingiustizia e l’infondatezza di tale segnalazione allo Staff di Facebook, senza ottenere alcuna risposta.

Insomma, la solerte Redazione di facebook si prende la briga di accogliere indiscriminatamente qualunque segnalazione e, quindi, di bannare l’oggetto (o, peggio, il soggetto!) della stessa, ma non si cura minimamente di verificare la fondatezza di quanto le venga segnalato, né tantomeno di rispondere alla richiesta di spiegazioni da parte di chi, ingiustificatamente, si ritrovi discriminato e bannato [...]".

(leggi l'intero articolo qui)

venerdì 25 settembre 2009

parlar chiaro


Finalmente: qualcuno dice le cose come stanno. Era da tempo che non leggevo un esempio di fascismo così limpido ed esplicito.
Tratto da qui.

"Non riesco a capacitarmi del fatto che si tolleri con tanta leggerezza il proliferare di giornali nuovi, vedi quello di Marco Travaglio, l’uomo più viscido della sinistra disfattista e sempre alla ricerca di nuovi modi per indebolire il premier, vista la continua ascesa dello stesso nel consenso degli italiani. Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo? Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci tibetani: «La forza». Dopo una serie di bastonate inflitte a Franceschini, D’Alema, Travaglio, Santoro e Maurizio Mannoni, si vedrebbero subito i risultati, si vedrebbe il ritorno del rispetto nei confronti di Berlusconi".