Visualizzazione post con etichetta amore e tempo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amore e tempo. Mostra tutti i post

domenica 14 giugno 2009

amore e tempo - 4


Fabrizio De Andrè, "Valzer per un amore"
(clicca sul titolo per ascoltare la canzone)

Quando carica d'anni e di castità
tra i ricordi e le illusioni
del bel tempo che non ritornerà,
troverai le mie canzoni,

nel sentirle ti meraviglierai
che qualcuno abbia lodato
le bellezze che allor più non avrai
e che avesti nel tempo passato.

Ma non ti servirà il ricordo,
non ti servirà
che per piangere il tuo rifiuto
del mio amore che non tornerà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Vola il tempo lo sai che vola e va,
forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età,
siamo noi che ce ne andiamo

e per questo ti dico amore, amor
io t'attenderò ogni sera,
ma tu vieni non aspettare ancor,
vieni adesso finché è primavera.

sabato 13 giugno 2009

amore e tempo - 3


W. B. Yeats, "When You Are Old..."

When you are old and gray and full of sleep
And nodding by the fire, take down this book,
And slowly read, and dream of the soft look
Your eyes had once, and of their shadows deep;

How many loved your moments of glad grace,
And loved your beauty with love false or true;
But one man loved the pilgrim soul in you,
And loved the sorrows of your changing face.

And bending down beside the glowing bars,
Murmur, a little sadly, how love fled

And paced upon the mountains overhead,
And hid his face amid a crowd of stars.

* * *

(traduzione di Eugenio Montale)

Quando tu sarai vecchia, tentennante
tra fuoco e veglia prendi questo libro,
leggilo senza fretta e sogna la dolcezza
dei tuoi occhi d'un tempo e le loro ombre.

Quanti hanno amato la tua dolce grazia
di allora e la bellezza di un vero o falso amore.
Ma uno solo ha amato l'anima tua pellegrina
e la tortura del tuo trascolorante volto.

Curvati dunque su questa tua griglia di brace
e di' a te stessa a bassa voce Amore
ecco come tu fuggi alto sulle montagne
e nascondi il tuo pianto in uno sciame di stelle.

venerdì 12 giugno 2009

amore e tempo - 2


Ronsard, "Les Amours d'Helène" (1578)

Quand tu seras bien vieille, au soir, à la chandelle,
assise au près du feu, devidant et filant,
direz, chantants mes vers, en vous emerveillant:
"Ronsard me célebrait du temps que j'etais belle!".

Lors vous n'aurez servante oyant telle nouvelle,
dejà sous le labeur à dem sommeillant,
qui au bruit de mon nom ne s'aillent reveillant,
benissant votre nom de louange immortel.

Je seras sous la terre, et, fantôme sans os,
par les ombres myrteux, je prendrai mon repos;
vous serez au foyer une vieille accroupie,

regrettant mon amour et votre fier dedain.
Vivez, si m'en croyez, n'atendez à demain;
cueillez dès aujourd'hui les roses de la vie.

* * *

Quando sarai invecchiata, la sera, alla candela,
seduta accanto al fuoco a dipanare e filare,
cantando i miei versi, dirai con meraviglia:
“Ronsard mi celebrava, nel tempo in cui ero bella!”.

Allora non avrai serva che all'udire questa notizia,
già mezza addormentata dopo la fatica,
al suono del mio nome non si risvegli dal sonno,
benedicendo il tuo nome con lodi immortali.

Io sarò sottoterra, spirito senza ossa,
e fra le ombre dei mirti prenderò il mio riposo:
tu sarai al focolare, una vegliarda attrappita,

che rimpiange il mio amore e il tuo fiero disdegno.
Vivi, prestami ascolto, non attendere il domani;
cogli fin da subito le rose della vita.

giovedì 11 giugno 2009

amore e tempo - 1


Orazio, Odi, I, 25

Parcius iunctas quatiunt fenestras
iactibus crebris iuvenes protervi,
nec tibi somnos adimunt, amatque
ianua limen,

quae prius multum facilis movebat
cardines. Audis minus et minus iam:
‘Me tuo longas pereunte noctes,
Lydia, dormis?’.

Invicem moechos anus arrogantis
flebis in solo levis angiportu,
Thracio bacchante magis sub inter-
lunia vento,

cum tibi flagrans amor et libido,
quae solet matres furiare equorum,
saeviet circa iecur ulcerosum,
non sine questu,

laeta quod pubes hedera virenti
gaudeat pulla magis atque myrto,
aridas frondes hiemis sodali
dedicet Euro.

* * *

Sempre più rari alle finestre chiuse
battono colpi i giovani sfrontati,
non ti rubano più il sonno, e resta ferma
sulla soglia la porta

che prima così spesso si muoveva
sui cardini. Ormai non senti quasi più:
“Io che son tuo consumo lunghe notti,
Lidia, e tu dormi?”.

Sarai tu a supplicare un adultero arrogante,
vecchia e disprezzata, in un vicolo solitario,
mentre il vento di Tracia impazza nelle notti
di luna nuova

e l'amore e la foia ti bruceranno
come infuriano le madri dei cavalli
e ti morderanno il fegato piagato
e piangerai

perché la lieta gioventù ama l'edera
verde e lo scuro mirto
e abbandona al vento invernale
le fronde inaridite.