Non so se voi credete ai segni del destino. Io no.
Però l'altroieri ero in treno, stavo lavorando con il portatile, e per caso mi sono ricordato di aver scaricato da internet un po' di poesie, tempo fa.
Ho aperto la cartella dove le avevo salvate e ho visto che uno dei file si chiamava “Vittorio Bodini”. Un poeta pugliese, di cui avevo parlato non so più quando, non so più con chi. Avevo scaricato le sue poesie e non le avevo più lette. Mesi fa, come minimo.
Ho aperto il file, le ho lette e mi è piaciuta molto questa:
Quando tornai al mio paese nel Sud,
dove ogni cosa, ogni attimo del passato
somiglia a quei terribili polsi dei morti
che ogni volta rispuntano dalle zolle
e stancano le pale eternamente implacati,
compresi allora perché ti dovevo perdere:
qui s'era fatto il mio volto, lontano da te,
e il tuo, in altri paesi a cui non posso pensare.
Quando tornai al mio paese nel Sud
io mi sentivo morire.
Un'oretta dopo, arrivato in albergo, accendo la tv. Per caso, senza l'intenzione di vedere nulla in particolare.
Appena accesa, su un canale a caso (credo fosse Rete4, un canale che peraltro non guardo mai, anche perché a casa mia si prende malissimo), compare sullo schermo Michele Placido che recita, tra tutte le possibili poesie del mondo, proprio questa.
Proprio gli stessi versi sui “terribili polsi dei morti” che erano piaciuti a me, e che avevo letto, per la prima volta in vita mia, un'ora prima.
Beh, a questo punto, direi che devo leggere Vittorio Bodini.
Voi che ne pensate?
