martedì 10 maggio 2011

visioni - 4


Non toccare la donna bianca (Touche pas à la femme blanche) (1974), di Marco Ferreri, con Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Philippe Noiret, Ugo Tognazzi, Alain Cuny, Serge Reggiani, Paolo Villaggio (108 minuti) (VHS, lunedì 2 maggio 2011)

Parigi, 1973. Il quartiere belle époque delle Halles è stato demolito per lasciar spazio a un progetto di rimodernamento urbano. Gli abitanti (in gran parte proletari e clochard) sfrattati; al posto delle loro case, è rimasto un enorme buco vuoto. E Marco Ferreri che fa? Non si lascia scappare l'occasione: li ingaggia tutti, li traveste da indiani e mette in scena, in mezzo al traffico e ai palazzoni della Parigi contemporanea, una dissacrante parodia della battaglia di Little Big Horn.
Marcello Mastroianni è un Custer idiota come di prammatica, Philippe Noiret un cinico generale, Ugo Tognazzi una buffonesca guida indiana che vorrebbe diventare un bianco, Catherine Deneuve (la "donna bianca" del titolo, of course, di una bellezza quasi imbarazzante) una candida infermiera innamorata di Custer, Paolo Villaggio uno strampalato antropologo (e agente CIA), Michel Piccoli un Buffalo Bill ridotto a un patetico cialtrone. Poi ci sono gli spregiuticati affaristi che vogliono costruire l'immancabile ferrovia, un ufficiale medico con l'hobby di impagliare indiani, un indiano matto e mezzo nudo, un trio di soldati canterini che segue costantemente Custer; e, onnipresente sullo sfondo, il sardonico sorriso di Nixon, che proietta sulla vicenda l'ombra inquietante del Vietnam.
Ferreri, che pure sta chiaramente dalla parte degli “indiani”, non risparmia neanche a loro qualche frecciata del suo feroce sarcasmo.
Forse non una delle sue opere maggiori, ma un divertissement folle e irresistibile.


1 commento:

Daniz ha detto...

questi film "così", col loro farsesco all'italiana, forse non saranno dei capolavori ma riescono sempre a ricollegarti in qualche modo ad un precipitato temporale cui è bello abbandonarsi ogni tanto.
ad ogni modo, questo di cui parli è un film che non ho ancora visto. Bene!