mercoledì 7 settembre 2011

sul fumetto


Per [il critico d'arte francese Jean] Clair, [...] esistono frontiere che non bisogna mai valicare tra la cultura alta - fatta di sculture e quadri - e la cultura pop, fatta di cartoon, graffiti, video. "La discesa dall'high culture alla low culture è una discesa agli inferi", ci dice. Un esempio: i fumetti di Art Spiegelman sul nazismo non hanno lo stesso valore dei disegni su Dachay e Buchenwald di Music, Taslitzky e Colville, i quali hanno saputo dare a quegli orrori "un equivalente plastico di incontestabile bellezza".

"Quelli che hanno ucciso l'arte", Corriere della Sera, 8 agosto 2011, pag. 30


Non si può valutare un testo a fumetti dalla sola qualità delle immagini, né dalla sola qualità del testo: l’errore diffuso è quello di ritenere che poiché la figuratività del fumetto non è in generale paragonabile a quella delle arti visive, e poiché la letterarietà del fumetto non è paragonabile a quella del romanzo, il fumetto non possa nemmeno sperare di assurgere alla dignità delle une o dell’altro. Ci si dimentica che nel fumetto la qualità sta nella relazione tra parole e immagini, e non nelle une o nelle altre singolarmente.

Daniele Barbieri, Il Sole 24 ore, 4 febbraio 1996 (il testo integrale qui)

martedì 6 settembre 2011

la balena nel bicchiere


Mentre io dormo, c'è un omino piccolo piccolo che viene sul mio cuscino e mi dice: - Ma guarda? Stai volando attaccato a un ombrello.
Io gli credo subito e passo in mezzo alle nuvole tiepide e bagnate, vedo in basso ai miei piedi i laghi e i fiumi, salto da una collina all'altra. Poi l'omino mi dice: - Mettiti in salvo, ecco i briganti.
Ed io davvero vedo i briganti: sono due, con la maschera sugli occhi, mi vogliono sparare con il trombone. Io vorrei fuggire, sono tanto spaventato, ma non riesco a muovere un dito. L'omino si diverte a farmi credere quello che vuole: - Guarda che ti cresce una rosa sulla mano, - mi dice, e io vedo davvero una rosa che mi spunta tra l'indice e il medio.
Ogni volta che vado a letto mi dico: "Questa volta non gli voglio credere". Poi, appena chiudo gli occhi, l'omino mi dice: - Guarda, una balena - . E io subito, credulone, vedo una balena che nuota nel bicchiere d'acqua che ho sul comodino. Succede anche a voi?

Gianni Rodari, Prime fiabe e filastrocche

lunedì 5 settembre 2011

settantuno


Mia suocera lo chiama il refugium peccatorum.
E' quel cassetto, o quell'angolo dell'armadio, insomma quello spazio della casa, dove si accumula la roba che, sì, ci serve, o ci servirà, o ci dovrebbe servire, ma non ora. Ce l'abbiamo tutti, da qualche parte, ammettiamolo.
Uno dei miei refugia peccatorum è uno scaffale della libreria, uno scaffale basso, a livello pavimento, dove vanno a depositarsi i dischi che un giorno ascolterò di sicuro, ma non oggi. Si tratta di cose comprate, o trovate in allegato alle riviste di musica, o ricevute dalle case discografiche, o spedite direttamente dai musicisti (a volte, duole dirlo, persino amici) con la promessa di ascoltarli "quanto prima, appena avrò un attimo", o magari (ahimé) avute in regalo. Alcuni li ho sentiti una volta o due, distrattamente, e poi messi da parte in attesa di tempi migliori, altri sono stati aperti e guardati, altri ancora hanno il cellophane ancora intonso.
Tempo fa mi ci è caduto l'occhio e ho visto che il mucchio era cresciuto, molto più di quanto mi aspettassi. Allora ci ho messo mano, e mi sono reso conto che alcuni erano lì anche da due, tre, quattro anni.
Poi li ho contati e sono arrivato alla notevole cifra di settantuno. Settantuno orfanelli in attesa. Vabbè, alla fin fine non sono moltissimi, ma va anche considerato che questi sono solo quelli che non ho ascoltato, ma ho messo da parte. Ce ne sono tantissimi altri (quanti? preferisco non saperlo) che non ho ascoltato e basta, che sono finiti esiliati in mezzo ai fratellini maggiori, ascoltati e riascoltati fino a saperli a memoria.
Allora mi si è precisata una sensazione che avevo da tempo: ossia, che la musica non occupasse più, nella mia vita, il posto che occupava un tempo, quando ascoltavo in maniera quasi compulsiva. Forse c'entra il fatto che, ormai, il 90% dei miei ascolti sono di tipo professionale, finalizzati a recensioni, articoli o produzioni di altro tipo.
Però, certo, è un po' triste.
Per i curiosi, il catalogo è questo. Sono divisi per generi, ma poi l'ordine è rigorosamente casuale.


JAZZ
Coltrane Legacy (allegato a Musica Jazz)
New York Art Quartet,
(omonimo)
Jazz & Beat Generation (allegato a Musica Jazz)
Eric Dolphy,
Far Cry
Eric Dolphy,
Outward Bound
Ella Fitzgerald,
Ella in Berlin
Niccolò Faraci,
Tokyo 2674
Greg Burk / Vicente Lebron,
Unduality
Greg Burk,
Many Worlds
Bob Moses / Greg burk,
Ecstatic Weanderings
The AACM Great Black Music Ensemble at Umbria Jazz 2009 (allegato a Musica Jazz)
Ornette Coleman Quintet with Don Cherry & Paul Bley,
Complete Live at the Hillcrest Club
Dino Saluzzi,
Kultrum
Jan Garbarek,
I Took Up The Runes
Horace Silver,
The Golden Years (allegato a Musica Jazz)
The Magnificent Thad Jones
Stefano Bollani,
Autoscatto (allegato a Musica Jazz)
Basso & Valdambrini,
Blues for Gassman
Chick Corea,
Children's Song
Nils Landgren Funk Unit,
Funk for Life
Basso & Valdambrini,
Parlami d'amore Mariù
Poll Winners (allegato a Musica Jazz)
Lee Morgan & Benny Golson (allegato a Musica Jazz)
Paolo Conte Plays Jazz
Nina Simone,
Jazz as played in an exclusive side street club
Tomasz Stanko,
Balladyna
1959: L'anno che cambiò il jazz (allegato a Musica Jazz)
Paul Motian,
Conception Vessel
Bobo Stenson Trio,
Serenity
Bill Frisell,
Rambler
Rava,
Noir
Francesco Cafiso,
4 out
Cafiso/Rubino,
Travel dialogues
Bill Evans,
The complete Village Vanguard Recordings, 1961
Charlie Parker,
Bird in Time 1940-1947. Selected recording and rare interviews
Giovanni Guidi,
We don't live here anymore
Anthony Williams,
Spring
Larry Young,
Unity
Angelo Lazzeri,
Pipelettes
Andrea Rossi Andrea,
¿A cuántas paradas de aquí? (DVD)
Cipriano/Marangelo/Orefice,
Le note richiamano versi

DISCHI “JAZZ ITALIANO LIVE 2007” (La Repubblica-L'Espresso)
Gianluigi Trovesi (special guest Enrico Rava)
Maurizio Giammarco (special guest Bill Stewart)
Roberto Gatto
Fabrizio Bosso

DISCHI ALLEGATI A JAZZIT
Buck Clayton
Earl Hines
Don Redman
Artie Shaw
Clyde Hart
Jelly Roll Morton
Harry Warren
Billie Holiday & Lester Young
Benny Goodman
Blue Cuscuna

CLASSICA
Schumann,
Sonate e romanze per violino e pianoforte
Chopin,
Ballades et Nocturnes (Cortot)
Schoenberg,
A Survivor form Warsaw, Prelude to Genesis, Dreimal Tausend Jahre, Psalm 130, Ode to Napoleon Bonaparte, Concerto for violin op. 36
Elizabethan Songs and Consort Music

ROCK, POP, BLACK MUSIC, MUSICA LEGGERA
Pino Daniele,
Live @ RTSI, 26 marzo 1983 (DVD)
Steely Dan,
Can't buy a thrill / The royal scam
James Brown,
Live at the Apollo / Soul on top
Bruce Springsteen,
Born to run
The Beatles,
Abbey Road

ETNICA
The very best of éthiopiques
Amadou & Mariam,
Dimanche à Bamako
Éthiopiques, vol. 4

BRASILE
Milton Nascimento/Lô Borges,
Clube da Esquina
Chico Buarque,
Construção

domenica 4 settembre 2011

escape


Ah, chi mi salverà dall'esistere? Non è la morte che voglio, né la vita.
(Fernando Pessoa)

sabato 3 settembre 2011

meglio l'ippica


"Scrivere è considerata una professione, ma io non la ritengo tale. Io penso che chi non sente di dover essere uno scrittore, chi pensa di poter fare qualcos'altro, allora dovrebbe fare qualcos'altro. Scrivere non è una professione, ma una vocazione all'infelicità. Non credo che un artista possa mai essere felice".
(Georges Simenon)

venerdì 2 settembre 2011

S.O.S. didattico


Quest'anno insegno italiano in seconda (liceo socio-pedagogico). Ciò significa che il programma di antologia (materia abominevole, se mai ce n'è stata una) prevede che si leggano poesia e teatro.
Il problema è che il il testo è del tutto impraticabile, fra trombonate sulla "poesia che rivela il mondo", pallosissime schede di metrica e testi francamente improponibili per un quindicenne (non so voi, ma io sono colto da accessi irrefrenabili di risa quando vedo aprire un'introduzione alla poesia con "Chiare, fresche, dolci acque").
Ora, la domanda che mi/vi pongo è: come fare un'introduzione alla poesia che sia fresca, accattivante, e possibilmente non libresca? Insomma, come riuscire a non far odiare la poesia, senza per forza somigliare al professor Keating de "L'attimo fuggente"?
La mia idea sarebbe di fare il meno possibile, e lasciare invece che siano i ragazzi a scoprire, esplorare, smontare, masticare i testi. Insomma, che si divertano, una volta tanto, poveracci...
E qui entrate in ballo voi, miei fedelissimi ventiquattro lettori. Idee? testi da leggere? percorsi da creare? Commentate commentate commentate: ogni tipo di proposta è ben accetta.

giovedì 1 settembre 2011

etica della critica

[Al festival jazz di Sanremo], la sera prima avrebbe dovuto suonare Sonny Rollins con il trio di Stan Tracey. Il trio era arrivato da Londra, ma Rollins no. Non aveva avvisato né niente. Semplicemente non si era presentato. Fino all'ultimo momento gli organizzatori avevano sperato che arrivasse. Niente da fare. Suonò il trio di Stan Tracey senza Rollins. Ma poiché la defezione di Rollins era stata annunciata solo all'inizio del concerto, molti giornalisti avevano già scritto la recensione e l'avevano mandata al giornale (allora le dettavano telefonicamente). Il giorno dopo, i principali quotidiani italiani dedicavano al grande Sonny la prima pagina degli spettacoli: "Trionfa Rollins al festival di Sanremo", "Il re del sax si conferma il più grande!". Alcuni si erano lasciati prendere la mano dall'entusiasmo ed erano persino entrati nei dettagli "...particolarmente pregnante la sua versione di Polka Dots" "...peccato quella caduta di stile con St. Thomas". Insomma, un delirio.

Enrico Rava, Incontri con musicisti straordinari, Feltrinelli 2011, pag. 57


P.S.: l'aneddoto non è datato, ma dovrebbe risalire più o meno al 1966; non che da allora le cose siano cambiate molto, comunque. (Ve lo dice uno del mestiere).