Per Carte Sensibili, un mio contributo su poesia e musica, dove parlo della grande cantante egiziana Umm Kulthum.
Buona lettura.
Infiniti possibili
1 settimana fa
La storia della musica, come quella di ogni arte, è spinosa proprio perché l'oggetto di interesse è l'eccezione, non la regola. Ciò vale anche per il singolo artista: a caratterizzarne lo “stile” personale non sono i procedimenti consueti, bensì gli esiti più riusciti e originali. Il che parrebbe, in ultima istanza, negare la possibilità stessa di una storia dell'arte: vi sarebbero soltanto singole opere, ciascuna delle quali autosufficiente e capace di definire un proprio canone. L'opera d'arte, ed è una contraddizione essenziale, non consente parafrasi né traduzione, eppure può essistere solo entro un linguaggio, il quale implica, come condizione necessaria, che parafrasi e traduzione siano possibili.
Lo “stile anonimo” di un'epoca, i palazzi costruiti da architetti di poco conto, i libri interessanti per una sola stagione, la pittura che non va al di là della decorazione, tutto ciò si sedimenta poco alla volta [...]. Non che lo “stile anonimo” sia particolarmente tenace, ma ha un'immensa inerzia. Se guardiamo invece allo “stile” come a una forma integrata di espressione, alla portata solo degli artisti migliori, […] portar[lo] avanti, in quest'accezione, è un atto eroico quanto l'inventarlo. […] Le possibilità dell'arte sono infinite, ma non senza confini. Anche una rivoluzione stilistica è delimitata dalla natura del linguaggio in cui ha luogo e che poi trasformerà.