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lunedì 5 settembre 2011

settantuno


Mia suocera lo chiama il refugium peccatorum.
E' quel cassetto, o quell'angolo dell'armadio, insomma quello spazio della casa, dove si accumula la roba che, sì, ci serve, o ci servirà, o ci dovrebbe servire, ma non ora. Ce l'abbiamo tutti, da qualche parte, ammettiamolo.
Uno dei miei refugia peccatorum è uno scaffale della libreria, uno scaffale basso, a livello pavimento, dove vanno a depositarsi i dischi che un giorno ascolterò di sicuro, ma non oggi. Si tratta di cose comprate, o trovate in allegato alle riviste di musica, o ricevute dalle case discografiche, o spedite direttamente dai musicisti (a volte, duole dirlo, persino amici) con la promessa di ascoltarli "quanto prima, appena avrò un attimo", o magari (ahimé) avute in regalo. Alcuni li ho sentiti una volta o due, distrattamente, e poi messi da parte in attesa di tempi migliori, altri sono stati aperti e guardati, altri ancora hanno il cellophane ancora intonso.
Tempo fa mi ci è caduto l'occhio e ho visto che il mucchio era cresciuto, molto più di quanto mi aspettassi. Allora ci ho messo mano, e mi sono reso conto che alcuni erano lì anche da due, tre, quattro anni.
Poi li ho contati e sono arrivato alla notevole cifra di settantuno. Settantuno orfanelli in attesa. Vabbè, alla fin fine non sono moltissimi, ma va anche considerato che questi sono solo quelli che non ho ascoltato, ma ho messo da parte. Ce ne sono tantissimi altri (quanti? preferisco non saperlo) che non ho ascoltato e basta, che sono finiti esiliati in mezzo ai fratellini maggiori, ascoltati e riascoltati fino a saperli a memoria.
Allora mi si è precisata una sensazione che avevo da tempo: ossia, che la musica non occupasse più, nella mia vita, il posto che occupava un tempo, quando ascoltavo in maniera quasi compulsiva. Forse c'entra il fatto che, ormai, il 90% dei miei ascolti sono di tipo professionale, finalizzati a recensioni, articoli o produzioni di altro tipo.
Però, certo, è un po' triste.
Per i curiosi, il catalogo è questo. Sono divisi per generi, ma poi l'ordine è rigorosamente casuale.


JAZZ
Coltrane Legacy (allegato a Musica Jazz)
New York Art Quartet,
(omonimo)
Jazz & Beat Generation (allegato a Musica Jazz)
Eric Dolphy,
Far Cry
Eric Dolphy,
Outward Bound
Ella Fitzgerald,
Ella in Berlin
Niccolò Faraci,
Tokyo 2674
Greg Burk / Vicente Lebron,
Unduality
Greg Burk,
Many Worlds
Bob Moses / Greg burk,
Ecstatic Weanderings
The AACM Great Black Music Ensemble at Umbria Jazz 2009 (allegato a Musica Jazz)
Ornette Coleman Quintet with Don Cherry & Paul Bley,
Complete Live at the Hillcrest Club
Dino Saluzzi,
Kultrum
Jan Garbarek,
I Took Up The Runes
Horace Silver,
The Golden Years (allegato a Musica Jazz)
The Magnificent Thad Jones
Stefano Bollani,
Autoscatto (allegato a Musica Jazz)
Basso & Valdambrini,
Blues for Gassman
Chick Corea,
Children's Song
Nils Landgren Funk Unit,
Funk for Life
Basso & Valdambrini,
Parlami d'amore Mariù
Poll Winners (allegato a Musica Jazz)
Lee Morgan & Benny Golson (allegato a Musica Jazz)
Paolo Conte Plays Jazz
Nina Simone,
Jazz as played in an exclusive side street club
Tomasz Stanko,
Balladyna
1959: L'anno che cambiò il jazz (allegato a Musica Jazz)
Paul Motian,
Conception Vessel
Bobo Stenson Trio,
Serenity
Bill Frisell,
Rambler
Rava,
Noir
Francesco Cafiso,
4 out
Cafiso/Rubino,
Travel dialogues
Bill Evans,
The complete Village Vanguard Recordings, 1961
Charlie Parker,
Bird in Time 1940-1947. Selected recording and rare interviews
Giovanni Guidi,
We don't live here anymore
Anthony Williams,
Spring
Larry Young,
Unity
Angelo Lazzeri,
Pipelettes
Andrea Rossi Andrea,
¿A cuántas paradas de aquí? (DVD)
Cipriano/Marangelo/Orefice,
Le note richiamano versi

DISCHI “JAZZ ITALIANO LIVE 2007” (La Repubblica-L'Espresso)
Gianluigi Trovesi (special guest Enrico Rava)
Maurizio Giammarco (special guest Bill Stewart)
Roberto Gatto
Fabrizio Bosso

DISCHI ALLEGATI A JAZZIT
Buck Clayton
Earl Hines
Don Redman
Artie Shaw
Clyde Hart
Jelly Roll Morton
Harry Warren
Billie Holiday & Lester Young
Benny Goodman
Blue Cuscuna

CLASSICA
Schumann,
Sonate e romanze per violino e pianoforte
Chopin,
Ballades et Nocturnes (Cortot)
Schoenberg,
A Survivor form Warsaw, Prelude to Genesis, Dreimal Tausend Jahre, Psalm 130, Ode to Napoleon Bonaparte, Concerto for violin op. 36
Elizabethan Songs and Consort Music

ROCK, POP, BLACK MUSIC, MUSICA LEGGERA
Pino Daniele,
Live @ RTSI, 26 marzo 1983 (DVD)
Steely Dan,
Can't buy a thrill / The royal scam
James Brown,
Live at the Apollo / Soul on top
Bruce Springsteen,
Born to run
The Beatles,
Abbey Road

ETNICA
The very best of éthiopiques
Amadou & Mariam,
Dimanche à Bamako
Éthiopiques, vol. 4

BRASILE
Milton Nascimento/Lô Borges,
Clube da Esquina
Chico Buarque,
Construção

martedì 1 settembre 2009

dell'acquistare musica

Fino a una decina d'anni fa, Collestrada era un anonimo borgo in cima a un poggio, sulla strada tra Perugia e Assisi, e doveva il suo maggior motivo di gloria al fatto che proprio lì, nel 1202, fu combattuta la battaglia durante la quale Giovanni di Pietro Bernardone, allora chiamato Francesco, e più tardi San Francesco d'Assisi, cadde prigioniero dei Perugini. Oggi, se si cerca di andare a Collestrada nei fine settimana, bisogna rassegnarsi a fare almeno una mezz'oretta di fila prima di trovare parcheggio. La ragione è che ai piedi del poggio sorge il centro commerciale più grande della provincia.
Io ci sono andato qualche giorno fa per cercare un frullatore, un caricabatterie per la fotocamera digitale e un decoder satellitare. Passando alla cassa, ho notato dei dischi in offerta e, dopo aver rovistato un po', ho preso un box con le registrazioni complete di Bill Evans al Village Vanguard (3 cd a 12 euro e 90), uno con due dischi di James Brown ("Live at the Apollo" e "Soul on Top", totale 7 e 90) e uno della serie "Touchstones" della ECM ("Conception Vessel" di Paul Motian, con Keith Jarrett, Charlie Haden, Leroy Jenkins e Sam Brown, 9 euro e 90). Tre cd a 29 euro e 70, niente male.
Oggi sono andato alla Feltrinelli in Corso Vannucci perché era arrivata della roba che avevo ordinato e anche lì, facendo la fila alla cassa, ho notato, proprio dietro la scollatura ombelicale della biondina nella fila accanto, un'altra serie di cd ECM in offerta (a dimostrazione del fatto che la forza magnetica, per la quale la pupilla maschile va fatalmente a convergere con le ghiandole mammarie femminili, ogni tanto produce anche risultati utili). Ho aggirato la biondina in questione, rischiando di urtarla e guadagnandomi un sorriso divertito che, in tempi nei quali il mio anulare sinistro era privo di anello nuziale, avrei sfruttato come inizio di un approccio, e ho scelto altri tre cd: "Balladyna" di Tomasz Stanko, "Kultrum" di Dino Saluzzi e "Rambler" di Bill Frisell, a 9 e 90 ciascuno. Totale, di nuovo 29 euro e 70.
Ma la cosa che mi ha colpito non è tanto la coincidenza delle due cifre, né il fatto di non aver ancora mai comprato titoli praticamente imperdibili, né tantomeno il delicato avvallamento tra i seni della biondina (quello ho smesso di guardarlo dopo pochi decimi di secondi perché, che ci crediate o no, sono una persona seria), quanto il fatto che quel gesto, allungare la mano su uno scaffale per guardare dischi da comprare, un tempo così usuale, quasi quotidiano, non lo facevo da anni. Non so più nemmeno quanti anni, almeno cinque o sei credo.
In tutto questo tempo ho ascoltato solo dischi comprati su internet, o scaricati in modo più o meno legale, o copiati e masterizzati, o ricevuti dal giornale per recensirli.
Insomma, mi ha fatto una strana impressione.
Soprattutto se penso che, tempo qualche anno, potrebbero scomparire anche i cd. E allora valla a guardare, una scollatura, dietro un file mp3.