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giovedì 4 agosto 2016

vorrei essere diverso



La circoncisione di Harry

Harry si guardava allo specchio e non gli piaceva ciò che vedeva
Gli zigomi di sua madre, gli occhi di suo padre
Mentre ogni giorno gli si schiantava intorno, il futuro gli si rivelò
Si stava trasformando nei suoi genitori
L'estremo fallimento

Uscendo dalla doccia, Harry si osservò
L'attaccatura dei capelli sempre più alta, la mandibola leggermente arretrata
Prese il rasoio per cominciare a radersi
E penso: “Oh, quanto vorrei essere diverso”.

Vorrei essere più forte
Vorrei essere più gracile
Vorrei non avere questo naso
Queste orecchie a sventola mi ricordano mio padre
E io non voglio affatto che mi si ricordi
L'estremo fallimento

Harry guardò nello specchio e pensò a Vincent Van Gogh
E con un colpo rapido si mozzò il naso
E tutto soddisfatto fece anche anche un taglio dove c'era il mento
Aveva sempre desiderato una fossetta
La fine di tutte le illusioni
Poi sbirciandosi giù tra le gambe
Harry pensò alla gamma di possibilità
Una nuova vita, una nuova faccia, nessun ricordo del passato
E si tagliò la gola da un orecchio all'altro

Harry si svegliò tossendo
I punti gli facevano fare smorfie
Un dottore gli sorrise da chissà dove, dall'altra parte della stanza
Figliolo, ti abbiamo salvato la vita, ma il tuo aspetto non sarà mai più lo stesso
E quando sentì quelle parole, Harry dovette ridere
Anche se faceva male, Harry dovette ridere
L'estremo fallimento

Lou Reed
(traduzione mia)

martedì 8 gennaio 2013

martedì 8 novembre 2011

divaricazioni


http://youtu.be/PeYNXbzGFDA

Ecco, pensavo che forse il problema è proprio questo.
Il jazz è passato senza mediazioni dal sottoproletariato all'high culture, mantenendo nel passaggio una bizzarra posizione divaricata, con un piede in ciascuno.
Il rock, invece, nasce (e rimane) irrimediabilmente borghese.

sabato 19 marzo 2011

consulenza didattica




Precisazione iniziale (ed essenziale): io ho iniziato la mia carriera di ascoltatore con la musica classica, quando, verso gli 8 o 9 anni, ho cominciato a studiare pianoforte; poi, dopo un breve passaggio per la musica leggera italiana - principalmente cantautori - intorno ai 14-15, sono approdato direttamente al jazz.
Quindi, nei confronti del rock, nutro in genere quell'atteggiamento, misto di accondiscendenza e di malcelato disprezzo, che caratterizza gli appassionati di classica e di jazz, categorie che nel mio caso coincidono, potenziandosi a vicenda.
Il rock, detto fuori dai denti, non è che non mi piaccia, ma mi pare così... ecco: rudimentale. Così legato alla visceralità, dalla quale non riesce a strapparsi senza perdere la sua stessa ragion d'essere, e senza mai approdare a una vera, autentica complessità. Lo so, il mio è un pregiudizio, tant'è vero che ci sono cose del rock che mi piacciono (ma, guardacaso, sono sempre e solo quelle in cui le radici nere sono più o meno evidenti; caso emblematico: Jimi Hendrix).
Ciò nonostante, il rock è un fenomeno sociologico interessantissimo, e qui veniamo al punto.
Sto preparando, insieme a un paio di colleghi, un percorso sull'adolescenza, letta proprio attraverso il rock.
In calce trovate il progetto nelle sue linee generali. Sono previste 3 lezioni da un'ora circa, quindi l'approfondimento è quel che è. Opinioni e consigli sono ben accetti.


L'invenzione dei giovani. Rock e pubblico giovanile nell'America del secondo Novecento


PRESENTAZIONE
Nell'America degli anni '50, la nascita del rock'n'roll coincise con la comparsa di una nuova figura sociale: il teenager. Questa musica, che fondeva radici nere e bianche proponendo un modello del tutto eversivo rispetto alla precedente popular music, trovò un aggancio naturale con quegli adolescenti che, per la prima volta nella storia dell'America, avevano la possibilità di spendere per il proprio tempo libero e che, quindi, costituivano un nuovo e inedito soggetto economico.
Nato come controcultura, il rock fu subito fagocitato dalla cultura di massa, come dimostra la vicenda musicale ed umana di Elvis Presley, il primo divo confezionato appositamente per il pubblico giovanile.
La tensione tra eversione e conformismo costituisce un asse costante nella storia del rock, che nei decenni ha spesso oscillato tra il farsi portavoce delle istanze della controcultura e il lasciarsi usare dalla cultura di massa. Attraverso il rock, si può quindi leggere in filigrana molto del rapporto tra i giovani e la società, nel secondo Novecento.
Queste lezioni si focalizzano su tre momenti topici: la seconda metà degli anni '50, quando il fenomeno-rock esplose; gli anni '60, in cui il rock divenne il portabandiera della contestazione giovanile; e gli anni '80-'90, in cui esso evidenzia bene la tensione tra controcultura e industria culturale.


1) GLI ANNI '50: La nascita del rock'n'roll.

- L'esplosione del fenomeno-rock: Bill Haley (ascolto: “Rock Around the Clock”);

- La “preistoria” del rock: musiche nere (blues, rhythm'n'blues, boogie woogie) e bianche (country);

- La “cultura di massa” in America:
Le prime forme di musica “di massa” tra le due guerre: lo swing (“Sing Sing Sing”), i crooners (Sinatra);
Benessere e consumismo negli anni Cinquanta;
La nascita di una nuova figura sociale: il teenager.

- Le prime star: bianchi e neri (Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Buddy Holly, Little Richard, Bill Haley...) (esempi musicali);

- Elvis Presley: il nuovo idolo dei teenagers (ascolto: “Hound Dog”).


2) GLI ANNI '60: Contestazione e controcultura.

- La “British invasion”: Beatles, Rolling Stones, Who
Beatles: “All you need is Love”, “She's Leaving Home”;
Who: “My Generation”;
Rolling Stones: “Satisfaction”.

Le controculture giovanili in America: Bob Dylan
- i predecessori (il folk “impegnato” di Woody Guthrie e Pete Seeger);
- il primo Dylan (“Blowin' in the Wind”, “Masters of War”, “Times They Are A-Changin'”, “It's A Hard Rain Gonna Fallin'”, “My Back Pages”);
- Dylan e Joan Baez;
- il Dylan della svolta “rock” (“Like a Rolling Stone”).

- Gli hippies e la contestazione giovanile; la “Summer of Love” di San Francisco; la psichedelia (Jefferson Airplane, Grateful Dead);

- La contestazione sbarca in Italia: il beat, le canzoni di protesta;
“C'era un ragazzo che come me...”
“Come potete giudicar”
“Nessuno mi può giudicare”
“L'isola di Wight”
“Il ragazzo della Via Gluck”
“Mettete dei fiori nei vostri cannoni”

- Il Festival di Woodstock (estratti video);

- Rock e mito del maledettismo: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin;
(esempi musicali: “Star Spangled Banner”, “Light My Fire”, “Try”, “Mercedes Benz”).


3) GLI ANNI '80 e '90: Tra conformismo ed eversione

- Il rock diventa conformista: hair metal, “arena rock”, pop-rock (esempi musicali);
MTV e i video musicali (“Video Killed the Radio Stars”);
Gli idoli pop: Madonna, Michael Jackson;

- L'eversione: punk, new wave, dark, no-wave...
(esempi musicali: “God Save the Queen”, Cure, Joy Division, U2, Diaframma...);

- Il ritorno alle radici del rock: Bruce Springsteen (“Born in the U.S.A”, “The Ghost of Tom Joad”);

- Il rap: tra subcultura e cultura dominante (origini, sviluppi; il rap da musica “di strada” a musica “di massa”)

- Gli anni '90: il grunge (“Smells Like Teen Spirit”)

lunedì 8 novembre 2010

8 novembre 1987



http://www.youtube.com/watch?v=UdceKu89SxY


Lo ammetto: gli U2 non li ho mai sopportati. Non mi piace la loro musica e non riesco a reggere Bono. Antipatie personali, punto e basta.
Però devo ammettere che ci vogliono le palle, per fare un discorso come quello che fa Mr. Hewson in questo video.
Il tour è quello, celeberrimo, di “Rattle and Hum” (1987), che insieme al successo mondiale di “Joshua Tree” li consacrò nell'Olimpo delle rockstar internazionali. È l'8 novembre 1987, gli U2 sono in America, a Boston, città che ospita una delle più antiche e prospere comunità irlandesi d'oltreoceano. Proprio quel giorno, l'IRA aveva compiuto uno dei suoi più feroci attentati: una bomba aveva ucciso undici civili protestanti, che partecipavano a una manifestazione in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale.
Bono introduce così “Sunday Bloody Sunday”:

Eccoci qui, gli irlandesi in America.
Gli irlandesi vengono in America da anni, fin dalla Grande Carestia, quando gli irlandesi fuggivano dalla fame e dal governo inglese, al quale non poteva fregare di meno, fino ad oggi: sapete, ci sono più immigrati irlandesi oggi in America che mai, alcuni illegali, altri legali.
Molti di loro fuggono dalla forte disoccupazione, dai disordini in Irlanda del Nord, dall'odio degli H-Blocks [nome con cui è conosciuto il carcere di Long Kesh, nel quale furono detenuti molti militanti dell'IRA], dalle torture, altri da selvaggi atti di terrorismo, come ne abbiamo avuti oggi in un paese chiamato Enniskillen, dove undici persone giacciono morte, e molte di più ferite, in una domenica, maledetta domenica.


La performance è potente, tesa, commossa. Ma il bello deve ancora venire.
C'era (e c'è) chi ha interpretato “Sunday Bloody Sunday” come una canzone a sostegno della lotta per l'indipendenza irlandese. Ma qui, a circa metà del brano (4'08” del video), mentre gli altri tre continuano a suonare, Bono pronuncia (anzi: urla) una rabbiosa condanna della violenza, di qualunque parte politica:

Lasciatemi dire una cosa.
Ne ho abbastanza degli irlandesi-americani che non tornano nel loro paese da venti o trent'anni e che vengono da me a parlarmi della resistenza, della rivoluzione laggiù a casa. Della gloria della rivoluzione, della gloria del morire per la rivoluzione.
FANCULO LA RIVOLUZIONE!
Non parlano della gloria di uccidere per la rivoluzione.
Qual è la gloria nel prendere un uomo dal suo letto e sparargli davanti alla moglie e ai figli? Dov'è la gloria in tutto ciò?
Dov'è la gloria nel mettere una bomba durante una parata del “Remembrance Day”, con dei vecchi pensionati che per l'occasione hanno tirato fuori e lucidato le loro medaglie? Dov'è la gloria in tutto ciò? Nel lasciarli moribondi, o storpi per la vita, o morti sotto le macerie di una rivoluzione che la maggioranza della gente del mio paese non vuole?
MAI PIU'!!


Le famiglie di Bono e degli altri componenti della band erano in Irlanda e, in seguito a quest'episodio, ricevettero minacce da parte dell'IRA. Ciò nonostante, gli U2 decisero di inserire comunque il brano nel video ufficiale della tournée.
Chapeau.

sabato 18 settembre 2010

lampi - 70


Il rock, questo interessante fenomeno sociologico della media borghesia tardonovecentesca.

giovedì 13 maggio 2010

elvis came second

"Hound Dog"
Words & Music by Jerry Leiber e Mike Stoller


Big Mama Thornton, 1952 (feat. Buddy Guy)



http://www.youtube.com/watch?v=5XUAg1_A7IE

You ain't nothing but a hound dog
Been snoopin' round my door

You can wag your tail

But I ain't gonna feed you no more


You told me you were high class

But I could see through that

And baby I know

You ain't no real cool cat


You made me feel so blue

You made me weep and moan

You ain't looking for a woman

All you're lookin' for is a home



Non sei altro che un cagnaccio
Che viene a ficcare il naso intorno alla mia porta
Puoi scuotere la coda
Ma io non ti darò più da mangiare

Mi hai detto che eri uno di gran classe
Ma io ti ho smascherato
E baby lo so
Che non sei per niente un tipo a posto

Mi hai fatto sentire così triste
Mi hai fatto piangere e lamentare
Non cercavi una donna
Tu cercavi solo una casa


* * *


Elvis Presley, live at Milton Berle Show (5 giugno 1956)*




http://www.youtube.com/watch?v=X5JALwwaASg

You ain't nothing but a hound dog
Cryin' all the time
Well you ain't never caught a rabbit
And you ain't no friend of mine

When they said you were high-classed
Well that was just a lie
You ain't never caught a rabbit
And you ain't no friend of mine


Non sei altro che un cagnaggio
Stai a piangere tutto il tempo
Non hai mai cavato un ragno dal buco
E non sei amico io

Quando dicevano che eri uno di gran classe
Era solo una bugia
Non hai mai cavato un ragno dal buco
E non sei amico mio

* Questa esecuzione scandalizzò i benpensanti
e fece salire alle stelle gli ormoni
delle teenagers americane
.

domenica 21 marzo 2010

matti



La differenza tra le rockstar e i jazzisti è che i musicisti rock spesso fanno finta di esser matti, ma in realtà sono dei gran burocrati della propria immagine; i jazzisti invece sono quasi tutti dei matti veri.

Stefano Benni

giovedì 7 gennaio 2010

bestemmie

Lo so, è un problema mio. Però che posso farci se trovo Eric Clapton, John Mayall e tutti i bluesmen bianchi terribilmente noiosi? Anzi, più che noiosi: li trovo mosci, rileccati, pura tecnica senz'anima (a meno che non si voglia scambiare l'anima con i decibel). Borghesi, se posso usare un termine fuori moda.
C'è chi trova il blues arcaico rozzo e poco sofisticato, ma per me tutto Clapton non vale trenta secondi di Son House...


http://www.youtube.com/watch?v=MDCNbacVt5w

... e darei volentieri tutta la discografia dei Cream in cambio di cinque minuti di Charley Patton.


http://www.youtube.com/watch?v=mEcJ0bPaqGU

Lo so che a molti queste sembreranno bestemmie, ma in fondo il mondo è bello perché è vario.
Sarà che penso lo stesso anche della maggior parte del rock: per quel che mi riguarda, Hendrix si mangia in un sol boccone tutti gli schitarratori bianchi di questo mondo, e Ray Charles e James Brown fanno polpette di Joe Cocker e persino (bestemmia delle bestemmie) di Janis Joplin.
Forse aveva ragione il vecchio Pino Daniele (quello vero intendo, non il pupazzetto afono che ha preso il suo posto negli ultimi 15 anni). I napoletani, e tutti noi meridionali, siamo "neri a metà"...


http://www.youtube.com/watch?v=L57YvUvYOds

mercoledì 13 maggio 2009

beatles 2 - nothing is real


Questo l'ho trovato per caso, girovagando su YouTube.
La canzone è "Something" di George Harrison, che com'è noto è su "Abbey Road", l'ultimo vero disco dei Beatles, dato che "Let It Be" uscì dopo ma fu realizzato in sessioni precedenti e pubblicato con pesanti interventi di Phil Spector in post-produzione.
E' noto anche che quando fu inciso "Abbey Road" i Beatles non si parlavano quasi più: John era perso nei suoi deliri lisergici, George nei suoi viaggi indiani. Paul era l'unico che si impegnò sul serio nel progetto, e il povero Ringo immagino abbia fatto da parafulmine per tutto ciò. Gran parte del disco fu inciso in tracce separate e poi sovrapposte, e i quattro si ritrovarono insieme solo un paio di volte. Eppure è il loro estremo capolavoro.
Ma di tutto ciò nel video non c'è ombra.
Ci sono solo loro quattro con le rispettive donne, in mezzo ai campi. C'è John con gli occhi spiritati insieme a Yoko Ono che pare un guerriero di Gengis Khan, ci sono Paul e Ringo barbutissimi (di Ringo in pratica esce fuori solo il naso) con gentili signore, entrambe bruttine a dire il vero, c'è George con un look nazareno e la moglie Pattie che è la più carina delle quattro e sembra un elfo di porcellana.
L'atmosfera è molto Flower Power, e la canzone ovviamente è stupenda.
Godetevela.

martedì 5 maggio 2009

beatles 1 - schegge

Si potrebbero dire un sacco di cose su queste due canzoni.
Ad esempio ci si potrebbe chiedere chi fosse la ragazza che mandò John in bianco e dove lui abbia acceso quel focherello finale con il legno norvegese (in un camino? o in tutto l'appartamento?),
oppure si potrebbe parlare del sitar di George che si affaccia timidamente sulla scena della popular music.
Oppure si potrebbe dire di quella volta che i Fab Four, insieme ai Byrds e a Peter Fonda e a un bel po' di ragazze non meglio identificate, si fecero un trip di acidi nella loro villa di Beverly Hills, poi si misero a chiacchierare in una enorme vasca da bagno vuota e Fonda cominciò a raccontare di quando da piccolo era stato sul punto di morire per un colpo di pistola e disse che lui “sapeva che cosa vuol dire essere morto”, e John si spaventò a morte e gli disse di piantarla e per esorcizzare la paura ci scrisse sopra la canzone. O ancora si potrebbe parlare del drumming ipercinetico del sempre vituperato Ringo Starr.
Ma in fondo che importa? Meglio presentarle così, come piccole schegge di purissimo cristallo, immacolati gioiellini pop.
(Cliccare sui titoli per ascoltare le canzoni)

* * *

Legno norvegese

Una volta ebbi una ragazza,
o dovrei dire che una volta lei ebbe me.
Mi mostrò la sua camera:
buono, vero? Legno norvegese.

Mi chiese di restare
e mi disse di sedermi da qualche parte,
quindi mi guardai intorno
e notai che non c'era una sedia.

Sedetti sopra un tappeto,
mi presi il mio tempo, bevetti del vino.
Parlammo fino alle due
poi lei disse: è tempo di andare a letto.

Mi disse che la mattina lavorava
e cominciò a ridere.
Le dissi che io no
e me ne andai a dormire in bagno.

E quando mi svegliai
ero solo, l'uccellino era volato via.
Perciò accesi un fuoco.
Buono, vero? Legno norvegese.

* * *

Lei disse lei disse

Lei disse: lo so com'è essere morti
lo so che cos'è essere tristi.
Mi fa sentire come se non fossi mai nato.

Io dissi: chi ti ha messo queste cose in testa?
Cose che mi fanno sentire matto
e mi fai sentire come se non fossi mai nato.

Lei disse: non capisci che cosa ho detto
io dissi: no, no, no, ti sbagli.
Quando ero ragazzo
tutto era a posto.

Io dissi: anche se tu sai quel che sai
io so che sono pronto ad andarmene
perché mi fai sentire come se non fossi mai nato.

Lei disse: non capisci che cosa ho detto
io dissi: no, no, no, ti sbagli.
Quando ero ragazzo
tutto era a posto.

Io dissi: anche se tu sai quel che sai
io so che sono pronto ad andarmene
perché mi fai sentire come se non fossi mai nato.

Lei disse (lei disse)
lo so com'è essere morti (lo so com'è essere morti)...