domenica 21 dicembre 2014

un disinvolto piacere

Senza un disinvolto piacere
ti accorgi che il corpo
ha un’altra lingua
e che ogni parola
è un inverno teso.
Ciò che cova la magnolia
è lo stormo in attesa
di cibo, e tutta la luce
che in un giorno sorpassa
predatori e prede.
Tu non dirmi “col tempo”,
non ho avuto, non ho dato,
confluenze e scarti
ci hanno pagato ogni incontro.
La tua esperienza e i miei occhi
sono un proiettile nel tempo.
(Maria Borio)

sabato 20 dicembre 2014

tahina spectabilis

I
used to
think love was
like that tree that blooms
just once, spectacularly, one
shoot sprouting out the top, branching like a Christmas tree,
each limb covered with tiny white flowers that ooze sweet
nectar. And the effort to fruit
and flower depletes
the tree so
much it
dies.

Moira Egan (Baltimora, 1962), da Botanica arcana (Pequod, 2014)
Tahina spectabilis
Io
una volta
pensavo l’amore
fosse la pianta che fiorisce
un’unica volta, teatralmente, un
germoglio che spunta dalla cima, si apre come un albero di Natale,
ogni ramo rivestito da minuscoli fiori bianchi che trasudano
nettare. E lo sforzo di frutto
e fiore svuota tanto
la pianta che
ne muo-
re.
(Traduzione di Damiano Abeni)

venerdì 19 dicembre 2014

dicembre

Viene mio padre e pota
le rose del giardino - con il dito
gli mostro la ferita che si è fatto
sulla mano. Lui mi dice
del cambio di stagione, io già penso
a quando lo toccavo senza
che servisse una ragione.
(Silvia Vecchini)


giovedì 18 dicembre 2014

tutto tuo

"E se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo, e se sarai accompagnato da un solo compagno, sarai mezzo tuo, e tanto meno quanto sarà maggiore la indiscrezione della sua pratica. E se sarai con piú, cadrai di piú in simile inconveniente; e se tu volessi dire: io farò a mio modo, io mi ritrarrò in parte per poter meglio speculare le forme delle cose naturali, dico questo potersi mal fare perché non potresti fare che spesso non prestassi orecchio alle loro ciancie. E non si può servire a due signori; tu faresti male l’ufficio del compagno e peggio l’effetto della speculazione dell’arte. E se tu dirai: io mi trarrò tanto in parte, che le loro parole non perverranno e non mi daranno impaccio, io in questo ti dico che saresti tenuto matto, ma vedi che cosí facendo tu saresti pur solo?"

(Leonardo da Vinci, "Trattato della pittura" - Parte II, 48: Della vita del pittore nel suo studio)

mercoledì 17 dicembre 2014

lampi - 265



Ecco, quando le foto dei tuoi sedici o diciotto anni cominciano ad apparirti come una festa a tema, allora è il segno che la tua adolescenza appartiene definitivamente a un'altra epoca.

martedì 16 dicembre 2014

lampi - 264



Fermo al semaforo, cadere con gli occhi sul manifesto funebre della Sig.ra Pia Bellezza.
This world is such a funny place.

lunedì 15 dicembre 2014

uscite recenti

I miei ventiquattro lettori sanno che, fra tutti i miei moltepllici avatar (insegnante, critico musicale, papà, scribacchino), ce n'è uno che su questo blog emerge di rado; anche perché ormai si fa sempre più evanescente, e prima o poi finirà per svanire del tutto: quello di ricercatore universitario.
Comunque, volevo segnalare tre cosette uscite negli ultimi mesi. Non perché io ritenga che possano interessare qualcuno (anzi, sono di un tecnicismo talmente esasperato che il pubblico potenziale è forse persino più ristretto di quello del blog stesso), ma perché rappresentano per me il risultato di un percorso durato almeno un paio d'anni, o forse anche più, e che oramai sta per giungere serenamente alla sua fine naturale.

La prima è uscita ad agosto: un numero monografico della rivista Social Semiotics, curato con la collega Daniela Veronesi dell'Università di Bolzano. Si intitola Doing (things with) sounds: Music as a site of social semiosis ed è dedicato ai rapporti fra musica e analisi del discorso. Il mio contributo è intitolato "They might read a fly speck: musical literacy as a discursive resource in Louis Armstrong's autobiographies" e tratta dell'uso di alcuni stereotipi razziali nelle autobiografie di Louis Armstrong.
La seconda è un capitolo in un volume collettaneo dell'editore Benjamins, dall'astruso titolo Embodying epistemicity. Negotiating (un)certainty through semiotic objects. Vi assicuro che un senso ce l'ha, anche se sarebbe lungo spiegarlo.
Il terzo è fresco fresco, pubblicato online l'altroieri e ancora in attesa di stampa: un altro numero monografico, stavolta della rivista The Interpreter and Translator Trainer, intitolato Dialogue Interpreting in practice: bridging the gap between empirical research and interpreter education e centrato sull'applicazione al training degli interpreti dialogici di dati e acquisizioni della ricerca empirica sul campo. Ci tengo particolarmente, perché la co-curatrice non è solo una collega, ma anche una delle mie più care amiche.

Se per caso a qualche masochista interessasse qualcosa, me lo faccia pure sapere.