domenica 7 dicembre 2014
cronache familiari: scrambled egg
"Papà, io voglio restare per sempre piccolo, così mi puoi strapazzare!"
sabato 6 dicembre 2014
dive e donne
GENIO - Quale delle due cose stimi che sia più dolce: vedere la donna amata, o pensarne?
TASSO - Non so. Certo che quando mi era presente, ella mi pareva una donna; lontana, mi pareva e mi pare una dea.
GENIO - Coteste dee sono così benigne, che quando alcuno vi si accosta, in un tratto ripiegano la loro divinità, si spiccano i raggi d'attorno, e se li pongono in tasca, per non abbagliare il mortale che si fa innanzi.
TASSO - Tu dici il vero pur troppo. Ma non ti pare egli cotesto un gran peccato delle donne; che alla prova, elle ci riescano così diverse da quelle che noi le immaginavamo?
GENIO - Io non so vedere che colpa s'abbiano in questo, d'esser fatte di carne e sangue, piuttosto che di ambrosia e di nettare. Qual cosa al mondo ha pure un'ombra o una millesima parte della perfezione che voi pensate che abbia a essere delle donne? E anche mi pare strano, che non facendovi maraviglia che gli uomini sieno uomini, cioè creature poco lodevoli e poco amabili; non sappiate poi comprendere come accada, che le donne in fatti non sieno angeli.
TASSO - Non so. Certo che quando mi era presente, ella mi pareva una donna; lontana, mi pareva e mi pare una dea.
GENIO - Coteste dee sono così benigne, che quando alcuno vi si accosta, in un tratto ripiegano la loro divinità, si spiccano i raggi d'attorno, e se li pongono in tasca, per non abbagliare il mortale che si fa innanzi.
TASSO - Tu dici il vero pur troppo. Ma non ti pare egli cotesto un gran peccato delle donne; che alla prova, elle ci riescano così diverse da quelle che noi le immaginavamo?
GENIO - Io non so vedere che colpa s'abbiano in questo, d'esser fatte di carne e sangue, piuttosto che di ambrosia e di nettare. Qual cosa al mondo ha pure un'ombra o una millesima parte della perfezione che voi pensate che abbia a essere delle donne? E anche mi pare strano, che non facendovi maraviglia che gli uomini sieno uomini, cioè creature poco lodevoli e poco amabili; non sappiate poi comprendere come accada, che le donne in fatti non sieno angeli.
(Giacomo Leopardi, "Dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare")
venerdì 5 dicembre 2014
vanitas
“Hai dipinto una donna nuda perché ti piaceva guardarla, le hai messo uno specchio in mano e hai chiamato il quadro 'Vanità', e così hai condannato moralmente la donna la cui nudità hai dipinto per il tuo personale piacere."
(John Berger, "Ways of Seeing")
giovedì 4 dicembre 2014
par na ultima òlta
trar tel fogo arte vèci
par no èser rivadi
a ciaparghe la òlta al tènp
l’è cofà scanzelar par rabia
e po’ ciamarse grami
par oler ben
i screcoléa, i scròca
ma no rivarà, nò, forèsti:
l’é fursi àneme che lontan le ciama
o che in tra de lore le se ciama
par na ultima òlta
fa par colpi de tos
cusì l’è n’antra mòrt
che se dà col gòs sgonfi
de ’n oler ben perdest
e s-céṡene del cor i crèpa i lenċ
par senċ de fun che i se pèrz, i se scònz
in tra stele forèste
par no èser rivadi
a ciaparghe la òlta al tènp
l’è cofà scanzelar par rabia
e po’ ciamarse grami
par oler ben
i screcoléa, i scròca
ma no rivarà, nò, forèsti:
l’é fursi àneme che lontan le ciama
o che in tra de lore le se ciama
par na ultima òlta
fa par colpi de tos
cusì l’è n’antra mòrt
che se dà col gòs sgonfi
de ’n oler ben perdest
e s-céṡene del cor i crèpa i lenċ
par senċ de fun che i se pèrz, i se scònz
in tra stele forèste
Luciano Cecchinel (Lago, 1947), da Sanjut de stran, (‘Singhiozzo di strame’, Marsilio, 2012)
per
un’ultima volta buttare nel fuoco utensìli vecchi / per non essere
riusciti / ad aggirare il tempo / è come cancellare per rabbia / e poi
chiamarsi grami / per amore // crepitano, crocchiano / ma non
arriveranno, no, forastici: / sono forse anime che da lontano ci
chiamano / o che tra loro si chiamano / per un’ultima volta / come per
colpi di tosse // così è un’altra morte / che si dà con il gozzo gonfio /
di un amore perduto / e schegge del cuore si crepano i legni / per
segni di fumo che si perdono, si nascondono, / tra stelle estranee
mercoledì 3 dicembre 2014
quaestio de ideis
Vedi io proprio non riesco
a pensarti lontana – mi rifiuto
di cedere all'evidenza.
Perché (mi dico) credere ai fatti
se posso credere al respiro
alla forma delle mani
alla tua voce che risuona
più vicina del sangue?
a pensarti lontana – mi rifiuto
di cedere all'evidenza.
Perché (mi dico) credere ai fatti
se posso credere al respiro
alla forma delle mani
alla tua voce che risuona
più vicina del sangue?
martedì 2 dicembre 2014
a memo from Geneva
le cose davvero importanti
vengono sempre pronunciate
nel bel mezzo di una conversazione
quando il tempo del coffee break
è agli sgoccioli – cose
come ad esempio Non perdiamoci
di vista oppure
Sei matto come farei
io senza di te?
Le grandi lettere invece
rimangono bozze svaniscono
nelle memorie elettroniche
fino al prossimo abbraccio al prossimo
ingorgo di sillabe in fuga.
nell'immagine, un disegno mio: "Ritratto di Elena"
(pennarelli, ottobre 2014)
(pennarelli, ottobre 2014)
lunedì 1 dicembre 2014
il fuoco, la furia, l'ingiustizia (una poesia di Juan Gelman)
Inverno
Dopo aver amato,
il tuo ventre illumina ancora l’oscurità, la stanchezza
la notte rifugiata nella stanza.
Il silenzio ha tremato per noi
come i piedi scalzi di quest’inverno di poveri,
rimangono ancora tra le tue braccia volti d’amore abbandonati,
dopo aver amato
regrediamo al fuoco, alla furia, all’ingiustizia.
Nella città che geme come pazza
l’amore conta pian piano
gli uccelli morti contro il freddo,
le carceri, i baci, la solitudine, i giorni
che mancano per la rivoluzione.
Dopo aver amato,
il tuo ventre illumina ancora l’oscurità, la stanchezza
la notte rifugiata nella stanza.
Il silenzio ha tremato per noi
come i piedi scalzi di quest’inverno di poveri,
rimangono ancora tra le tue braccia volti d’amore abbandonati,
dopo aver amato
regrediamo al fuoco, alla furia, all’ingiustizia.
Nella città che geme come pazza
l’amore conta pian piano
gli uccelli morti contro il freddo,
le carceri, i baci, la solitudine, i giorni
che mancano per la rivoluzione.
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