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domenica 18 settembre 2011

se questa donna non ha ancora ottenuto una cattedra di filosofia morale...

... è perché in Italia impera il funesto moralismo cattocomunista.
Ascoltate e imparate, brutti loffi che non siete altro.



“Gianpaolo Tarantini era un imprenditore di grande successo. Tutti lo vedevano come un mito, come uno che era riuscito ad ottenere il successo ed arrivare all'apice”.

“Tutti quelli che lo calpestano è perché sono invidiosi, non potranno mai vivere un giorno da Tarantini”.

“È tutto mosso dall'invidia, anche verso Berlusconi”.

“Se vai in strada e chiedi a una donna se vuole andare da Silvio: ma ci va a piedi. Correndo anche, eh? Poi, se sei una bella donna e ti vuoi vendere, lo devi poter fare, perché anche la bellezza, anzi soprattutto la bellezza, come dice Sgarbi, è un valore. Se tu sei racchia e fai schifo, te ne devi stare a casa, perché la bellezza è un valore che non tutti hanno e viene pagato, come la bravura di un medico. È così […] Se non lo capisci, allora stai a casa. Ma non mi rompere i coglioni”.

“Se un imprenditore non usa le donne, userà le mazzette. Ma che vuol dire? Quando sei onesto, non fai un grande business, rimani nel piccolo. Purtroppo è così. Se vuoi aumentare i numeri, devi rischiare il tuo culo. È così, è la legge del mercato. Più vuoi arrivare in alto, più devi passare sui cadaveri. È così, ed è giusto che sia così. Però qui non viene capito, perché c'è un'idea cattolica, c'è un idea morale. È quello che mi fa incazzare: l'idea moralista della sinistra. Che tutti devono guadagnare duemila euro al mese, che tutti devono avere diritto... No, no, no. Qui la legge è di chi più forte, di chi è leone. Se tu sei pecora, rimani a casa con duemila euro al mese. Se invece vuoi essere leone, ti devi mettere sul campo e ti devi vendere tua madre. Mi dispiace, ma è così”.

“A sinistra è peggio, perché sono loffi e non pagano. A destra, almeno, sono più alla grande”.

“Vai lì davanti all'imperatore […], ti metti addosso delle cose importanti, e lui apprezza perché è un esteta. Invece se vai da Frisullo, ti metti la collanina del cinese”.



domenica 13 febbraio 2011

già: quando?


Iniziativa nobile, condivisibilissima. Multo laudabilis, come diceva un prete di mia conoscenza.
Però non ho firmato l'appello.
Non perché non sia d'accordo. Sono il primo ad essere stanco della mignottocrazia, delle battute fallocratiche, dell'esibizionismo machista di Colui-che-sappiamo. Io, poi, ho anche una bambina, e l'ultima cosa che mi auguro per lei è di finire a far da odalisca per un vecchio satrapo, al pari delle varie Ruby, Noemi, Mara o Nicole (a proposito, ma ce n'è una con un nome da essere umano?).
Ma non ho firmato, e i perché sono tanti.
Perché, come dopo tutte le manifestazioni, ognuno resterà della propria opinione: chi è contro di Lui resterà contro di Lui, chi è per Lui crederà alla versione data da Lui (a grandi linee: iniziativa pretestuosa della Sinistra che vuole sovvertire il voto popolare, gli Italiani sono con me).
Perché, per male che possa fare il sentirselo dire, gli Italiani sono davvero con Lui. Forse gli italiani sono come Lui.
Perché, manifestazioni o non manifestazioni, zoccolette pronte ad accorrere per soddisfarlo ce ne saranno sempre.
Perché, anche ammesso che Lui cada, o lasci, qual è l'alternativa? A sinistra, taccio per carità di patria; a destra, c'è Fini, ed è tutto dire; al centro, come sempre, governa la forza di gravità e confluisce la merda.
Ma soprattutto perché più passa il tempo, più mi convinco che Berlusconi sia molto meno la causa che non la conseguenza di quel che oggi ci succede intorno. Perché, se c'è un evento che condivido con la mia generazione, è il funerale della Speranza. Non la speranza, proprio la Speranza, quella con la S maiuscola, insomma l'Utopia, il Grande Cambiamento, o come volete chiamarlo.
Quando dico "la mia generazione", parlo di coloro che oggi sono tra la fine dei venti e l'inizio dei quarant'anni; quelli nati tra l'ultimo scorcio degli anni Sessanta e i primissimi anni Ottanta (io sono esattamente nel mezzo: 1975).
Odio parlare al plurale, ma per una volta consentitemi di farlo.
Noi conserviamo tra le nostre prime memorie i cartoni giapponesi.
Noi abbiamo cominciato a prendere coscienza dell'Eterno Femminino grazie a Edvige Fenech, Gloria Guida, Lamu, Occhi di Gatto, Colpo Grosso, Drive In e i cataloghi della biancheria intima di Postalmarket.
Noi eravamo tra l'infanzia e la prima adolescenza quando sono comparsi in casa dei grossi e goffi scatoloni che abbiamo imparato a chiamare “personal computer”.
Noi abbiamo acquisito una coscienza politica tra gli ultimi sinistri bagliori della Prima Repubblica e conserviamo un flebile ricordo di nomi che oggi sanno di preistoria: Dc, Psi, Pli, Pci, Cigiellecisleuìl, Craxi, Occhetto, De Mita, Pentapartito, Forlani, Gava, Goria, Spadolini.
Noi eravamo adolescenti, o poco più, quando abbiamo visto crollare muri, bandiere, statue, abbiamo guardato in TV statisti poco prima potenti e osannati e ora bersagliati da insulti e monetine, bombe sulle autostrade, guerre sull'altra sponda del mare; abbiamo visto tramontare per sempre un simbolo glorioso e infame, e lasciare al suo posto un deserto che nessuno ha ancora popolato.
Noi abbiamo accolto i primi modem, macchine fracassone, tardigrade, l'avanguardia del futuro.
Noi abbiamo sentito parlare di Mani Pulite, di Seconda Repubblica, di fine della Storia. E si è visto come è andata a finire.
Noi abbiamo assistito agli anni Novanta: la discesa nel Maelstrom, la morte cruenta di tutto quanto di buono e di cattivo aveva prodotto il Novecento.
Noi abbiamo imparato dall'esperienza dei nostri padri e dei nostri nonni: e ci siamo abituati, forse per la prima volta, a pensare che saremmo stati peggio di loro; a non pensare al futuro, perché un futuro non c'era, e se anche c'era era meglio non vederlo.
Noi abbiamo un autoritratto, ed è questo:


http://www.youtube.com/watch?v=_RFOdJmBlz8

domenica 23 gennaio 2011

l'état c'est lui


"Oggi come oggi, la difesa di Silvio Berlusconi coincide con la difesa della libertà di tutti gli italiani".
(Daniele "Sopracciglio" Capezzone, al TG1 delle 13,30 di oggi)

ortogonalità variabili



http://www.youtube.com/watch?v=r-mXfxdYn_o


"Le donne italiane devono avere, come sono certa che già avranno, la percezione che per Silvio Berlusconi le donne sono solo in posizione orizzontale, mai verticale".
(Daniela Santanché, 2008)

venerdì 21 gennaio 2011

un brano d'attualità


http://www.youtube.com/watch?v=fXPLZ9wpimA


Mi piaccion le sbarbine
Mi piaccion le sbarbine
Mi piaccion le sbarbine

Non posso farci niente
(mi piaccion le sbarbine)
Mi sento un deficiente
(yeah yeah yeah)
Lo so che non conviene
(mi piaccion le sbarbine)
Ma poi chi si trattiene
(mi piaccion le sbarbine)

Quelle alte un metro e ottanta
(yeah yeah yeah)
Quelle basse uno e cinquanta
(mi piaccion le sbarbine)
Non esiste divisione
(no no no)
Quel che conta è il calore
(mi piaccion le sbarbine)

Le sbarbine sono bionde
Le sbarbine sono more
Le sbarbine sono tante
Le sbarbine in amore

Mi piaccion le sbarbine
(yeah yeah yeah)
Anche se mi fan soffire
(mi piaccion le sbarbine)
Non ci ho mai niente da dire
(mi piaccion le sbarbine)
Quel che voglio è solo amore
(yeah yeah yeah)

Sono un tipo senza storia
(mi piaccion le sbarbine)
Mi han fregato la memoria
(mi piaccion le sbarbine)
Ma l'amore di una sbarba
(yeah yeah yeah)
Mi fa andare giù di testa
(mi piaccion le sbarbine)

Le sbarbine sono bionde
Le sbarbine sono more
Le sbarbine sono tante
Le sbarbine in amore

Le sbarbine sono carine
(mi piaccion le sbarbine)
Le sbarbine ci hanno gli occhi
(yeah yeah yeah)
Le sbarbine con i tacchi
(mi piaccion le sbarbine)
Che mi mandano nei matti
(mi piaccion le sbarbine)

Mi piaccion le sbarbine
(yeah yeah yes)
Lo so che non conviene
(no no no)
Mi piaccion le sbarbine
(mi piaccion le sbarbine)
Io voglio starci insieme
(mi piaccion le sbarbine)

Le sbarbine sono bionde
Le sbarbine sono more
Le sbarbine sono tante
Le sbarbine in amore

Yes....

modernizzare, modernizzare


I tempi cambiano, l'import-export si adegua.
Dovremmo prendere tutti esempio dal Marocco.

giovedì 26 novembre 2009

e anche quest'altro è andato...

(clicca sul titolo per leggere l'articolo).


Non commento, ma mi limito a rimandare a questo commento di Giulio Mozzi, che esprime benissimo il mio pensiero.

lunedì 22 giugno 2009

ancora lui


Sì, lui: KoSSiga. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.
Sul Corriere della Sera di oggi, il "Presidente emerito della Repubblica" (così si firma) interviene nella vicenda delle escort (leggi: mignotte d'alto bordo) pagate da Papi-Silvio.
E lo fa con una lettera aperta, nella quale, con l'abituale lucidità e autorevolezza, elargisce paterni consigli all'Hugh Hefner di Arcore.
Vi lascio il piacere di gustarveli, sottolineo solo quelli che mi son piaciuti di più:
- "Non chiedere scusa a nessuno, nemmeno agli italiani", che nella sua tracotanza fascistoide si commenta da solo.
- "I Kennedy erano puttanieri peggio di te e hanno zone d'ombra che la giustizia americana non ha mai indagato". Della serie: "e che, loro sì e tu no?";
- "Vendi Villa Certosa perché è troppo espugnabile". In parole povere: tromba in luogo più sicuro.