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domenica 2 settembre 2012

pensanti e non pensanti


 "Dal punto di vista della metodologia dell’incontro, la differenza da marcare non sarà tanto quella tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti [...]. La sfida pastorale che ne deriva è allora quella di ascoltare le domande vere del pensiero davanti al mistero dell’esistenza, ponendosi insieme, credenti e non credenti pensosi, a capire ciascuno le ragioni dell’altro. Per chi crede ciò potrà significare una purificazione delle motivazioni dell’atto di fede e al tempo stesso una nuova possibilità di proporle a chi non crede con la fedeltà del testimone e il rispetto del compagno di strada, che si riconosce nell’altro e scopre l’altro in sé." 
(Carlo Maria Martini - da qui)

"Chi non crede rifiuta Dio, ma Dio è amore, quindi non credere in Dio significa non essere capaci di amore".
(padre A.C., durante il corso di preparazione al matrimonio)

venerdì 17 febbraio 2012

customized Jesus


Se c'è una cosa che mi piace della religione cattolica moderna è la sua possibilità di customizzazione. Nessuno, io per primo, vorrebbe una religione antiquata come quella professata in molti paesi del medio oriente, o qualche altra roba che implichi dedizione e sacrifici e rigidità. Insomma, siamo nel 2012, l'anno del contatto, non è che possiamo continuare a interpretare le parole di Dio come nel medioevo.
La religione cattolica è fatta per essere customizzata. Nasce così, in quella forma adatta, modulare. Uno dei comandamenti più interessanti, per esempio, è quello che dice "Non nominare il nome di Dio invano".
Questo è uno dei primi esempi di customizzazione religiosa di alto livello, in altre parole una trasformazione del senso di un dettato religioso ai fini di una sua migliore e più efficace utilizzazione in ambito moderno messa in atto non dalla base ma dall'elite religiosa stessa. (Potete respirare).


Dal blog di quel genio di Gipi. Irriverente, politicamente scorrettissimo: insomma, esilarante.
Clicca qui per continuare a leggere.

venerdì 15 aprile 2011

bocca mia statte zzitta


- La maestra ha detto che noi a Gesù gli dobbiamo dire: "scusa!".
- E perché?
- Perché lo abbiamo messo in croce.