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Dal punto di vista della metodologia dell’incontro, la
differenza da marcare non sarà tanto quella tra credenti e non credenti,
ma tra pensanti e non pensanti [...]. La sfida pastorale che ne deriva è allora quella di ascoltare le domande vere del pensiero davanti al mistero dell’esistenza, ponendosi insieme, credenti e non credenti pensosi, a capire ciascuno le ragioni dell’altro. Per chi crede ciò potrà significare una purificazione delle motivazioni dell’atto di fede e al tempo stesso una nuova possibilità di proporle a chi non crede con la fedeltà del testimone e il rispetto del compagno di strada, che si riconosce nell’altro e scopre l’altro in sé."
(Carlo Maria Martini - da
qui)
"Chi non crede rifiuta Dio, ma Dio è amore, quindi non credere in Dio significa non essere capaci di amore".
(padre A.C., durante il corso di preparazione al matrimonio)