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giovedì 13 febbraio 2014

blue valentine



Sul blog di Alessandro Canzian, un'antologia di poesie d'amore.
Ci sono anche due testi miei.

giovedì 1 marzo 2012

la notte canta nuda



Serenata


Lungo le rive del fiume
la notte si sta bagnando
e nei seni di Lolita
muoiono d'amore i rami.

Muoiono d'amore i rami.

La notta canta nuda
sopra i ponti di marzo.
Lolita si lava il corpo
con acqua salmastra e nardo.

Muoiono d'amore i rami.

La notte d'anice e argento
risplende sui tetti.
Argento di rivi e specchi,
anice delle tue cosce bianche.

Muoiono d'amore i rami.

Federico Garcia Lorca, Canciones (1921-1924)

martedì 14 febbraio 2012

a scary valentine


Questa ragazza si sottrae ad ogni gesto
ed è cieca ai miei inganni, né può
scorgere il filo del mio parlare,
né inciamparvi. Attraversa ogni trama
senza nemmeno sapere a cosa si sottrae,
o forse proprio questo incurante sostare
le dona prodigiosa incolumità. Così,
mi sento quasi una terra abbandonata,
su cui di sera quietamente passeggiano
uomini ed animali; e questa donna
cresce dentro di me, dolorosa
come un uccello vivo nel torace.
Paziente dovrò aspettare
la lenta espunzione di questo corpo estraneo,
che varcando l’orizzonte dei sensi
lascerà di sé solo
la sottile firma d'una cicatrice.

Valerio Magrelli (da "Ora serrata retinae")

lunedì 28 marzo 2011

la géante


Du temps que la Nature en sa verve puissante
concevait chaque jour des enfants monstreux,

j'eusse aimé vivre auprès d'une jeune géante,

comme aux pieds d'une reine un chat volupteux.


J'eusse aimé voir son corps fleurir avec son âme

et grandir librement dans ses terribles jeux;

deviner si son cœur couve une sombre flamme

aux humides brouillards qui nagent dans ses yeux;


parcourir à loisir ses magnifiques formes;

ramper sur le versant de ses genoux ènormes,

et parfois en été, quand les soleils malsains,


lasse, la font s'étendre à travers la campagne,

dormir nonchalamment à l'ombre de ses seins,

comme un hameau paisible au pied d'une montagne


Charles Baudelaire


* * *

Nel tempo che la Natura con estro possente
ogni giorno concepiva una prole mostruosa,
avrei voluto vivere presso una giovane gigantessa
come un gatto voluttuoso ai piedi di una regina.

Vedere il suo corpo con la sua anima fiorire,
crescere libero in giochi terribili;
divinare se una scura fiamma covi nel suo cuore
dall'umida caligine che naviga i suoi occhi;

percorrere a mio piacere le sue forme stupende,
scalare i versanti delle sue enormi ginocchia,
e a volte in estate, quando soli malsani

la stendono stremata attraverso la campagna,
dormire pigramente all'ombra dei suoi seni,
come un quieto villaggio ai piedi di una montagna.

domenica 14 febbraio 2010

valentine #2



Una poesia del poeta rumeno-francese Gherasim Luca (1913-1994).
La riprendo da qui (dove si può anche leggere l’originale e ascoltare la voce dell'autore che la recita).



Il suo corpo leggero
è la fine del mondo?
È un errore
è una delizia che scivola
tra le mie labbra
vicino al ghiaccio
ma l’altro pensava:
non è che una colomba che respira
comunque sia
là dove io sono
avviene qualcosa
in una posizione delimitata dalla tempesta

Vicino al ghiaccio è un errore
là dove io sono non è che una colomba
ma l’altro pensava:
avviene qualcosa
in una posizione delimitata
scivolando tra le mie labbra
è la fine del mondo?
È una delizia comunque sia
il suo corpo leggero respira con la tempesta

In una posizione delimitata
vicino al ghiaccio che respira
il suo corpo leggero che scivola tra le mie labbra
è la fine del mondo?
ma l’altro pensava: è una delizia
avviene qualcosa comunque sia
per la tempesta è soltanto una colomba
là dove io sono è un errore

È la fine del mondo che respira
il suo corpo leggero? ma l’altro pensava:
là dove io sono vicino al ghiaccio
è una delizia in una posizione delimitata
comunque sia è un errore
avviene qualcosa per la tempesta
non è che una colomba
che scivola fra le mie labbra

Non è che una colomba
in una posizione delimitata
là dove io sono con la tempesta
ma l’altro pensava:
chi respira vicino al ghiaccio?
è la fine del mondo?
comunque sia è una delizia
avviene qualcosa
è un errore
che scivola fra le mie labbra
il suo corpo leggero

da La Fin Du Monde, in “Paralipomènes”, Paris, 1969
[traduzione di orsola puecher]

Un altro testo dello stesso autore si può leggere qui.

Gherasim Luca nasce a Bucarest nel 1913, da una famiglia ebrea liberale. Scampato al nazismo grazie ad anni di clandestinità, è arrestato dai comunisti nel 1947. La sua unica possibilità di uscire dalla Romania è chiedere un visto per il neonato Israele. Lo ottiene nel 1952. In Israele, per sfuggire alla leva militare obbligatoria, sopravvive alcuni mesi nascosto in una grotta senza mai uscirne – si faceva luce con uno specchio con cui catturava i raggi del sole. Dopodiché riesce a partire per la Francia, dove vivrà da apolide per il resto della sua vita. Verso la fine degli anni Ottanta, una procedura burocratica legata all’assegnazione delle case popolari lo costringe ad assumere la cittadinanza francese. Vedendo in questo gesto una risorgenza delle antiche vessazioni, nonché di comportamenti razzisti ed antisemiti, la notte del 9 febbraio 1994 si getta nella Senna. Nella sua ultima lettera, dice di voler abbandonare “un mondo in cui non c’è più posto per i poeti”.
(biografia redatta da Andrea Raos)

valentine #1


NUOVA STAGIONE

La mia donna ha raccolto
tutte le foglie,
si è avvolta le mani nei riccioli,
è andata nei boschi
dove io le ho insegnato
il linguaggio di queste foglie di bosco,
e i rossi alberi di prugno.
È un compendio
di me che prendo queste foglie con fame;
è un amore che lei capisce.
Dal mio odore di legno
ha cosparso la sua pelle color d’uvetta
ed è tornata
addolcita in musica brillante:
Il suo canto è la nostra nuova stagione.

per Shirl

* * *

NEW SEASON

My woman has picked
all the leaves,
rolled her hands into locks,

gone into the woods

where I have taught her

the language of these wood leaves,

and the red sand plum trees.

It is a digest

of my taking these leaves with hunger;
it is love she understands.

From my own wooden smell
she has shed her raisin skin
and come back
sweetened into brilliant music:

Her song is our new season.
for Shirl