Se .....e quando avverrà ..............il crollo non farà rumore nemmeno i più attenti potranno sentirlo
può darsi anzi che tutto sia già ..................................................spianato e che noi stiamo calpestando macerie calce viva
può darsi sia questa la ragione non spifferi non l'inverno che sta per calare la mannaia magari .............fosse così basterebbero i rimedi della nonna i rotoli di stoffa accumulati contro le fessure
la realtà è che la buriana non conosce più ostacoli ciò che ti percuote è proprio il fronte freddo la primissima onda d'urto
però tutto avverrà in perfetto silenzio ricordalo tutto avverrà in silenzio in silenzio le nostre mani cederanno il passo all'aria in silenzio copriremo la terra
a piedi nudi verranno ad osservarci prima di sciogliere il cerchio
Non intendo giustificare, voglio capire. C'è un dato inedito nella condizione giovanile ed è la spoliazione del futuro. In Italia i giovani sono la "generazione del lavoro mai", come per i condannati all'ergastolo, per sempre precari. [...] Questa è una generazione che ha una repulsione spontanea verso il Potere che ha prodotto l'esecuzione sommaria di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi. Come se i giovani fossero vuoti a perdere. Ecco, la politica deve dare risposte a questo passaggio d'epoca.
Nichi Vendola, su Repubblica di oggi (l'intervista intera qui)
Ridammi indietro la mia notte infranta la mia camera di specchi la mia vita segreta ci si sente soli qui non c'è rimasto più nessuno da torturare
Dammi il controllo assoluto su ogni anima vivente e sdraiati accanto a me tesoro è un ordine
Dammi crack e sesso anale prendi l'ultimo albero rimasto e infilatelo su per il buco nella tua cultura
Ridammi indietro il muro di Berlino dammi Stalin e San Paolo ho visto il futuro fratello è un massacro
Le cose scivoleranno scivoleranno in tutte le direzioni non ci sarà nulla nulla più che tu possa misurare Il vento gelido del mondo ha varcato la soglia ha sovvertito l'ordine dell'anima Quando dicono: pentiti, pentiti, mi chiedo che cosa volessero dire
Non mi distingui dal vento non lo farai mai, non l'hai mai fatto io sono il piccolo ebreo che ha scritto la Bibbia
Ho visto le nazioni sorgere e cadere ho ascoltato le loro storie, le ho ascoltate tutte ma l'amore è l'unico motore della sopravvivenza
Al tuo servo qui è stato detto di dirlo chiaramente, freddamente: è finita, non ce ne sarà più
E ora le ruote del cielo si fermano senti il frustino del diavolo preparati al futuro: è un massacro
Le cose scivoleranno scivoleranno in tutte le direzioni non ci sarà nulla nulla più che tu possa misurare Il vento gelido del mondo ha varcato la soglia ha sovvertito l'ordine dell'anima Quando dicono: pentiti, pentiti, mi chiedo che cosa volessero dire
Sarà rotto l'antico codice occidentale la tua vita privata esploderà all'improvviso ci saranno spettri ci saranno fuochi sulla strada e ci sarà l'uomo bianco a danzare
Vedrai una donna appesa a testa in giù le fattezze coperte dalla sua gonna rovesciata e tutti i poetucoli da quattro soldi che cambiano opinione che cercano di suonare come Charlie Manson e l'uomo bianco a danzare
Ridammi indietro il muro di Berlino dammi Stalin e San Paolo dammi Cristo o dammi Hiroshima
Distruggi adesso un altro feto comunque i bambini non ci piacciono ho visto il futuro tesoro: è un massacro
Le cose scivoleranno scivoleranno in tutte le direzioni non ci sarà nulla nulla più che tu possa misurare Il vento gelido del mondo ha varcato la soglia ha sovvertito l'ordine dell'anima Quando dicono: pentiti, pentiti, mi chiedo che cosa volessero dire
Credo che tu abbia sentito cantare il tuo padrone Mentre io giacevo a letto malato Penso che ti abbia detto tutto Quello che io tenevo serrato nella testa Il tuo padrone ti fatto viaggiare Beh, almeno questo è ciò che hai detto E ora torni a portare Al tuo prigioniero pane e vino?
L’hai incontrato in qualche tempio Dove ti prendono i vestiti all’entrata Era solo uno degli infiniti uomini su una sedia Appena tornati dalla guerra E tu avvolgi la sua faccia stanca nei tuoi capelli E lui ti porge il torsolo di mela Poi ti tocca le labbra, ora all’improvviso così spogliate Di tutti i baci che ci abbiamo messo un po’ di tempo prima
E ti ha dato un pastore tedesco per camminare Con un collare di cuoio e aculei E nemmeno una volta ti ha fatto spiegare o parlare Di tutti i piccoli dettagli Come ad esempio chi aveva un verme e chi una roccia E chi ti ha avuto attraverso le maglie Ora il tuo amore è un segreto in tutto il quartiere E non si ferma mai nemmeno Quando il tuo padrone sbaglia
E ti ha portato sul suo aeroplano Che faceva volare senza mani E hai guidato sopra i nastri di pioggia Che fanno uscire la folla dai luoghi di sosta Poi ha ucciso le luci in una strada solitaria E una scimmia con ghiandole d’angelo Ha cancellato gli ultimi accenni di dolore Con la musica di bande di gomma
E ora sento il tuo padrone cantare Ti inginocchi mentre arriva Il suo corpo è una corda d’oro Da cui pende il tuo corpo Il suo corpo è una corda d'oro Il mio è diventato insensibile Oh ora senti cantare il tuo padrone La sua maglia è tutta disfatta
E ti inginocchierai forse accanto al suo letto Che abbiamo lucidato tanto tempo fa Prima che il tuo padrone scegliesse Di farmi invece un letto di neve? I tuoi occhi sono folli e le tue nocche rosse E stai parlando troppo piano No, non riesco a capire ciò che ha detto il tuo padrone Prima di farti andar via
E penso che tu stia giocando troppo sporco Per una donna che è stata sulla luna Ho giaciuto abbastanza vicino a questa finestra Ti abitui a una stanza vuota E il tuo amore è polvere Nella tosse di un vecchio Che batte il piede su una canzone E le tue cosce sono una rovina Vuoi troppo Diciamo che sei tornata un po’ troppo presto
Ho amato perfettamente il tuo padrone E gli ho insegnato tutto quel che sa Moriva di fame in qualche profondo mistero Come un uomo che è sicuro di ciò che è vero E ti ho mandato da lui con la mia garanzia Potevo insegnargli qualcosa di nuovo E gli ho insegnato come puoi rimpiangermi Non importa ciò che dice o ciò che fai
Credo che tu abbia sentito cantare il tuo padrone Mentre giacevo a letto malato Sono sicuro che ti ha detto tutto Quel che devo tenere serrato nella testa Il tuo padrone ti ha fatto viaggiare Beh, almeno questo è ciò che hai detto E ora torni a portare Al tuo prigioniero pane e vino?
Oh, le sorelle della misericordia non sono partite né andate via. Mi aspettavano quando pensavo di non farcela più. E mi hanno portato conforto e poi mi hanno portato questa canzone. Oh, spero che tu le incontri, tu che hai viaggiato tanto.
Sì, tu che devi lasciare tutto ciò che non puoi controllare. Comincia con la tua famiglia, ma ben presto arriva alla tua anima. Beh, io sono stato dove tu ti aggiri penso di capire come ti sei bloccato: quando non ti senti santo, la sua solitudine ti dice che hai peccato.
Beh, loro giacciono al mio fianco e a loro ho fatto la mia confessione. Mi hanno toccato entrambi gli occhi e io ho toccato la rugiada sul loro bavero. Se la tua vita è una foglia che le stagioni strappano via e condannano loro ti legheranno con un amore che è grazioso e verde come uno stelo.
Quando sono partito stavano dormendo, spero che tu le incontri presto. Non accendere le luci, il loro indirizzo puoi leggerlo alla luce della luna. E non sarò geloso se sentirò che hanno addolcito la tua notte: non è in questo modo che siamo stati amanti e comunque anche così andrebbe tutto bene.
Mi ricordo bene di te al Chelsea Hotel parlavi così audace e così dolce mi facevi un pompino sul letto disfatto con le Limousine che aspettavano in strada. Quelle erano le ragioni e quella era New York correvamo dietro al denaro e alla carne. E quello si chiamava amore per chi lavorava nella canzone. Probabilmente è ancora così per quelli rimasti. Ah, ma tu te ne sei andata vero tesoro? hai voltato le spalle alla folla. Te ne sei andata non ti ho più sentito dire “ho bisogno di te, non ho bisogno di te” e tutte quelle chiacchiere inutili.
Mi ricordo bene di te al Chelsea Hotel eri famosa il tuo cuore era una leggenda. Mi dicevi un’altra volta che preferivi gli uomini belli ma che per me avresti fatto un’eccezione. E stringendo il pugno per quelli come noi che sono oppressi dalle figure della bellezza ti concentravi dicevi: “beh, non preoccuparti, siamo brutti ma abbiamo la musica”. E poi te ne sei andata vero tesoro? hai voltato le spalle alla folla. Te ne sei andata non ti ho più sentito dire “ho bisogno di te, non ho bisogno di te” e tutte quelle chiacchiere inutili.
Non voglio suggerire che io ti abbia amato al meglio non posso tener traccia di ogni pettirosso caduto. Mi ricordo di te al Chelsea Hotel e questo è tutto non penso neanche a te tanto spesso.
"Non mi piace l'autocommiserazione dell'artista, la sua bramosia di suscitare pena e simpatia raccontando quanto sia dura fare l'artista. E' forse più duro che lavorare in una miniera in Bolivia? Perché parlare sempre di sciocchezze, quando si dovrebbe ringraziare il Signore per averti dato un lavoro piacevole? Certo che è difficile produrre parole in eterno, ma è molto più facile che produrre sudore su questa terra. Quando sento un artista lamentarsi mi vien da aprire il cassetto ed estrarre il mio revolver. Il grande problema di tutti noi è consideriamo l'arte più di quello che effettivamente è. La eleviamo ad altezze che non le competono, a giochi ridicoli: l'arte di parlare dell'arte. Dovremmo limitarci a produrre lavoro e lasciare che siano l'applauso e l'amore della gente i migliori e unici giudici. Tutto il resto sono autocommiserazione, vanità danzante, egocentrismo, preoccupazioni inutili. L'arte non è religione, a certe altezze accusa capogiro."
La porta si aprì lentamente Mio padre entrò Avevo nove anni Lui si ergeva alto su di me Con gli occhi azzurri che luccicavano. La sua voce era fredda Disse: “Ho avuto una visione Lo sai sono forte e santo Devo fare ciò che mi è stato detto”. Si avviò su per la montagna Io correvo e lui camminava La sua ascia era d’oro.
Gli alberi si fecero più piccoli Il lago uno specchietto da signora Ci fermammo a bere del vino Poi lui tirò la bottiglia: Si ruppe un minuto dopo. Mise la sua mano sulla mia Mi sembrò di aver visto un’aquila Ma forse era un avvoltoio Non riesco mai a distinguerli. Poi mio padre costruì un altare Si guardò una sola volta dietro le spalle Sapeva che non mi sarei nascosto.
Voi che adesso costruite questi altari Per sacrificare questi bambini Non dovete farlo mai più Uno schema non è una visione E non siete mai stati tentati Da un demone o da un dio. Voi che adesso state al di sopra di loro Con le asce spuntate e insanguinate, Prima non eravate lì Quando io giacevo su una montagna E la mano di mio padre tremava Per la bellezza della parola.
E se adesso mi chiamate fratello Scusatemi se vi domando: Secondo il progetto di chi? Quando tutto cadrà in polvere Vi ucciderò se dovrò Vi aiuterò se potrò Quando tutto cadrà in polvere Vi aiuterò se dovrò Vi ucciderò se potrò. Pietà delle vostre uniformi Uomo di pace o uomo di guerra
Quando si fanno combaciare le parole o almeno si prova allora ci si accorge di come mostri la corda il tempo e vita e vita sono lama e carne...
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