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mercoledì 22 giugno 2011

dulcinee


"Sa Dio se nel mondo viva o no Dulcinea, se sia fantastica o no; queste non sono cose la cui verificazione si abbia a fare a rigore".

Miguel de Cervantes, Don Chisciotte, II, 23

martedì 9 giugno 2009

recensioni in pillole 17: "Don Chisciotte"

Miguel de Cervantes, "Don Chisciotte della Mancia" (ed. Garzanti 1974)

Ci sono delle volte che ringrazio il cielo di non aver fatto il critico letterario (ho/avete corso questo rischio, sappiatelo).
Qualcuno ha detto che quando un hobby diventa il tuo lavoro, hai perso un hobby: e io l'ho visto con il jazz. Invece, non facendo il critico letterario, posso leggere quello che mi pare e scriverne come mi pare.
Altrimenti, sai che imbarazzo a recensire il Don Chisciotte. Roba da far ridere i polli.
Io invece posso scrivere, in ordine puramente casuale:
- che è uno dei romanzi più divertenti letti in vita mia;
- che dice già tutto quel che c'è da dire sulla commistione di generi, sui giochi metaletterari, sulla compresenza di sublime e ridicolo, eccetera eccetera, e lo fa molto meglio (leggi: in maniera molto più piacevole) di tanti autori "postmoderni";
- che Don Chisciotte io lo vedo come una specie di iper-lettore: uno che eleva al quadrato la "sospensione dell'incredulità" e la applica non solo ai libri, ma anche alla vita; in pratica, uno che ha il coraggio di fare quel che tutti noi bibliomani vorremmo fare senza riuscirci: vivere in un libro; perché secondo me Don Chisciotte sa benissimo di aver reso reali le fantasie con la pura forza di volontà, e non è affatto pazzo;
- che i personaggi non hanno spessore, vivono nelle loro beate due dimensioni, e questo mi conforta nella mia vecchia convinzione che in letteratura la psicologia sia un fardello inutile e, spesso, dannoso. Ceci n'est pas un homme, il est un personnage.

mercoledì 29 aprile 2009

"i poeti sono matti..."

Cosicché, Sancho, per l'amore che io le porto, Dulcinea del Toboso vale come la più eccelsa principessa della terra. Del resto, non tutti i poeti che celebrano dame sotto un nome ch'essi pongono loro a proprio arbitrio, ce le hanno effettivamente. Credi tu che le Amarili, le Filli, le Silvie, le Diane, le Galatee, le Fillidi, ed altre di cui sono pieni i libri, i romances, le botteghe dei barbieri, i teatri, siano state realmente creature in carne e ossa e di coloro che le celebrano e le celebrarono? No, di certo; la maggior parte, invece, se le inventano per dar materia ai loro versi e per essere creduti innamorati o uomini capaci di esserlo. E così, a me basta pensare e credere che la buona Aldonza Lorenza sia bella e virtuosa; il fatto della stirpe poco importa, perché non c'è necessità di informarsene per insignirla di qualche onorificenza e io, per me, la considero la più eccelsa principessa del mondo.
Don Chisciotte, parte I, cap. XXV

martedì 21 aprile 2009

rispetto


Il barbiere, prendendo un altro libro, disse:
"Questo è lo Specchio delle imprese cavalleresche".
"Conosco già questo signore," disse il curato. "Lì c'è il signor Rinaldo di Montalbano con i suoi amici e compagni, più ladri di Caco, e i dodici Pari, con il veridico storico Turpino; ma, a dire il vero, non li condannerei a una pena maggiore dell'esilio perpetuo, se non altro perché rientrano nella favola del famoso Matteo Boiardo, da cui anche tessé la sua tela il poeta cristiano Ludovico Ariosto; a questo, se lo trovo qui a parlare in altra lingua che non sia la sua, non porterò alcun rispetto; ma se parla nella sua lingua, gli userò ogni riguardo.".
"Io ce l'ho in italiano," disse il barbiere, "ma non lo capisco".
"E non sarebbe bene che lo capiste," rispose il curato; "noi avremmo perdonato al signor Capitano Jeronimo de Urrea se non lo avesse portato in Ispagna e se non lo avesse volto in castigliano, perché gli ha tolto molto del suo valore originale, e lo stesso faranno tutti quelli che vorranno tradurre in altra lingua i libri di poesia; ché, per quanta cura ci mettano e per quanta abilità dimostrino, non arriveranno mai al grado di perfezione che essi hanno nell'originale".

Miguel de Cervantes, L'ingegnoso hidalgo Don Chisciotte della Mancia, parte I, capitolo VI