sabato 31 gennaio 2015

quell'anime sante e benedette

Santaccia de Piazza Montanara

Santaccia era una dama de Corneto
da toccà ppe rrispetto co li guanti;
e ppiù che ffussi de castagno o abbeto,
lei sapeva dà rresto a ttutti cuanti.

Pijjava li bburrini ppiù screpanti
a cquattr'a cquattro cor un zu' segreto:
lei stava in piede; e cquelli, uno davanti
fasceva er fatto suo, uno dereto.

Tratanto lei, pe ccontentà er villano,
a ccorno pìstola e a ccorno vangelo
ne sbrigava antri dua, uno pe mmano.

E ppe ffà a tutti poi commido er prezzo,
dava e soffietto, e mmanichino, e ppelo
uno pell'antro a un bajocchetto er pezzo.

II

A pproposito duncue de Santaccia
che ddiventava fica da ogni parte,
e coll'arma e ccor zanto e cco le braccia
t'ingabbiava l'uscelli a cquarte a cquarte;

è dda sapé cc'un giorno de gran caccia,
mentre lei stava assercitanno l'arte,
un burrinello co l'invidia in faccia
s'era messo a ggodessela in disparte.

Fra ttanti uscelli in ner vedé un allocco,
Oh, disse lei, e ttu nun pianti maggio?
Bella mia, disse lui, nun ciò er bajocco.

E cquì Ssantaccia: alò, vvièccelo a mmette:
scéjjete er bùscio, e tte lo do in zoffraggio
de cuell'anime sante e bbenedette.

(Roma, 12 dicembre 1832)
 

(G.G. Belli)

venerdì 30 gennaio 2015

hypnoerotomachia

Nel sogno qualcun altro ti baciava
io guardavo celato
da uno spigolo provvidenziale
il moto congiunto delle mani.
Forse un'ombra
del tuo profumo trapelava
nel fondo delle scale
(ero lì – come sempre
abbarbicato
a ciò che fa più male).

giovedì 29 gennaio 2015

teratofania

Sulla strada per Gualdo una scrofa
emerse all'improvviso dalla nebbia
con le mammelle gonfie – immobile
al di là di uno steccato
le zampe incollate nella guazza

(per un attimo solo
subito cancellata dal tornante)

mercoledì 28 gennaio 2015

intenzioni

...pensa, in un esercizio di focalizzazione, che stavolta ha per oggetto i confini fra mondo equoreo e mondo atmosferico, concentrati in quella sottile pellicola di liquido schiumoso al di sopra della quale la pelle si solleva in minute papille, mentre al di sotto formicola adattandosi al brusco sbalzo di temperatura, e si ripropone per il nuovo anno un'indagine accurata sugli intrecci spiraliformi tra psiche e soma, sulle diramazioni gastriche dell'angoscia, proponendo di spingersi sull'estrema piattaforma dello spirito, l'azzurro abissale in cui dimorano i demoni fosforescenti, i gelatinosi tiranni dell'umore.

martedì 27 gennaio 2015

il giorno in cui morì Lady

Sono le 12:20 a New York un venerdì
tre giorni dopo il giorno della Bastiglia, sì
è il 1959 e io mi faccio lucidare le scarpe
perché scenderò da quello delle 4:19 a Easthampton
alle 7:15 e poi andrò dritto a cena
e non conosco la gente che mi darà da mangiare.

Risalgo la strada afosa mentre comincia a picchiare il sole
e mi faccio un hamburger e un malto e compro
un orrendo NEW WORLD WRITING per vedere che cosa fanno
in questi giorni i poeti del Ghana
proseguo per la banca
e Miss Stillwagon (fa di nome Linda ho sentito una volta)
nemmeno guarda il mio saldo per una volta nella vita
e al GOLDEN GRIFFIN prendo un piccolo Verlaine
per Patsy con i disegni di Bonnard anche se
penso a Esiodo, trad. Richmond Lattimore o
alla nuova commedia di Brendan Behan o Le Balcon o Les Nègres
di Genet, ma non lo faccio, resto su Verlaine
dopo che la perplessità mi ha fatto praticamente addormentare

e per Mike faccio solo un salto al Negozio di Liquori
su PARK LANE e chiedo una bottiglia di Strega e
poi torno da dove sono venuto per la Sesta Avenue
e al tabaccaio allo Ziegfield Theatre e
senza pensarci chiedo una stecca di Gauloise e una stecca
di Picayunes, e un NEW YORK POST con sopra la sua faccia

e adesso sudo parecchio e penso
a me appoggiato alla porta del bagno al 5 SPOT
mentre lei sussurrava una canzone a Mal Waldron
alla tastiera e tutti e io smettevamo di respirare

Frank O'Hara (1926-1966)
(da Lunch Poems, 1964 - traduzione mia)

lunedì 26 gennaio 2015

cronache familiari: azzurro, troppo azzurro

Ognuno si sceglie i propri principi azzurri.
Eli vuol essere salvata da Hulk.

domenica 25 gennaio 2015

cronache familiari: la matematica non è un'opinione

"Mamma, io oggi ho mangiato tre piatti di pasta: il mio e quello della sorella!"