giovedì 9 luglio 2015

ancora una poesia di Murilo Mendes

Commiato di Orfeo

È ora di lasciarvi, segni della terra,
Forme vane del mutevole pensiero,
Forme organizzate dai sogni:
Ho additato col canto il vostro scopo.
È ora di lasciarvi, poteri del mondo,
Magnolie del mattino, solenne tunica degli alberi,
Montagne eterne per peso e lontananza,
Uccelli dissonanti, sesso castigato,
Deserto territorio delle stelle;
Giovane morta che mi desti la vita,
Prore di galee nel cielo, demoni lucidi,
Lungo silenzio di losanghe gelide,
Pietre di rigore, penombre d'acqua,
Dei dall'inesauribile senso,
Baccanti che distruggete quello che vi donai;
È ora di lasciarvi, dolci affetti,
Magia degli eterni compagni,
Sotterranei del clavicembalo, velluti del clarinetto,
E voi, forze sgorgate dalla terra,
Mirabili belve di seta e cosce;
Chiaro riso di more, odore di papaveri cinerei,
Architetture del male, pozzi d'angoscia,
Modulazioni della nube, materie innumerevoli
Cresimate dalla bellezza:
Ho mostrato nel canto il vostro scopo.
È ora di lasciarvi, ombra di Euridice,
– Costellazione floscia della mia insonnia, –

Lira che placasti l'urlo dell'inferno,
È ora di lasciarvi, o golfo della luna,
Orchestrazione della terra, alcools del mondo,
Morte, prolisso testo dalle mille metafore
Che si legge dal dritto e dal rovescio,
Morte mia, bozzolo in cui abito dal principio;

È ora di esplodere, di abbandonare lo schema:
Compiendo l'antico rito
Ritorno al cielo originale,
Cielo orlato d'Euridice;
Uomo, cripto-vivente,
Sogno sognato dalla vana vita,
Cantando spiro.

(da “Parabola”, 1952 - trad. R. Jacobbi)

mercoledì 8 luglio 2015

una poesia di Murilo Mendes

L'uomo, la lotta e l'eternità

Indovino nei piani della coscienza
due arcangeli in lotta con sfere e con pensieri
mondo di pianeti in fiamme
vertigine
squilibrio di forze,
materia in convulsioni che brucia per definirsi.
O anima che non conosce tutte le sue possibilità,
il mondo è ancora piccolo per riempirti.
Scuoti i pilastri della realtà,
risveglia i ritmi addormentati.
La guerra! Guarda gli arcangeli cadere in pezzi!

Un giorno la morte restituirà il mio corpo
la testa restituirà i cattivi pensieri
i miei occhi vedranno la luce della perfezione
e non ci sarà più tempo.

(traduzione mia)

poema da amiga

Ogni pretesto è buono
per starti vicino
persino setacciare versi
di Murilo Mendes o di Mário
De Andrade in cerca di oracoli
qualcosa come
“o anima che non conosci tutte le tue possibilità,
il mondo è ancora piccolo per riempirti”
o come “i fiumi,
oh mia dolce amica, sulla sponda dei fiumi
è la terra da popolare”
qualcosa insomma che mi dica
dell'aria che respiri
dei suoni che ti attraversano le palpebre
della paura che ti sfregherei
via dalle braccia se solo
potessi. Tu mi ascolti comunque
lo so – non esiste silenzio
spesso abbastanza da separarci.

sabato 4 luglio 2015

“tão longe de mim...”



“Fa' conto che io sia lì
con te. Non ci sarò
fisicamente, ma con il pensiero
e con il cuore sì, lo sai...”


Com'è difficile la tenerezza
quando il tempo morde la nuca
però ricordatelo dovremmo
sempre sempre provarci
calcare sui tasti quanto
più lo spazio si allarga
e la voce si sfoca.
È ovvio poi
il bene che ti voglio
è sempre lì sul punto di incrinare
il pericardio
figuriamoci contenerlo
negli ammanchi del fiato.
Un gesto
quello sì:
è perciò che aspetto preparo
le braccia bene aperte
per il tuo petto.


Nell'immagine: "Ele (effetto di luce)"
pennarelli, luglio 2015

venerdì 3 luglio 2015

parliamo un po' di me (3)

Un mio testo ha ricevuto una menzione al concorso "Lorenzo Montano".
Non è un premio, ma io sono contento lo stesso.

(Qui i dettagli)

giovedì 2 luglio 2015

lampi - 274

La poesia è menzogna.
Ma è la menzogna più onesta che possiamo pronunciare.

mercoledì 1 luglio 2015

lampi - 273

Amare se stessi è un obiettivo ambizioso.
Imparare a tollerarsi sarebbe già un risultato.