Tante scomparse, illustri e non, in questi giorni, di cui non ho tempo di parlare; ultima ma non ultima quella di Franca Rame, una di quelle donne per le quali dire semplicemente "è bella" non è affatto un complimento sessista, perché la bellezza esteriore irradia da una più complessa, interiore, quella dell'intelligenza e del coraggio.
Però ce n'è una che mi colpisce in modo particolare: quella di Mulgrew Miller, pianista jazz, uomo grande in tutti i sensi. Se n'è andato ieri, per un infarto, prima di compiere cinquantotto anni.
A lui è legato il ricordo del più bel concerto della mia vita. Ne ho parlato qui, e se lo leggete, mi fa piacere, non per me, ma perché è un omaggio a lui.