Don Segundo Sombra è per gli argentini quello che per noi è I Promessi Sposi: il romanzo nazionale, su cui si costruisce la propria identità.
Pubblicato nel 1926, è il capolavoro, e allo stesso tempo l'estremo epigono, della letteratura gauchesca, fiorita nella seconda metà del XIX secolo, che raccontava e mitizzava la figura del gaucho, l'equivalente argentino del cowboy, il mandriano ribelle agli obblighi della civiltà, l'eterno vagabondo in cerca d'avventure, simbolo di virilità e di eroismo.
Quando Güiraldes scriveva, quel mondo era ormai scomparso. Egli stesso, del resto, era un uomo coltissimo, poliglotta, cosmopolita, cresciuto ed educato in Francia, anche se aveva conosciuto il mondo rurale da bambino, nella tenuta paterna di San Antonio Areco, presso Buenos Aires.
Il protagonista - voce narrante e, in una certa misura, alter ego dell'autore - è un ragazzino di strada, orfano, dalla nascita incerta, il cui nome viene detto solo nel finale. Un giorno incontra il gaucho Don Segundo e lo sceglie come mentore e maestro di vita: seguirà il suo "padrino" nei vagabondaggi per la pampa selvaggia e sconfinata, diventando nel frattempo un uomo (anzi, come dice uno dei personaggi: "più che un uomo: un gaucho").
Il romanzo non ha una trama precisa, ma ricostruisce la vita dura e libera dei gauchos, fatta di fatica, feste, duelli, rude cameratismo, allegria e tragedia, narrandola con realismo minuzioso (l'originale usa largamente espressioni gergali argentine) e allo stesso tempo avvolgendola in un'aura mitica.
Al centro di tutto campeggia la figura di Don Segundo, coraggioso e taciturno, forte e impassibile davanti alla buona come alla cattiva sorte, simbolo di un ideale eroico, ma allo stesso tempo piantato nella più solida ed elementare umanità.