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domenica 10 febbraio 2013

Django (quello originale) su JnP



Django Reinhardt, si sa, era analfabeta. Da vero zingaro, aveva preferito la strada alla scuola; solo da adulto imparò a tracciare la propria firma, e alla fine diventò abbastanza abile da riuscire a redigere un'intera lettera in un francese dall'ortografia, diciamo così, piuttosto creativa.
Idem per la musica. Stéphane Grappelli, che invece aveva fatto i suoi bravi studi al Conservatorio, raccontò che una volta Django, sentendolo discutere di scale musicali, gli chiese candidamente: «Che cos'è una scala?».

Ora, il problema è che, per i critici di formazione eurocolta (ivi inclusi molti critici di jazz), non saper leggere la musica equivale a non conoscerla. E quindi Django diventa, nella mitologia corrente, una specie di idiot savant, un genio istintivo che crea senza averne la consapevolezza. Storia, del resto, ben nota a chi si occupi di jazz.
La realtà è ben diversa...

(...continua a leggere su "Jazz nel pomeriggio")

venerdì 10 agosto 2012

boppin' Django



Ultimamente sono in andato in loop per Django Reinhardt. Davvero, sto diventando dipendente.
Allora ho approfittato dell'ospitalità dell'amico Marco Bertoli per propagare un po' il virus.
Mi trovate qui.