Visualizzazione post con etichetta disney. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disney. Mostra tutti i post

domenica 8 gennaio 2012

visioni 7 - "Brisby e il segreto di Nimh"

Brisby e il segreto di NIMH (animazione, USA, 1982), regia di Don Bluth, durata 82 min.

Non prendetemi per un misoneista: apprezzo l'animazione digitale, quando è fatta bene (tanto per citare un esempio, “Mosters & Co.” è uno dei film più belli che abbia visto negli ultimi anni, e non mi riferisco soltanto ai film d'animazione). Però, quando vedo un cartone realizzato tutto a mano, come se ne facevano ai vecchi tempi, scusatemi ma un po' mi commuovo.
“Brisby” ce l'avevo su un vecchissimo e ormai inguardabile VHS. Ho rimediato tramite vie webbiche che preferirei non specificare. Si tratta di una delle prime opere di Don Bluth, fuoriuscito disneyano di cui questo credo sia il lavoro più famoso.
Ora, una provocazione: guardate questa meraviglia e poi provate a venirmi a raccontare che i cartoni sono roba per bambini. A parte lo splendore grafico, che a mia notizia nessun computer ha ancora eguagliato, si tratta di una storia con risvolti serissimi, con cattivi che sono davvero cattivi, con un sottotesto politico-sociale neanche tanto implicito.
Detto in breve: c'è una famiglia di topini, i Brisby appunto, che abitano in mezzo a un campo. Mamma e figlioletti, perché il padre è scomparso per motivi che si apprenderanno solo più avanti. Però c'è un problema: uno dei topini è ammalato e non si trova la cura, e per di più la famiglia di lì a poco dovrà sloggiare dalla tana, causa imminente aratura.
Dopo varie peripezie, l'indomita signora Brisby si decide a chiedere aiuto alla misteriosa colonia di ratti che abita nel sottosuolo della fattoria. E lì scoprirà un mondo del tutto inaspettato: una vera e propria città sotterranea, costruita da animali diventati intelligentissimi in seguito a un esperimento scientifico (il NIMH cui allude cripticamente il titolo è il laboratorio dove avviene il fattaccio). E scoprirà anche di avere un legame con questi ratti, di cui lei era del tutto inconsapevole. Ovviamente, non tutto andrà per le lisce, perché tra i ratti c'è il solito cattivone che trama nell'ombra. E qui mi fermo per non rivelare troppo.
Una storia che sa dosare abilmente i momenti comici (tra cui quelli con una buffa cornacchia in cerca d'amore) e quelli drammatici, persino cupi e inquietanti. Aggiungo anche che, personalmente, un altro titolo di merito per il film è l'assenza delle insopportabili canzoncine che appestano la maggior parte delle produzioni Disney.
Ripeto: non vorrei fare la figura del laudator temporis acti, ma se ne fanno più, di film così?

martedì 9 giugno 2009

auguri!


Compie 75 anni uno dei grandi personaggi del Novecento. E non sono affatto ironico.
Donald Fauntleroy Duck, per noi italiani Paolino Paperino, comparve per la prima volta sugli schermi il 9 giugno 1934 nel cortometraggio "The Wise Little Hen" (La gallinella saggia).



Da allora Donald si è incazzato, ha preso innumerevoli batoste sulla testa, ha fatto il prepotente con i nipotini, è stato perseguitato dal cinico zio, si è travestito da Paperinik, ha combattuto contro la scalogna sua e contro la fortuna di Gastone, ha sperato inutilmente che Paperina gliela desse, è stato protagonista, grazie a Carl Barks, di alcune delle più belle storie d'avventura del Ventesimo Secolo, è uscito indenne dai più immani disastri. E non ha mai lavorato, se non quando era strettamente indispensabile.
Paperino è tutti noi: quel che temiamo di essere e quel che, in fondo, sappiamo di essere.