sabato 8 ottobre 2011

dopo l'amore


E dopo, la ricomposizione.
I corpi riprendono i loro confini.

Queste gambe, ad esempio, sono le mie.
Le tue braccia ti riportano in te.

I cucchiai delle nostre dita, le labbra
riconoscono il loro possessore.

Le lenzuola sbadigliano, una porta
insensatamente sbatte
e nel cielo, cantilenando
un aereo scende.

Niente è cambiato, se non che
c’è stato un momento in cui
il lupo, il lupo mercante
che sta fuori dal sé
si è sdraiato sereno, e si è messo a dormire.

Maxime Kumin

venerdì 7 ottobre 2011

esercizi di cinismo


Allora, vediamo se ho capito.
C'era questo miliardario tanto tanto buono, che ci voleva tanto tanto bene e produceva computer perché nutriva alti ideali filantropici. Nei momenti liberi, ci propinava anche pillolette di filosofia new age, invitandoci ad avere fame e ad essere tonti.
Il suo arcinemico era il malvagio stregone Lord Billgatesmort, che cercava di carpirgli il segreto del pc fatato per inserirlo nei suoi maligni e deformi hard-disk pieni di worms e di virus.
Lui è morto, ma noi crediamo ancora in lui, veneriamo le sue opere, aspettiamo la sua Seconda Venuta e proseguiremo la sua missione nei secoli dei secoli.
Ecco, a questo punto che ne dite di tornare tutti alla scuola materna e cominciare a credere anche a Babbo Natale, al Grande Puffo e al Flying Spaghetti Monster?




P.S.: tanto per essere chiari. Sono un utente Microsoft, ma, stomacato dalla qualità vergognosa dei prodotti di Bill Gates, sto pensando di passare ai Mac, per un semplice motivo: funzionano meglio, senza possibilità di paragone.
Steve Jobs è stato senz'altro un imprenditore di genio, che ha previsto e in molti casi creato le tendenze del mercato, offrendo prodotti tecnologicamente - ed esteticamente - all'avanguardia. Ma pur sempre un imprenditore. Non un santo, né un profeta, né un filosofo. Uno che produceva merce per guadagnarci sopra. Un capitalista, se vogliamo ripescare un po' di terminologia demodé.
Per favore, non facciamone una questione di feticismo.
Manteniamo almeno un po' di raziocinio. E di decenza.

giovedì 6 ottobre 2011

naufragio


Cosa possiamo dire di un naufragio
più della stessa parola: naufragio.
Forse aggiungere: lasciare le piane dorate
le vie del cielo e le care stelle
l'olivo, il fico, il mandorlo, il limone
tutto confuso e perduto in un vortice
d'acqua e di terra. Moltiplica questo
per duecentottantatré vite umane
e poi per uno, uno per uno

Walter Cremonte (da "Respingimenti", Lietocolle 2011)

mercoledì 5 ottobre 2011

di nasi e di censure


Oggi si volta il ddl Alfano, noto anche come "legge bavaglio".
Per chi non lo sapesse, fra le varie porcate c'è anche l'estensione ai blog (e a tutte le pubblicazioni online) dell'obbligo di rettifica. Cito dal testo:
Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Si tratta di un obbligo, ossia di un adempimento che deve essere svolto nel caso in cui chiunque (e dico: chiunque) si senta diffamato da una qualunque affermazione pubblicata. E deve essere svolto su richiesta dell'interessato, senza necessità di azioni legali di alcun tipo, volte ad accertare l'effettiva sussistenza della diffamazione.
Faccio un esempio. Io ho il naso grosso; questo è un fatto. Ma, se la legge passa, e domani un blog qualunque scrive "Sergio Pasquandrea ha il naso grosso", e io mi sento offeso da tale affermazione, beh, ho il diritto di chiedere che l'affermazione sia cancellata e sostituita, entro quarantott'ore, con una rettifica in cui si afferma che Sergio Pasquandrea ha un grazioso nasino all'insù.
Se il blogger non lo fa, viola la legge.

Se passa questa merda, giuro che me ne vado dall'Italia. L'ho detto e, cascasse il mondo, lo faccio.

martedì 4 ottobre 2011

lunedì 3 ottobre 2011

grilli


Avevo grilli per la testa, professore?
Sì sempre avuti
e so che non è bello: per questo
li tenevo nascosti nei capelli.
E c'erano zanzare, moscerini e tante altre
cose lì dentro
e forse ci venivano perfino
degli uccellini a farsi il nido;
di sicuro non so, perché i capelli
- ricorda - ce li avevo troppo lunghi
e sempre in disordine. Ma i grilli
li ha scoperti anche lei, professore:
io gli dicevo buoni, state buoni, composti
e quelli si mettevano a saltare.

Walter Cremonte

domenica 2 ottobre 2011