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giovedì 25 agosto 2016

camminare, urinare, defecare

"Non c'è nulla di più difficile da capire della psicologia umana. Non riesco assolutamente a rendermi conto se in questi giorni il mio padrone sia di cattivo umore, se invece sia allegro, o se cerchi parole rassicuranti negli scritti di qualche vecchio filosofo. Non ho la minima idea di cosa gli passi per la mente, se si faccia beffe della società umana o desideri avere rapporti con i suoi simili, se sia irritato per qualche ragione banale o ancora se si tenga al di sopra di ogni preoccupazione mondana. In queste cose noi gatti siamo molto più semplici. Se abbiamo fame mangiamo, se abbiamo sonno dormiamo, quando ci arrabbiamo andiamo su tutte le furie, quando piangiamo lo facciamo con tutta l'anima. Tanto per cominciare, non teniamo cose inutili come un diario. Perché non ne abbiamo bisogno. È probabile che le persone che hanno due facce, come il padrone, sentano la necessità di esternare gli aspetti del proprio carattere che non vogliono mostrare a nessuno scrivendo un diario nell'intimità della loro stanza, ma per quanto concerne noi gatti, le nostre quattro posture fondamentali - camminare, stare fermi, stare seduti e stare sdraiati, oltre a urinare e defecare - costituiscono già in sé un autentico diario, quindi siamo esonerati dalla seccatura di tenerne uno per conservare la nostra identità. Se uno ha il tempo di scrivere un diario, tanto vale che se ne stia a dormire nella veranda."

Natsume Sōseki, "Io sono un gatto" (1905)



(Ovviamente, quanto sopra rimane valido se si sostituisce a "diario" la parola "blog"...)

lunedì 24 settembre 2012

non sanno parlare



A mio avviso, il lettore – voglio essere molto drastico – non deve avere voce in capitolo, come si diceva un tempo nelle abbazie. Durante il capitolo, l’assemblea, il lettore non ha il diritto parlare perché parlano gli specialisti, i competenti. Come si creano queste competenze? Attraverso un sistema di selezione che un tempo funzionava: laurea, biennio, dottorato, ricercatorato, etc. Quando questo non funziona, ci sono comunque altre forme di formazione: conosco varie persone di valore che non sono nell’accademia. Ecco, io proporrei il sistema delle ore di lettura, come i piloti d’aereo. Quando si può pilotare un jumbo? Quando, per ricorrere a un’iperbole, si sono fatte 8000 ore di volo. Quando puoi scrivere il tuo parere su un libro? Quando hai letto 8000 libri di teoria, di narrativa, di poesia; altrimenti non puoi parlare. Io non voglio sapere i pareri dei lettori, non mi interessano: deve essere vietato al lettore di parlare. Ma parto dalla grande idea di Borges per cui io vado molto più fiero del mio lavoro di lettore che di quello di scrittore. Essere lettori è una cosa importantissima. Questa specie di todos caballeros, questa gara a diventare tutti critici è insensata perché il lettore ha di per sé un’enorme, un’immensa dignità. I blog hanno questo rischio, trasformano i lettori in studiosi: questo non è possibile.

(leggi qui tutta l'intervista a Valerio Magrelli)

giovedì 16 febbraio 2012

bilocazione


Da più di tre anni, questo blog è una sorta di raccolta indifferenziata: il contenitore di tutto ciò che mi passa per la testa. Ho scritto di musica, di poesia, di politica, delle mie letture, delle mie paturnie, dei miei cavoli privati e di mille altre cose. E così continuerà ad essere.
Però sentivo anche il bisogno di fare un po' d'ordine. Perciò ho aperto un altro blog, dove ho deciso di pubblicare solo ed esclusivamente poesie: mie, o di altri.
Si chiama "gusci di noce", e il perché è spiegato nella sezione "che cos'è questo blog". Lo trovate qui.
Per ora, sto solo ripubblicando un po' di roba già uscita qui, in futuro vedremo.
Come sempre, siete i benvenuti, sia qui sia lì.

mercoledì 5 ottobre 2011

di nasi e di censure


Oggi si volta il ddl Alfano, noto anche come "legge bavaglio".
Per chi non lo sapesse, fra le varie porcate c'è anche l'estensione ai blog (e a tutte le pubblicazioni online) dell'obbligo di rettifica. Cito dal testo:
Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Si tratta di un obbligo, ossia di un adempimento che deve essere svolto nel caso in cui chiunque (e dico: chiunque) si senta diffamato da una qualunque affermazione pubblicata. E deve essere svolto su richiesta dell'interessato, senza necessità di azioni legali di alcun tipo, volte ad accertare l'effettiva sussistenza della diffamazione.
Faccio un esempio. Io ho il naso grosso; questo è un fatto. Ma, se la legge passa, e domani un blog qualunque scrive "Sergio Pasquandrea ha il naso grosso", e io mi sento offeso da tale affermazione, beh, ho il diritto di chiedere che l'affermazione sia cancellata e sostituita, entro quarantott'ore, con una rettifica in cui si afferma che Sergio Pasquandrea ha un grazioso nasino all'insù.
Se il blogger non lo fa, viola la legge.

Se passa questa merda, giuro che me ne vado dall'Italia. L'ho detto e, cascasse il mondo, lo faccio.

martedì 2 febbraio 2010

orbite


Trovo qui questa suggestiva (e un po' inquietante) mappa stellare della blogosfera italiana.
Da quel che posso capire, l'autore ha mappato i 500 blog più citati e li ha rappresentati come una sorta di ammasso di corpi celesti, evidenziandone le orbite e i reciproci legami gravitazionali. Se volete vedere i dettagli, andate sul sito e cliccate sull'immagine in basso.
C'è persino, in alto a sinistra, il minuscolo asteroide di questo blog. Per trovarmi, triangolate, tra i pianeti maggiori, "la poesia e lo spirito", "un tocco di zenzero" e "absolute poetry". Ecco, io sono lì, più o meno al centro.