(Roland Barthes, Il piacere del testo)
sabato 21 marzo 2015
venerdì 20 marzo 2015
e lontano, lontano...
È tutta la mattina
che ricerco l'immagine più adatta
per descrivere il tuo
ricordo che si affaccia
dai crocevia del giorno appena nato.
E ho trovato immagini di ogni tipo
che non sto ad elencarti
nei dettagli – immagini perlopiù
fatte d'aria e tepore
o di cose leggere
e vaganti. Vorrei
consegnartene una
perlomeno – ma proprio non so scegliere.
Spero che tu mi creda
sulla fiducia – come sempre hai fatto –
e che riesca a sentire
anche l'abbraccio che non posso darti.
che ricerco l'immagine più adatta
per descrivere il tuo
ricordo che si affaccia
dai crocevia del giorno appena nato.
E ho trovato immagini di ogni tipo
che non sto ad elencarti
nei dettagli – immagini perlopiù
fatte d'aria e tepore
o di cose leggere
e vaganti. Vorrei
consegnartene una
perlomeno – ma proprio non so scegliere.
Spero che tu mi creda
sulla fiducia – come sempre hai fatto –
e che riesca a sentire
anche l'abbraccio che non posso darti.
giovedì 19 marzo 2015
oniregetica
“che poi si fa notte
fra le sponde morbide del sonno
nel chiudersi dentro il suono
del tuo corpo con il mio”
(Antonella Taravella)
Prima di avventurarsi
nei sogni è bene avere saldo un punto
d'appoggio sulla terra
e procurarsi un'ancora
una gomena tesa verso il porto.
Io non ne ho mai trovata
una migliore del tuo seno destro
che a volte stringo troppo
(lo so) quando mi perdo
in qualche punto morto della notte.
mercoledì 18 marzo 2015
unisoni obbligati
(per Ele, in consonanza)
Sarebbe facile chiamarle
coincidenze
io preferisco pensare
a svincoli e snodi
per i quali non fa alcuna differenza
chi di noi due passi per primo.
Davvero non cambia
la sostanza – il punto d'arrivo.
martedì 17 marzo 2015
anamnesi
Certo non avrebbe mai pensato
di poterla ricordare così bene
era stato ancora meno di un istante
una torsione del collo
sufficiente ad esporne la linea
non era servito molto altro
anzi il seguito era stato più o meno
superfluo – un minimo allineamneto
dei margini a rendere impraticabile
la separazione.
di poterla ricordare così bene
era stato ancora meno di un istante
una torsione del collo
sufficiente ad esporne la linea
non era servito molto altro
anzi il seguito era stato più o meno
superfluo – un minimo allineamneto
dei margini a rendere impraticabile
la separazione.
lunedì 16 marzo 2015
go blank
Se provi a guardare a occhi freddi
la pelle della schiena
quando è ancora fumante
e mi guidi la mano verso il seno
ecco allora si può rivelare
la vera voce a patto che lo sguardo
sia tenuto altrove
è quello il difficile quando gli incastri
tendono a saltare è meglio
faccia tutto la gravità
che ci estrae di bocca parole mai pensate
i cali di tensione cancellano la memoria
ai margini della morte lasciami
cadere addosso il bacino
i fianchi macchiati dalla gioia
non chiedere nulla in anticipo.
la pelle della schiena
quando è ancora fumante
e mi guidi la mano verso il seno
ecco allora si può rivelare
la vera voce a patto che lo sguardo
sia tenuto altrove
è quello il difficile quando gli incastri
tendono a saltare è meglio
faccia tutto la gravità
che ci estrae di bocca parole mai pensate
i cali di tensione cancellano la memoria
ai margini della morte lasciami
cadere addosso il bacino
i fianchi macchiati dalla gioia
non chiedere nulla in anticipo.
sabato 14 marzo 2015
l'emploi du temps
(Henri Salvador)
Quel che ti chiederei è di riservarmi
un angolo sgombro fra i tuoi pensieri
anche solo uno scampolo
sul margine estremo di una giornata.
Non dico adesso – scegli pure quando
basterebbe un minuto dei più futili.
Poi ti chiederei anche di sorridere
un po' più spesso
magari pensarmi quando si accende
nei tuoi occhi quella luce che non
mi è mai riuscito davvero di fissare
(e ci ho provato lo sai – tante volte).
E un bacio quando capita e un abbraccio
che – lo so – non ho bisogno di chiedere.
Non mi pare ci sia altro.
Dovrei salutarti – ma non voglio.
nell'immagine: Ele sorride (penna biro, 2015)
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