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sabato 21 luglio 2012

del MIUR, dell'Universo e dell'umana stupidità



Credo sia stato Einstein a dire che due cose sono infinite, l'Universo e l'umana stupidità, e che sulla prima nutriva qualche dubbio.
Quel che posso dire io è che, se c'è un punto dell'Universo che attira la stupidità come un buco nero, quello è il MIUR (Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca), ossia l'ultima diabolica metamorfosi del vecchio, e mai abbastanza vituperato, Ministero della Pubblica Istruzione, che nel 2001 (Riforma Bassanini, governo Berlusconi II) era stato fuso con quello dell'Università, scisso nel 2006 (governo Prodi II) e di nuovo accorpato nel 2008 (legge Finanziaria 244/2007, governo Berlusconi IV).
Ora, l'affermazione qui sopra potrebbe avere infinite prove, ma una, eclatante, è in rete proprio in questi giorni. Sono i test d'accesso ai TFA.

Okay, la maggior parte degli italiani non sa che cosa siano i TFA, quindi abbisogna una spiegazione. Forse qualcuno ricorderà che, nel 2000, venne tenuto l'ultimo mega-concorso per l'accesso alla scuola; per la cronaca, vi partecipai anch'io, lo vinsi e ottenni, alla tenera età di venticinque anni, neolaureato, praticamente imberbe, il posto di insegnante di ruolo, il tanto sospirato e inseguito posto pubblico.
Dopo quel mega-concorso, le déluge. Quello stesso anno fu inaugurato il primo corso della SSIS (Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario, di durata biennale), che venne chiusa nel 2009, dopo un'esperienza che definire disastrosa è un eufemismo. Non mi dilungo nei particolari, che sarebbero tragicomici. Però, siccome una delle caratteristiche precipue dell'idiozia è di essere ostinata, quest'anno partono, appunto, i TFA: Tirocini Formativi Attivi, di durata annuale, che dovrebbero essere il nuovo canale di accesso all'insegnamento nelle scuole secondarie inferiori e superiori.
L'accesso è a numero chiuso, e fin qui nulla da obiettare. La selezione avviene per test, e qui avrei già qualcosina da dire. I test sono domande a scelta multipla, e qui comincio a incazzarmi. I test sono stati pubblicati online, e qui m'incazzo sul serio.

Li trovate qui. Leggeteli, e poi ridete, o piangete, a vostra scelta.
Io vi faccio solo l'esempio a me più vicino, quello della classe A051, Materie letterarie nelle scuole superiori. Bene, sarete curiosi di sapere quali sono i requisiti che un insegnante di Lettere deve possedere per poter salire in cattedra.
Bisogna che conosca gli autori di “Diceria dell'untore” e di “Libera nos a Malo” (gran bei romanzi, per inciso).
Bisogna che sappia se i versi «Bieca, o Morte, minacci? e in atto orrenda, / l’adunca falce a me brandisci innante? / Vibrala, su: me non vedrai tremante / pregarti mai, che il gran colpo sospenda» siano stati scritti da Alfieri, Foscolo, Leopardi o Parini.
Bisogna che sappia se “Le cene” siano state scritte da Anton Francesco Grazzini detto il Lasca, Agnolo Firenzuola, Giovan Francesco Straparola o Matteo Bandello.
Bisogna che sappia se la Costituzione Americana entrò in vigore nel 1787, 1789, 1790 o 1791.
Se Mazzini fondò la “Giovine Europa” nel 1833, 1834, 1835 o 1836.
Se il successore di Cavour fu Rattazzi, La Marmora, Ricasoli o Minghetti.
Se a non confinare con il Colorado è lo Utah, il Tennessee, l'Arizona o il New Mexico (io lo so, ma solo perché leggo Tex Willer da quando avevo otto anni).
Bisogna che sappia distinguere se nella frase “pectora pectoribus rumpunt” sia presente un poliptoto, un polisindeto, una prosopopea o una polisemia.
Che conosca quali tragedie siano attribuite a Nevio, oscuro autore latino arcaico.
Bisogna, infine, che sappia leggere un paio di testi di critica letteraria e rispondere a domande di comprensione elementare, che mi vergognerei di inserire in un compito di terzo o quarto liceo.

Non bisogna che conosca nemmeno i rudimenti di pedagogia, didattica, docimologia, psicologia dell'età evolutiva. Non è indispensabile sapere se abbia già insegnato (magari per quindici anni o vent'anni: ci sono precari che hanno molta più esperienza didattica di me), se sia in grado di spiegare in maniera interessante o noiosa, se sia sano di mente, se non abbia condanne per pedofilia, se sia in grado di leggere un testo e farlo capire, apprezzare, amare, se abbia la passione del proprio lavoro o no. Niente di niente: solo nozioni da certificare tramite crocette su test, di metà dei quali io ignoro la risposta (e, detto per inciso, mi vanto di ignorarla).
Soprattutto, faccio notare che a quei test accedono laureati, cioè gente che quelle nozioni dovrebbe averle apprese da iter universitario. Iter di cui il responsabile non è altri che il MIUR stesso: il quale, evidentemente, ritiene di dover sottoporre a valutazione ciò che esso stesso è stato capace di insegnare, e non ciò che i candidati sarano in grado di insegnare ai propri futuri alunni.

Ora, io non so chi abbia compilato questi test: un polveroso accademico? un impiegato del Ministero che si è andato a spulciare il suo testo del liceo di quarant'anni fa? un informatico che ha scelto voci Wiki a caso? Non lo so. So solo che questa gente merita la galera.



P.S.: Piccolo dettaglio aggiuntivo: l'accesso ai test costa in media 100-150 euri. La frequenza ai TFA, intorno ai 2000 euri.

P.P.S.: Arrivano i primi risultati dei test: questi.