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sabato 25 gennaio 2014

c'era una volta una donna affascinante...



... che incontrò una bella attrice bionda.

A Ella Fitzgerald non era consentito suonare al Mocambo per via del colore della sua pelle. E allora, una delle più grandi fan di Ella fece una telefonata che probabilmente cambiò in meglio la carriera della cantante.
Ella ci racconta la storia di come Marilyn Monroe le cambiò la vita:

"Devo molto a Marilyn Monroe [...]. Chiamò personalmente il proprietario del Mocambo e gli disse che voleva che io fossi ingaggiata immediatamente, e che se l'avesse fatto lei avrebbe preso un tavolo in prima fila tutte le sere. Gli disse – ed era vero, per via del fatto che Marilyn era una grande star – che la stampa sarebbe impazzita. Il proprietario disse di sì, e Marilyn fu lì, in prima fila, ogni sera. La stampa andò su di giri. Dopo di allora, non dovetti più suonare in un piccolo club. Era una strana donna, un po' avanti rispetto al suo tempo. E non lo sapeva."


...leggi tutta la storia qui.

giovedì 26 agosto 2010

me and norma jean


Quando devo essere da qualche parte per cena alle otto, me ne rimango nella vasca da bagno per un'ora e più. Si fanno le otto e io sono ancora nella vasca. Continuo a versare essenze profumate nell'acqua, lascio scorrere l'acqua e riempio la vasca con acqua fresca. Mi dimentico che sono le otto e che ho un appuntamento a cena. Mi perdo nei miei pensieri e mi sento lontana da tutto.
A volte so il vero motivo di quello che faccio. Nella vasca non c'è Marilyn Monroe, ma Norma Jean. Sto facendo un regalo a Norma Jean. Lei doveva farsi il bagno con l'acqua che era stata usata da sei o otto persone. Adesso può farsi il bagno in un'acqua limpida e trasparente come una lastra di vetro. E sembra che Norma non ne abbia mai abbastanza di quell'acqua limpida che profuma di essenze vere.

C'è anche un'altra cosa che mi "aiuta" a ritardare. Quando esco dalla vasca passo molto tempo a stendere la crema sulla pelle. Mi piace moltissimo farlo. E a volte se ne va, felicemente, un'altra ora. Quando finalmente mi vesto mi muovo più lentamente che posso. Inizio a sentirmi un po' colpevole perché sembra che ci sia un impulso che mi fa essere il più possibile in ritardo per l'appuntamento. C'è qualcosa in me che è felice quando sono in ritardo.

La gente mi aspetta. La gente è ansiosa di vedermi. Sono desiderata. E mi ritornano in mente gli anni in cui non lo ero. Le centinaia di volte nelle quali nessuno voleva vedere la piccola servetta, Norma Jean, nemmeno sua madre. Provo una strana soddisfazione nel punire le persone che ora mi vogliono. In realtà non sto punendo loro, ma tutte quelle persone del passato che non volevano Norma Jean. Quello che provo non è soltanto una punizione. Mi emoziono come se io fossi Norma Jean che va a un party e non Marilyn Monroe. Meno sono io, più Norma Jean è felice.


Marilyn Monroe (con Ben Hecht), La mia storia, Donzelli 2010