Troppi vuoti, troppe assenze. Troppi maestri consegnati al passato, che non parleranno più, se non dalle loro pagine.
Wisława Szymborska, Elio Pagliarani, non tra i miei poeti preferiti, ma due voci che ammiravo e rispettavo.
Jean Giraud, in arte Moebius, uno dei grandi visionari dello scorso secolo.
E – posso dirlo? – Lucio Dalla, uno che era riuscito a forgiare qualche gemma di quell’arte leggera e ardua che è la canzone.
Troppa bellezza che viene meno.