martedì 31 marzo 2015

triangolazioni

La linea più breve fra due punti
è la linea indifferente.
Dall'ala alla palpebra
dovrà attraversare strati e strati
di carne
senza mai deviare.

lunedì 30 marzo 2015

mirror, mirror...

Quest'unico capello
bianco che mi decora
la fronte – puntuale
alla svolta dei quaranta –
sarebbe facile (troppo)
strapparlo. Meglio piuttosto
iniziare a integrarlo
nell'immagine di sé
prenderlo insomma
come un primo tassello di futuro
arrivato in anticipo
(ma neanche poi tanto).

sabato 28 marzo 2015

cronache familiari: anatomia

"Mammaaaaa!"
"Lorenzo, sto stendendo i panni, che c'è..."
"Ascolta, devo dilti una cosa impoltante!"
"Dimmi, che c'è?"
"Io mi sono fatto male qui." (indica il ginocchio)
"E vabbè, pazienza..."
"Sì, ciao, pazienza! Si può molile, per una botta sul collo!!"

venerdì 27 marzo 2015

io, noi, voi

Dante, aprendo la Commedia, scrive:
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura.
Il poema, pur così potentemente pervaso della personalità dantesca, si pone da subito in un'ottica collettiva. Il mi è in realtà - allegoricamente - un ci, e la vicenda individuale si amplifica in una universale.

Una cinquantina d'anni dopo, Petrarca apre il Canzoniere con:
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva il core
in sul mio primo giovenil errore...
L'unità del "noi" si è scissa in una diade voi / io, dove è l'Io a raccontare la propria esperienza, proponendola all'ascolto di un Voi esterno. L'identificazione è solo ipotetica, ottativa, basata sulla consonanza di esperienze individuali ("ove sia chi per prova intenda Amore / spero trovar pietà").
(Dove invece i "fedeli d'amore" stilnovistici erano un gruppo accomunato già in partenza da una consonanza innata: il "cor gentile", al quale Amore "rempaira [...] come l'augello in fronda").

Ecco, quello che è successo in quei cinquant'anni è stato definitivo, almeno per la tradizione lirica occidentale. Tutti i tentativi di scardinarlo, finora, sono andati a vuoto.
Nous sommes Petrarca, che ci piaccia o no.
(E a me non piace granché).

giovedì 26 marzo 2015

guardia medica

Viene alla macchinetta sorridendo
prende il suo caffè
e sempre sorridendo va via
rivolgendomi all'andata e al ritorno
un saluto. Su di lui misuro
l'ortogonalità della mia schiena
su di lui che avanza
sbilenco a sinistra e per parlare
deve inalare ossigeno
ad alta pressione
su di lui metto in scala
il mio minimo dolore passeggero
il mio passaggio di un'ora e mezza
nel corridoio bianco.

mercoledì 25 marzo 2015

cronache scolastiche: spirito agonistico

- Ragazzi, santo cielo, aprite la finestra! Che cos'è questa puzza terribile?
- Prof, ma lo sa che oggi ho vinto io?!
- Ma vinto che cosa?
- La gara de scoregge!!

(riportata da una collega)

martedì 24 marzo 2015

cronache familiari: pance e pancioni

“Mamma, pelò tu facevi un po' lidele quando avevi il pancione!”
“Perché?”
“Eh, pelché semblavi il lupo della favola dei sette capletti, quando si è mangiato le pietle!”