Visualizzazione post con etichetta suicidio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta suicidio. Mostra tutti i post

giovedì 13 gennaio 2011

nero


Io non c'ero quel giorno: ero appena uscito. Nemmeno la conosco, non è alunna mia.
Mi hanno detto che è stata adottata a nove anni, insieme alle sorelle. Venivano dalla Russia, cresciute in orfanotrofio; sono finite nella classica famiglia-modello, gente perbene, onesta, affettuosa, tutta una vita spesa per i figli.
Mi hanno anche detto che l'anno scorso andava male a scuola, si era lasciata con il ragazzo, ma che quest'anno le cose si erano aggiustate, aveva un ragazzo nuovo, i voti erano buoni. Si è parlato di un paio di compagne di classe che l'avevano insultata su FaceBook, ma chissà.
Martedì, all'uscita di scuola, ha consegnato un biglietto alle amiche, chiedendo di leggerlo una volta arrivate a casa, poi ha finto di aver dimenticato qualcosa ed è tornata indietro. E' salita al quinto piano, ha messo una sedia sotto una finestra, ci è salita sopra e si è buttata di sotto. Un volo di quindici metri.
Ora è in ospedale, in coma, fratture multiple a gambe, bacino e vertebre, un'emorragia interna. Prognosi riservata.
Negli ultimi giorni tutti - compagni, genitori, insegnanti - l'avevano vista serena, quasi felice.

martedì 30 novembre 2010

vivere, non vivere


"[Vivo da solo] per rimanere vivo il più a lungo possibile. L'amore delle donne, parenti, figlie, mogli, amanti, è molto pericoloso. La donna è infermiera nell'animo, e, se ha vicino un vecchio, è sempre pronta ad interpretare ogni suo desiderio, a correre a portargli quello di cui ha bisogno. Così piano piano questo vecchio non fa più niente, rimane in poltrona, non si muove più e diventa un vecchio rincoglionito. Se invece il vecchio è costretto a farsi le cose da solo, rifarsi il letto, uscire, accendere dei fornelli, qualche volta bruciarsi, va avanti dieci anni di più".


"Ho capito il suo gesto [quello del padre Tomaso, morto suicida nel 1946]. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l'ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l'altro un bagno molto modesto".

Mario Monicelli, da un 'intervista del 2007





http://www.youtube.com/watch?v=rAMdOlOWdqI