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martedì 11 settembre 2018

misiristampa (misi)

Condivido la scoperta che ho appena fatto, passando per caso in libreria.
L'editore Arcana ha ristampato la mia "Breve storia del pianoforte jazz", uscita in origine nel 2015 e passata pressoché sotto silenzio, tranne per quegli happy few che l'hanno letta.

Sapevatelo. E, se volete, approfittàtene.



sabato 11 giugno 2016

new book on the way

Dunque, cominciamo come di prammatica: dal principio.
Il mio primo libro di poesia fu una plaquette, Topografia della solitudine, uscita nel 2010 in un volume collettaneo per Fara Editore. Raccontava di un viaggio a New York che feci nel 2004, ma fu scritta in realtà un paio d'anni dopo, tra il 2006 e il 2008 circa.
Poi, nel 2011, uscì un'altra plaquette, intitolata Parole agli assenti, nel volume "Contatti" (Edizioni Smasher). Si trattava di poesie composte nel biennio precedente, con qualche repêchage un po' più datato.
Nel 2014, fu la volta della mia prima silloge autonoma, Approssimazioni (Pietre Vive), che conteneva testi del 2011-2013. L'anno scorso c'è stato Oltre il margine (Fara Editore), scritto subito dopo il precedente.

Perché vi racconto tutto ciò? Perchè in realtà c'era un altro libro, che continuava ad ossessionarmi come lo spettro di Banquo. 
Si chiamava Un posto per la buona stagione e avrebbe dovuto essere il mio primo. Raccoglieva il fior fiore di ciò che avevo scritto in gioventù, perché il nucleo comprendeva testi del 2006-2010, ma alcuni risalivano ancora più indietro, fino al 2001-2002 circa.
Quel libro lo misi insieme tra il 2011 e il 2012; nell'ottobre 2012 lo spedii a un editore, de cuyo nombre no quiero acordarme, del quale all'epoca mi fidavo. Dopo un'attesa piuttosto lunghetta, nella primavera del 2013 mi comunicarono che era stato accettato e sarebbe uscito "a breve".
E qui comincian le dolenti note: perché "a breve" cominciò a durare piuttosto a lungo. Ogni tanto, l'editore spariva per mesi, poi si rifaceva vivo con le bozze da correggere. Sempre le stesse, che avevo già corretto mesi prima. Glielo facevo notare, si scusava. Poi spariva di nuovo. Poi riappariva, inventando ogni volta bugie sempre più fantasiose.
Dopo un annetto o due di questa solfa, cominciai a subodorare il marcio (lo so, sono lento di comprendonio) e mi informai in giro. Scoprii che quella era la sua politica: lo faceva con tutti. Il perché, non sono tuttora riuscito a spiegarmelo, ma tant'è.
A quel punto, rescissi il contratto, d'altra parte ormai scaduto, e lo mandai educatamente a sfogare i propri bisogni fisiologici altrove.

Rimaneva il problema del libro. Ormai eravamo nel 2015 e io mi trovavo in mano un testo assemblato quattro anni prima, con poesie ormai vecchie anche di dieci anni e più. Cose in cui non mi riconoscevo affatto ("non son chi fui, perì di noi gran parte...").
Che farne? Lasciarlo nel cassetto o riprovarci? La prima tentazione era forte, ma un po' c'era la ripicca, un po' quelle liriche avevano (e hanno), per tutta una serie di ragioni, un forte valore affettivo.
A quel punto lessi l'avviso di un premio di poesia; che, a differenza di tanti altri, era serio, e lo dimostrava la giuria, composta da nomi di assoluto prestigio. Insomma, to make a long story short, decisi di proporglielo: e glielo mandai così com'era, senza quasi cambiare una virgola, perché sapevo che, se avessi cercato di rimaneggiarlo, avrei finito per riscriverlo da cima a fondo.

Ieri sera, mentre ero a cena fuori con moglie e figli perché era il nostro decimo anniversario di matrimonio*, mi arriva una telefonata. Come ormai avrete capito, il premio l'ho vinto e il libro, il mio Sorgenkind, uscirà per i tipi di Qudu.
Qui tutti i dettagli.
All is well that ends well.



* P.S.: che la notizia mi sia stata comunicata proprio in quella circostanza, ha una sua bellezza poetica, dato che il libro è dedicato a mia moglie e ai miei figli.

venerdì 27 maggio 2016

martedì 16 giugno 2015

parliamo un po' di me (2)

Ecco, questa invece non la sapevo, anzi la notizia mi è appena arrivata, ed è una graditissima sorpresa e - lo ammetto - anche un'emozione notevole.
Il mio "Approssimazioni" (Pietre Vive, 2014) è stato scelto tra i dieci semifinalisti del premio "Solstizio" 2015. Considerando che la giuria è composta da nomi di assoluta importanza e che gli altri libri sono tra i migliori usciti ultimamente in Italia, direi che io per quanto mi riguarda la considero già una vittoria.
Cioè, voglio dire: il mio libro, letto da Milo De Angelis. Potrei anche non scrivere più un verso e ritenermi comunque soddisfatto di me.
Qui l'annuncio e le informazioni complete.

parliamo un po' di me

Okay, io lo sapevo da un po' ma non potevo ancora dirlo. Adesso è ufficiale, quindi posso bullarmi a mio piacimento.
Una mia raccolta di poesie, intitolata "Oltre il margine" è risultata vincitrice del concorso Faraexcelsior 2015 e sarà pubblicata a breve dall'editore Fara. Ringrazio tutti i giurati per le belle parole che hanno speso per i miei versi.

Qui la notizia e qualche anteprima.

mercoledì 6 maggio 2015

lo ammetto, sono un po' commosso...

Per la prima volta leggo il mio nome su Musica Jazz...


mercoledì 22 aprile 2015

I Will Be Televised

Nei lontani anni Novanta, quando studiavo pianoforte, arrivò nella scuola di musica la troupe di non so quale TV, accompagnata da un pupazzo simil-Gabibbo. Stavano girando un servizio su Perugia e volevano registrare un po' di jazz.
Finì che registrarono me che, insieme a  un paio di bravi musicisti, suonavo Bag's Groove. Non ho mai visto la messa in onda, che spero sia andata pietosamente smarrita nei meandri dell'etere.

Nel lontano ma non troppo 2007, il valente Stefano Mezzanotte mi coinvolse in una trasmissione su Umbria Jazz, che rimane tuttora (per colpa dei casi e anche un po' mia) la mia unica esperienza da conduttore televisivo.
Se qualcuno è interessato, la registrazione è disponibile qui.

Un annetto fa, io e il mio compagno di merende Antonio Lillo fummo intervistati da una TV pugliese in occasione della presentazione del mio ultimo libro di poesie, stampato da Pietre Vive.

Tutta 'sta tiritera per dire che mi hanno intervista per Rete Sole Umbria. Si è parlato di jazz, e in particolare del mio libro sul pianoforte. E anche del Jazzit Fest, fra varie altre cosine.
Il programma andrà in onda domani, giovedì 23 aprile, alle 23.10, poi in replica venerdì 24 alle 18.20 e giovedì 30 alle 11.50.
Rete Sole si prende in Umbria e in Lazio sul canale 13 del digitale terrestre; per i nordici e i meridionali, in seguito il video sarà messo anche su YouTube.

mercoledì 15 aprile 2015

su Nazione Indiana...

...un'anteprima del mio libro sul pianoforte jazz.
Qui l'articolo.

domenica 12 aprile 2015

è passata la cicogna




(Il libro dovrebbe già essere in libreria e sui principali siti di vendita online.
Qui una presentazione.)

lunedì 23 marzo 2015

mercoledì 11 marzo 2015

pupo in arrivo

Dunque, io ho sempre pensato che non bisogna dire quattro se non lo si ha nel sacco, né vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Del resto, lo sanno tutti che è sbagliato fare il passo più lungo della gamba, perché bisogna stare con i piedi per terra, meglio ancora se di piombo, e una gallina oggi è meglio di un uovo domani.
Però, dato che chi non risica non rosica e che la fortuna aiuta gli audaci, per una volta tanto ho deciso di gettare il cuore oltre l'ostacolo e regalarvi una piccola anteprima.
E' in stampa in questi giorni, e sarà in libreria ad aprile, l'opera che m'ha fatto molti mesi macro.
Qui sotto ne vedete la copertina (non so ancora se definitiva) e qui ne potete leggere una presentazione (paginatura e prezzo sono ancora provvisori).
Vi terrò aggiornati.


domenica 1 febbraio 2015

dicono di me

Alceste Ayroldi recensisce "Volevo essere Bill Evans" per il sito Jazzitalia.

venerdì 9 gennaio 2015

è arrivata una lettera



Vincenzo D'Alessio recensisce "Volevo essere Bill Evans" 
sul blog "Narrabilando".

venerdì 17 ottobre 2014