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mercoledì 30 giugno 2010

furor

Qualche tempo fa, mentre perdevo tempo su FaceBook, mi è caduto l'occhio sulla lista dei miei "amici" e ho visto che erano 101.
Ora, è inutile dire che io non ho 101 amici, e che probabilmente nemmeno conosco 101 persone. Insomma, si sa che FB funziona così. Ti mette in rete. Come i tonni nella tonnara.
Però mi è risorto il furor mathematicus che ogni tanto mi prende e che probabilmente è una lontana eredità dei miei cinque anni di liceo scientifico. Mi sono messo a fare suddivisioni, tabelle e statistiche.
Questi sono i risultati:


52 di quei contatti hanno a che fare con il lavoro.
39 riguardano la mia attività di giornalista musicale: per la precisione, 7 sono istituzioni di vario tipo (festival, uffici stampa, rassegne); 25 sono operatori del settore (agenti, promoter, fotografi, musicisti) che non ho mai visto in vita mia; 7 sono persone che conosco sul serio.
9 sono colleghi della rivista musicale per cui scrivo.
4 sono ricercatori che ho conosciuto tramite l'Università.

7 sono contatti acquisiti attraverso questo blog,
o per ragioni legate alla letteratura (poeti, editori, ecc.).

16 sono vecchi amici e compagni di scuola degli anni pugliesi,
perlopiù gente che non vedo da almeno un decennio.

10 sono persone conosciute a Perugia,

o comunque negli ultimi 10-15 anni, dopo aver lasciato la terra natìa.


8 sono miei ex-alunni del Liceo
(tutti della stessa classe).

6 sono parenti o affini.

2 sono persone conosciute solo per via telematica,

attraverso un forum di discussione.



Dopodiché, il furor si è calmato. Contemplare la realtà ridotta in numeri mi mette sempre un gran senso di quiete.