venerdì 25 settembre 2020

due limerick

 

Un iroso dantista di Collegno
leggeva solo il Dante del Sapegno;
a chi lo criticava
sgarbato replicava:
"Ora l'Inferno te lo do sul grugno!" 

 * * *

Un messicano a San Giovanni in Bagno

masticava il suo bravo jalapeño.
Gli chiesero: "Perché

non torni a Santa Fé?"

Lui non rispose e li guardò con sdegno.


martedì 15 settembre 2020

contemplazione del sonno

 

1.

Quando cammina il suono

è acquatico – scaglie e correnti –

e un'albedo circonda i passi.

Abbiamo consumato tutto insieme

dice sollevandole le braccia

lasciando passare l'aria.

Ogni attimo nega l'attimo.

Lei gli scorre tra le dita

in una pozza di luce bianca.

Lo vedi ti conosco

ti premo il petto finché non respiri.

Lo dice con i tendini tesi.

Lei è una creatura pallida senza desideri.


2.

Scivola nel sonno

come in un mare pescoso.

Lui la guarda

raccogliere le gambe allineare

la curva dei metatarsi.

Sei un caglio di latte – dice –

un profumo di braccia e di conchiglie.

Lei raggrinza le labbra

come un bacio o un diniego.

Tu taci. Parla per te

il fiato chiuso tra i seni.

Lei si sogna pianta o scintilla

scarto d'ala o guizzo di lucertola

la sua gola un fremito d'elitre.


3.

Ora dorme sotto il cielo pieno di meduse

dorme come un flauto o una risacca.

Le donne che amo – lui dice –

sono sottili come libellule

attraversano l'aria in lampi colorati.

La sua fronte resiste all'assedio.

Lui la vede aprirsi controvento

trattenere il suolo.

Non ti spezzano questi urti senza avviso?

La tua bocca è un confine la lingua

uno sciamare d'api.

Ora il suo sonno ha rumore

di ferro e di cotone.

 

4.

Ferma la mano sulla pelle

nello spazio nudo delle cosce.

La ascolta respirare come una vela.

Appoggia le ultime parole

sulle sponde del sonno.

Le mie mani cercano i tuoi piedi

la forza quieta della schiena.

Sente voci e passi

spandersi come case deserte.

Concedimi una soglia

una forma cava sul tuo petto.

Abbrevia il respiro

da lontano guarda il corpo vuoto.

 

(settembre 2020) 


[Nell'immagine: La buona voglia; disegno mio; pennarelli, aprile 2019]

venerdì 1 maggio 2020

poesia per incontrarsi

Segnalo quest’iniziativa di Carte Sensibili, che ha chiesto agli scrittori di uscire simbolicamente dalla quarantena, immaginandosi in un luogo e scrivendo un testo che a quel luogo è dedicato.
Ci sono anch’io.
Potete ascoltare tutti i testi qui.

venerdì 24 aprile 2020

misipremia (misi)

Il mio "Sono un deserto" (Lietocolle, 2019), per il quale sono stato ingeneroso patrigno, non avendolo mai promosso né presentato, si è nondimento classificato secondo al premio di poesia "Umbertide XXV aprile".

Qui l'annuncio dei vincitori.

sabato 18 aprile 2020

poesia da ascoltare



Nel 2010, uscì la mia prima plaquette. Si intitolava Topografia della solitudine. Diario newyorkese ed era la trascrizione in versi e prosa di un viaggio a New York di sei anni prima. Era compreso in un volume collettaneo edito dalle edizioni Fara.

Il libro ha avuto nuova vita un paio d’anni fa, quando al sempre benemerito Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, titolare delle edizioni Pietre Vive di Locorotondo, riuscì il colpaccio di accalappiare come lettore nientemeno che David Riondino. Ne venne fuori un audiolibro con le musiche originali di Michele Marzulli.

Ora Pietre Vive mette l’audiolibro a disposizione gratuita su YouTube. Cliccate qui per ascoltarlo, se volete e se vi fa piacere. Dura una mezz’oretta scarsa e spero possa farvi un po’ di compagnia durante la quarantena.

[P.S.: il disegno di copertina, che vedete riprodotto qui sopra, è mio.]

giovedì 9 aprile 2020

diario della quarantena

Non so se l'esperienza è condivisa anche da altri colleghi, ma per quanto mi riguarda, se già prima ero lento (vergognosamente lento) nel correggere i compiti, adesso con la DaDattica i miei tempi si sono raddoppiati o triplicati.
Termino ora il quarto pacco di compiti e domani comincio il quinto, consegnatomi ben 19 giorni fa e ancora intonso.

(Parlo di "pacco" e di "intonso" come se fossero i plichi di fogli protocollo, diligentemente piegati per il lungo, che mi portavo dietro nella borsa; ovviamente si tratta di file word e pdf in una cartella del mio computer).

Ah, a proposito: capita solo a me, o anche voi in questi giorni non riuscite a trovare la concentrazione per leggere? Sono inchiodato sugli stessi 3 libri da un mese, e per me si tratta di un record negativo, visto che di solito 3 libri mediamente me li spolpo in una decina o quindicina di giorni al massimo.

Per il resto tutto bene. Ho appena fatto una mezz'oretta di ginnastica in giardino. L'aria odora di primavera (brezza tiepida, pollini, foglie nuove). Cinque boccioli della magnolia si sono aperti e il sesto è in procinto.
Manca il brusio della gente, il frastuono lontano delle auto sulla superstrada.

Ripenso alle Pasque della mia infanzia: finestre aperte, il sole che entra nelle stanze, campane a festa. Il solito ragù e il solito vassoio di paste domenicali, arricchiti però dalle uova di cioccolato, da un antipasto, dallo spezzatino di agnello con uova e cardi.

Non conto più i giorni. Dev'essere giovedì santo. Domani non farò i Sepolcri, ma quelli non li faccio più da decenni.
I vicini parlano di torte di Pasqua con salsiccia e capocollo (che io detesto, ma tant'è). Ci si sente con i parenti, più o meno. Ogni tanto anche con gli amici. Qualcuno scrive, qualcuno non risponde.

Via, torno a correggere compiti.

venerdì 3 aprile 2020

poesia letta e detta

Leggimileggi è un sito che vuole raccogliere libri, storie, poesie e metterle a disposizione gratuita.

Qui c'è il sito;
qui un testo mio, letto e accompagnato dalla musica.