lunedì 28 novembre 2016

presentazione in Veneto_sabato 3 dicembre

Sabato 3 dicembre sarò a Teglio Veneto, ridente paesino al confine con il Friuli, per presentare in anteprima il mio ultimo pargoletto...



Il libro è già ordinabile sia in libreria, sia sui principali rivenditori online, come Amazon o ibs.it., al modicissimo prezzo di 10 euri.
In alternativa, si può ordinare anche inviando una mail a info.qudulibri@yahoo.it; in questo modo, lo si ottiene senza spese di spedizione e con lo sconto del 15% delle promozioni natalizie dell'editore Qudu.
Poi non dite che non ve l'avevo detto, eh? 



mercoledì 23 novembre 2016

poesie di amiche, pubblicate da amici

Su Atelier Poesia, un'anteprima di "Ordine e mutilazione", di Elena Zuccaccia, in uscita per le edizioni Pietre Vive.
Qui sotto una poesia, il resto lo trovate qui.

* * *

SÅSOM I EN SPEGEL

di vedere questo
corpo nudo non
ne posso più crepare
immagino almeno
lo potessi cuocere
per dire
la carne mi piace
alla brace
certo di te bianca così
come tacchino
più che Canova
che si può fare
(potrei)
imbracarti di spago
a mo’ di involtini
mangiarti a bocconcini
fare nell’olio la
scarpetta col
pane sciapo

per sempre digerire

(Elena Zuccaccia)

colloqui - 7

Ogni tanto si torna dove gli occhi
rimanevano aperti

e il tempo cadeva con onde
lentissime
verso i corpi immobili

non si distingue l'acqua
dal buio
la carne dal pensiero

le parole tutto intorno
cadute non raccolte

tu perfezioni il gesto.

lunedì 21 novembre 2016

piccolo contributo allo studio del didattichese italiano_acronimi

104 - Alunno che si avvale della legge 104
ADHD - Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder
ASL - Alternanza Scuola-Lavoro
ATA - (personale) Ausiliario Tecnico e Amministrativo
BES - Bisogni Educativi Speciali
CD - Collegio Docenti
CdC - Consiglio di Classe
CI - Consiglio d'Istituto
CLIL - Content and Language Integrated Learning
DOS - Dotazione Organica di Sostegno
DS - Dirigente Scolastico/a
DSA - Disturbo Specifico dell'Apprendimento
DSGA - Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi
FIS - Formazione Integrata Superiore
FIS (un altro) - Fondo d'IStituto
GLI - Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (ex GLH, Gruppo di Lavoro per l'Handicap)
H - (alunno portatore di) Handicap
IC - Istituto Comprensivo
INDIRE - Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa
INVALSI - Istituto Nazionale per la VALutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione
ISIS - Istituto Statale di Istruzione Superiore
MIUR - Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca
PAI - Piano Annuale d'Inclusione
PdM - Piano di Miglioramento
PNSD - Piano Nazionale Scuola Digitale
PDP - Piano Didattico Personalizzato
PEI - Piano Educativo Individualizzato
PON - Programma Operativo Nazionale
POR - Programma Operativo Regionale
POS - Piano Operativo per la Sicurezza
PTOF - Piano Triennale dell'Offerta Formativa (ex POF)
RAV - Rapporto di Auto-Valutazione
RSU - Rappresentanze Sindacali Unitarie
TIC - Tecnologie Informatiche e della Comunicazione
USR - Ufficio Scolastico Regionale (ex Provveditorato)

martedì 15 novembre 2016

allarmi

1.
Ancora una volta troppo
vicino ai tuoi minuscoli seni

potessi articolare
la tensione inversa
e il maglione azzurro
prima della strettoia

e invece ancora
una volta i fianchi
sfuggiti alla presa

c'era un graffio aperto
sui pollici troppo sottili
e il segno di un'unghia tra le scapole.

2.
Un giorno può darsi
smetterò di pungermi
su ogni angolo del tuo corpo
urtare nei gomiti sbagliare
l'angolo delle ginocchia.
Un giorno smetterò di morderti
troverò la strada più soffice.

3.
Non alzare le braccia
e non scoprire i denti
ti ho vista tremare per molto meno
e io non saprei reggere all'assalto.

lunedì 14 novembre 2016

poesie per un'amica lontana - 13

Come quando ti svegli nel mezzo
di un sogno dove sognavi di cadere
e per un secondo ancora ti manca
il terreno i muscoli scattano nel vuoto

ecco così ogni tanto all'improvviso
mi rendo conto che non ci sei
e la voce si blocca nel mezzo della parola
le spalle interrompono l'abbraccio.

domenica 13 novembre 2016

per mio figlio

Chissà se ridendo
ti ricorderai dei mostri alieni
che ti assediavano l'ora del sonno
dei rituali di difesa – la spada
di legno sotto il cuscino il lenzuolo
tirato fin sopra il naso
la posizione raggomitolata –
o se dal buio continueranno a sorgere
mani scarnite occhi di faina
accesi nei tuoi sogni di uomo
incapace oramai
di inventare esorcismi.

sabato 12 novembre 2016

poesie per un'amica lontana - 12

Posso quasi sentirti
apri gli occhi allo stupore

poi mi arrivi alle spalle
parli a voce nuda

quando scompari
è uno scalpicciare un frullo

di remiganti qualcosa forse
più immaginato che ascoltato.

venerdì 11 novembre 2016

poesie per un'amica lontana - 11


Dovrò in qualche modo
venire a patti con la tua assenza
come si viene a patti ogni mattina
con l'immagine allo specchio
anche se la lotta è senza quartiere
e bisogna regolare la messa a fuoco
per ignorare i dettagli vedere
soltanto il quadro generale
il peso forma ancora rispettato
la muscolatura tonica
anche se lo sai che il tempo
rode nell'ombra svuota
le forme dall'interno
e così dovrò concentrarmi sulle minuzie
sulla cottura da sorvegliare la caccia
ai refusi e alle macchie nascoste
per non fissare gli occhi nel vuoto
per riuscire a pensarti senza una fitta al cuore.

mercoledì 9 novembre 2016

martedì 8 novembre 2016

tre poesie di Tiziana Cera Rosco

Raschia la pentola, nonna,
diccelo forte che il pane non è bianco
che non c'è niente di modesto
nel pregare in una cucina di sprechi
un silenzio tenuto a osso.
Sarà che i giochi di prestigio
hanno rotto l'ultimo bicchiere
e non ci stupiamo più dell'arrivo del domani
che ha sempre la violenza di una volpe.
Alle trecce dei miei tre anni
– alle mie, alle tue –
possiamo dare ben più di un saluto
tutto quello che abbiamo saputo
o non saputo tenere
e questa sera ben costruita sulle spalle.
Diccelo forte che il pane non è bianco
che i figli muoiono
che sono pochi gli avanzi
e non ci è rimasto più nulla da sacrificare.


* * *

Ci si sente
bestie sante della terra
in questo stare distesi sull'acqua
guardando da qui la casa
in cui chi mi ha fatto
e chi ho fatto
condivide lo stesso sonno.
L'alba porta sul lago una sana misura di luce
una tela nuda per il disfacimento del mio saio.
Ho seni caldi – fermi
come si pasturasse ancora latte
come ci fosse ancora qualcosa da nutrire.
Deve essere tutta questa vita
tutto questo essere presente
che non distrae
che non disattende
ciò che veramente esiste – qui –
neanche per un nuovo sentimento

neanche per un compito migliore.

* * *

Lavorare a un ordine tutto l'accaduto
è prima di tutto correggere il genere di me
la femmina che non comprende assenze
e pensa al bene come a qualcosa da sfamare.
Ma se credo allo stesso modo dei falchi di stasera
tirando con l'ala un silenzio allo stremo
dove anche la lucidità della preghiera
mi viene sinistra, di taglio
vedo che posso solo con la mia natura neutra
sollevare
distendere anche il movimento delle labbra
parlarti come devo
in uno spazio più alto, senza sonno.
Cerco di essere scientifica
come Democrito scandire
ascoltando la materia in atomi
anche quando ci eravamo messi in tavola
ridendo del pasto e tu mi pesavi
spazzando quella cosa che pensiamo
di me e di te
spezzando
quella cosa che spezziamo.

Tiziana Cera Rosco
da “Il compito”, La Vita Felice, 2008

lunedì 7 novembre 2016

appuntamento veronese_sabato 12 novembre

Sabato 12 novembre, alle 16:30, sarò alla Biblioteca Civica di Verona, Spazio Nervi, per leggere alcune cosucce mie nell'ambito del Forum Anterem.
Ingresso libero (e gradito).

Il programma completo (la manifestazione si svolge nei giorni del 12, 18 e 19 novembre) si può scaricare qui.

domenica 6 novembre 2016

"fino alla darsena..."

A Porto Corsini la patria
è più invisibile che mai
e il ponte non è più di legno
ma un lunghissimo arroventato
molo in cemento – i frangiflutti
popolati di cozze lucide.
Gli uomini del trabucco
sono in fila a guardare qualcosa
ma tutto ciò che si vede è un cilindro
di carne gonfia venata di verde e di azzurro
una pinna dorsale floscia
e forse una mascella sbilenca
il resto si è incastrato troppo a fondo
dopo la mareggiata di ieri.
Un delfino può darsi
così suppone il ciclista – se decifro
correttamente il suo dialetto
(racconta di coccodrilli leggendari
avvistati nel delta del Po).
A zaffate arriva l'odore
dolceacido della putrefazione
persino i gabbiani preferiscono
gli scarti gettati via dai pescatori
triglie ombrine giovani
troppo piccole per la padella.
Banchi veloci di pesci si raccolgono
nelle pozze di acqua sporca tra i pontili
dove i granchi traversano con cautela
da un viluppo di alghe all'altro.
Sotto i macigni sporge un'enorme
testa spolpata le orbite vuote
le vertebre come agavi disseccate
cernia o tonno che sia
il becco da triceratopo semiaperto
nella penombra salata.

Marina di Ravenna, 19 agosto / Perugia, 22 agosto 2016

venerdì 4 novembre 2016

colloqui - 6

Non era il fumo era l'attesa
ci rompeva il fiato a intervalli
disuguali. Tutto il peso
cadeva sulla nuca
tutta la fiamma sul petto.

(Lo sai non ti capisco
se mi sorridi sento il taglio
ti avessi almeno fermata
avessimo calpestato insieme
le parole superflue.)

giovedì 3 novembre 2016

colloqui - 5

Quanto me nessuno ti ha misurata
le gambe tese fino all'anca
sedevi scalza sugli sterpi
con l'odore fuggito nel sale

(a volte la memoria ha uno scarto
non so più fermarti a mezz'aria
la luce dissipata tra le labbra
e questa è fedeltà di infermo)

torniamo ai luoghi più lontani
dove eri tiepida e assonnata
la guancia spenta sulle pagine.

mercoledì 2 novembre 2016

per il giorno dei morti - 2

William Shakespeare, Macbeth, V, 5, 16-28

SEYTON
La regina è morta, mio signore.

MACBETH
Doveva pur morire un giorno:
sarebbe arrivato il tempo per questa parola.
Domani, e poi domani, e poi domani,
strisciando a passettini di giorno in giorno,
fino all'ultima sillaba del tempo assegnato;
e i nostri ieri hanno guidato i pazzi
alla morte polverosa. Basta, breve candela!
La vita è un'ombra che cammina, un guitto
che incede e strepita per la sua ora
e poi tace per sempre. È un racconto
narrato da un idiota, tutto urla e furore
privo di ogni senso.

* * *

SEYTON
The queen, my lord, is dead.

MACBETH
She should have died hereafter;
There would have been a time for such a word.
— To-morrow, and to-morrow, and to-morrow,
Creeps in this petty pace from day to day,
To the last syllable of recorded time;
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death. Out, out, brief candle!
Life's but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury
Signifying nothing. 

(traduzione mia)

per il giorno dei morti - 1

Charles Baudelaire, dai Fiori del male

LXIX.

La serva dal gran cuore di cui eri gelosa
sta dormendo il suo sonno sotto un umile prato?
Da tempo dovevamo portarle qualche fiore.
I morti, i poveri morti hanno dei gran dolori
e quando ottobre soffia, a pelare i vecchi alberi,
un vento malinconico attorno alle lapidi,
certo dovran trovare che i vivi sono ingrati
a dormire, come fanno, nel caldo delle coperte,
mentre loro, divorati da cupe fantasie,
senza compagni di letto, senza una buona parola,
vecchi scheletri gelidi rosicchiati dai vermi,
sentono sgocciolare le nevi dell'inverno
e fuggire l'eternità, senza amici né famiglia
a rimpiazzare i cenci appesi alla loro grata.

Se una sera, quando il ciocco fischia e canta, la vedessi
calma, ritornare a sedersi sulla poltrona,
se in una notte azzurra e fredda di dicembre
la trovassi accucciata in un angolo della mia camera,
grave, giunta dal fondo del suo giaciglio eterno,
covare con l'occhio materno il bimbo ormai cresciuto,
cosa potrei rispondere a quell'anima pia
vedendo cadere lacrime dalle orbite vuote?

* * *

La servante au grand cœur dont vous étiez jalouse
— Dort-elle son sommeil sous une humble pelouse ? —
Nous aurions déjà dû lui porter quelques fleurs.
Les morts, les pauvres morts ont de grandes douleurs,
Et quand Octobre souffle, émondeur des vieux arbres,
Son vent mélancolique à l’entour de leurs marbres,
Certe, ils doivent trouver les vivants bien ingrats,
À dormir, comme ils font, chaudement dans leurs draps,
Tandis que, dévorés de noires songeries,
Sans compagnon de lit, sans bonnes causeries,
Vieux squelettes gelés travaillés par le ver,
Ils sentent s’égoutter les neiges de l’hiver,
Et l’éternié fuir sans qu’amis ni famille
Remplacent les lambeaux qui pendent à leur grille.

Lorsque la bûche siffle et chante, si le soir,
Calme, dans le fauteuil elle venait s’asseoir,
Si par une nuit bleue et froide de décembre,
Je la trouvais tapie en un coin de ma chambre,
Grave, et venant du fond de son lit éternel
Couver l’enfant grandi de son œil maternel,
Que pourais-je répondre à cette âme pieuse
Voyant tomber des pleurs de sa paupière creuse ?

(traduzione mia)

MacVaccino

Ci troviamo di passaggio per Alessandria, è domenica ed è l'ora di pranzo. Decidiamo di fermarci.
Dopo un'ora di passeggiata per il centro, vediamo aperti solo una quantità di bar (non adatti a pranzare) e un kebab dall'aria equivoca.
Rassegnati, ci riavviamo verso la macchina con l'idea di raggiungere un autogrill in autostrada, quando incrociamo un McDonald's aperto.
Valutiamo pro e contro: cibo di merda, però prezzo basso, immediata raggiungibilità e possibilità di usare il bagno prima di affrontare le cinque ore di macchina necessarie per tornare a Perugia. Entriamo e ordiniamo.

Risultato: i miei due cucciolotti, che non avevano mai messo piede in un Mac, hanno una reazione di totale ripulsa di fronte agli hamburger pustolosi e alla senape onnipresente. Mangiano patatine fritte, gelato e ciambelle.
Richiesti se volessero tornare in un posto del genere, rispondono senza alcun dubbio: NO.
Tutto sommato, direi che l'esperimento ha dato esito positivo.

martedì 1 novembre 2016



Qualche giorno fa, alla Cerimonia di premiazione XVII Concorso "Guido Gozzano", mi avevano chiesto di citare un mio verso che mi rappresentasse.
Ovviamente, sul momento non me n'è venuto in mente nessuno.
Mi soccorre ora il mio solito ésprit de l'escalier, e quindi lo pubblico qui a beneficio dei miei ventiquattro lettori.
Sono i versi che chiudono il mio ultimo libro, "Oltre il margine" (pubblicato dall'editore Fara di Alessandro Ramberti), e che gli danno anche il titolo:

il senso è oltre il margine
delle parole nel bianco indiviso
della pagina vuota.

(In effetti il libro si conclude con un ideogramma, quello che vedete qui sopra, che si legge in cinese e mu in giapponese, ed esprime il senso del nulla/vuoto/non essere, centrale per la filosofia Zen.)